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Introduzione al Sikhismo

 

Scritto dal Dott. G. S. Mansukhani P.h.D.

 

Traduzione di Sat Atma Singh Khalsa

 

125 domande e risposte.

 

 

Sulla religione Sikh

 

 Nota del traduttore:

 

Questo libro è dedicato a tutti coloro che cercano un cammino spirituale. Io ho intrapreso il Cammino nel 1978, dopo aver cercato per molti anni il cammino che porta ai piedi di Dio, e fa sì che uno attraversi il mare dell’esistenza materiale e sia poi liberato raggiungendo il Cosciente di Dio per poi unirsi a Lui. Il Sikhismo è un’esperienza alla portata di tutti, solo che, bisogna viverla, non intellettualmente, ma, praticamente. I nostri Guru, ci insegnano che la Verità è Grande, ma vivere la Verità è ancora più Grande. Il cammino a vivere veritieramente. Guru dice che sono le buone che ci avvicinano a Dio.

Per lo stato civile italiano il traduttore del presente libro di cui nome è Adalberto Callegari. Per la religione Sikh, alla quale si è convertito nel 1978, con il nome di Sat Atma Singh Khalsa, comunemente conosciuto come Baba ji, che significa padre - fratello sia per la sua età sia per la sua lunga barba bianca, sia per il conoscimento della religione, principi filosofici, metafisici e altro.

Il sikhismo si basa sulla evoluzione della coscienza e l’eliminazione dell’Ego che ci schiavizza nella Lussuria, Ira, Avidità, Attaccamento agli amori materiali, e Orgoglio rappresentante dell’Ego. Essere condizionati dal proprio Ego, è oggi la grande malattia dell’uomo, dice Guru Ji. Segui il cammino del Sikhismo, Guru Ji ti prenderà per la mano e ti condurrà alla Salvazione.

                 

 

     

 

 

 

   1.   Qualche accenno sulla religione.

 

     La religione è stata definita come “ la relazione fra l’uomo e la forza super umana di cui egli crede è dipende”. D’accordo a Jakob Buckhart, “ le religioni sono l’espressione dell’eterno e indistruttibile metafisico desiderio della natura umana.”. Include con il ruolo di condotta o principio della vita individuale di cui la pace mentale dipende. La religione offre vari cammini alla salvazione. La meta della religione è di intonarsi con l’infinito. In più, la filosofia della religione soddisfa il desiderio dell’uomo per la felicità interiore e per la vita dopo la morte. L’impulso verso la religione è una parte integrale della natura umana. La vera religione non è cerimoniale ne rituale ne andare al tempio. Ma l’esperienza interiore d’incontrare Dio ovunque.

 

     La religione consiste in un numero di credenze relazionate a una realtà che non si può dimostrare con prove, ma è un’inesorabile certezza per il credente. Questa realtà lo induce a adottare certi modi d’azione e condotta. Quando fu chiesto a Guru Arjan quale fosse la miglior religione del mondo, egli rispose: “ la miglior religione del mondo è quella che inculca la forza di pregare e di eseguire nobili azioni”. Il Sacrosanto vivere o azioni altruistiche è la parte pratica della religione.

 

2.  Qual è la scienza della religione?

 

     Qualche persona pensa che la religione sia contraria alla scienza perché la religione insiste sulla fede. Mentre la scienza necessita il ragionamento di prove. Ma c’è qualcosa come la scienza della religione. Include due cose: una generale storia della religione e lo sviluppo di una particolare fede. Mentre la scienza della religione comparativa cerca di asserire le varietà delle esperienze religiose e un’analisi sistematica del loro sviluppo, la storia di una particolare religione rivela le caratteristiche di un risultato più profondo di fede individuale, studia profondamente il cambio nella forma e espressione di una particolare religione. Lo sviluppo psicologico di una particolare comunità nella maniera di dogma e ritualità. Connesso con la scienza della religione sono gli studi sociologici dell’influenza delle forme sociali e lo sviluppo della religione e la psicologia della religione che determina il posto della religione nella vita umana.

 

     La teologia deve essere distinta dalla scienza della religione. Mentre il primo è all’inseguimento del conoscimento nell’interesse del credo, il secondo è uno studio concernente l’esperienza religiosa. La teologia è basata sulla chiesa, sul dogma. La religione scientifica è obbiettiva e di spassionata. La scienza religiosa, in un ampio senso è la storia di idee e quindi, deve trovare risposte in generale ai problemi comuni della vita. Una delle idee più importanti è il sacro: l’opposto del profano è il sacro? La santità crea reverenziale timore: La paura di Dio. Un intendimento sul concetto basico della religione si allaccia con la domanda pratica di attività e il significato di vivere. La metafisica e il supernaturale sono al di là del regno di evidenze. Il loro apprezzo dipende largamente nell’ampiezza della frontiera del conoscimento umano e esperienza.

 

     La relazione fra la scienza e la religione è stata assommata dal Professor R. Toynbee:

 

      “La scienza deve essere basata sulla religione e la religione deve includere razionalità scientifica. Io penso alle parole di Albert Einstein. “La scienza senza religione è zoppa e la religione senza la scienza è cieca”, sono di una più grande importanza ora che di quando le mormorò”.

 

3.  Qual è il posto della religione in questa moderna età?

 

     Attraverso i tempi l’uomo ha creduto in qualche tipo di religioni. Si pensa che senza religione egli non possa comprendere la ragione della sua esistenza. In fatti, la religione ha un posto definito nella società e continuerà a giocare una parte vitale in questa età di scienza.

 

     Mentre la scienza e la tecnologia può assistere l’uomo ha migliorare le sue condizioni fisiche, gli standard economici e ambientali, religioni e etiche aiutano a sviluppare la sua personalità e il sé interiore. Possa l’uomo vivere in conforto e prosperità e tuttavia non avere la pace mentale. Anche nelle più grandi affluenti società come l’Europa o gli Stati Uniti d’America, si è capito che la ricchezza e il potere non sono tutto. Il progresso è intricante e si dimostra nella soddisfazione interiore con un senso di realizzazione.

 

     In più, la società moderna dominata dalla tecnologia non può riguardarsi come una società ideale. Soffre di grande tensione e un senso di frustrazione e futilità. Si è data alla scienza la forza di distruggere la sua stessa civilizzazione e la razza umana. E’ solo la religione che può salvare la società da questa eventuale catastrofe e guardare l’erosione dei valori umani. Rinforza i valori basici e etici e scoraggia i pregiudizi razziali, sfruttamenti razziali e ingiustizie sociali.

 

     La religione come la scienza è devota al servizio dell’uomo. La religione corregge lo squilibrio della scienza, perché senza una fondazione morale e spirituale, la scienza può portare alla rovina all’umanità. La religione e etica umanizza lo scienziato e gli fa realizzare la sua responsabilità sociale. Cambia l’enfasi della scienza e dell’industria dallo sfruttamento e forza a un sollevamento sociale di pace e cooperazione. L’uomo deve essere il padrone della macchina e non lo schiavo.

 

     Gli stessi grandi scienziati realizzano i limiti della scienza. Loro guardano alla religione come un rimedio della cattiveria sociale. D’accordo al Dottor Julian Huxley: “La religione in qualche modo è probabilmente una necessità.”. Non si deve accettare il dogma della religione, ma si deve apprezzare la ricerca della Verità e lo sforzo per sollevare le masse. Il Professor A. N. Whitehead dice a questo proposito, “il futuro della civilizzazione dipende sul modo di cui noi possiamo bilanciare le forze della scienza e religione.”.

 

4.   Posso essere felice senza religione?

 

     Tutto dipende sull’idea della felicità. La vera felicità è uno stato mentale di cui l’uomo trova la tranquillità e contentezza. La felicità esteriore conferisce dalle possessioni materiali e attività mondane effimere (di un giorno) e superficiali. Nei paesi comunisti la gente può apparire ad essere soddisfatti e contenti come le loro condizioni materiali migliorano, ma loro possono veramente dire di aver raggiunto la vera felicità e vera pace mentale?

       Forse una delle ragioni per il declino morale di oggigiorno è la trascuratezza della religione. Senza standard molto etici, che sono la fondazione di tutte le religioni nessuna vita organizzata e disciplinata è possibile. La promiscuità e aberrazione sessuale sono dovute senza dubbio all’ignoranza e alla trascuratezza dei principi fondamentali e etici. In uno stato secolare, è il dovere dei genitori e organizzazioni di volontariato a insegnare ai bambini il conoscimento morale e valori spirituali e elevarli. Se un uomo è sotto una forte tentazione pensando che le regole sono fatte dall’uomo, egli può possibilmente violarle. Egli esiterà di più a disubbidirle, se crede che sono fatte da Dio e sono state rivelate a lui attraverso un Divino Maestro o dal Guru.

 

     Anche gli uomini di grande pietà e grande devozione sono preda alle tentazioni.  Se la religione non è sinceramente praticata, ha poco effetto sulle nostre vite private o quelle della comunità. Un interesse nella religione fa che la gente cerchi la compagnia di santi, che può dargli consolazione e la felicità che veramente hanno bisogno.

     Qualche persona si mette in mostra di essere religiosa. Questo non ha nessuna utilità. Ciò che è necessario è un’attitudine positiva, cercare la compagnia e assistere a quelle persone che sono veramente devote alla religione.

     Qualche persona pensa che la religione è irrilevante, una cosa di poche conseguenze, e che loro non perdono niente a eliminare la religione dalla loro vita. Loro credono nel motto: Mangia, bevi e sii felice. Ma questo gli da un margine alla loro vita? La vita non ha una ragione. La religione fa l’uomo cosciente della sua eredità spirituale e meta.

 

5.   E’ la paura la base di tutte le religioni?

 

     Nei tempi antichi, era vero che la paura dell’ignoto, l’ira degli dei e dee e il concetto del castigo divino forzava alla gente di credere in qualche tipo di religione. Loro cominciarono a venerare le forze della natura. Nell’era medievale, la chiesa Cristiana stabilì l’inquisizione per punire gli sbagli contro la chiesa. Come il conoscimento umano incrementò, questa paura fu rimpiazzata dalla convinzione che al di là dell’universo ci fosse un Creatore, che era solo misericordioso e non vendicativo o malizioso.

     La paura non sempre è una cosa brutta. La paura della polizia e o imprigionamento fa delle persone a adibire alle leggi. La paura di malattie veneree fa che molte persone si allontanino da indulgenze sessuali. La paura di malattie ha fatto che la mente dell’uomo si dedicasse alle ricerche di rimedi per malattie croniche e violente epidemie.

     D’accordo alla nuova scienza di psichiatria, paura di vari tipi, particolarmente nel caso dei bambini, insidiano le loro personalità. Invece di dire alla gente sulle loro penalità per moralità sbagliate, dovrebbero appellarsi alla loro sensibilità e considerazione del bene sociale. E’ nell’interesse della religione stessa di scoraggiare queste paure e rinforzare i valori morali dell’individuo e coscienza sociale. Il codice morale dovrebbe essere una parte della vita giornaliera e ogni violazione si dovrebbe riguardare come una ferita alla società, e contro il miglior interesse della comunità.

     Il Sikhismo non incoraggia la paura, e non crede nel sistema del castigo o la lusinga di una ricompensa. Al posto della paura, sostiene il coraggio personale. Crede ottimisticamente nella vittoria finale dell’ordine morale.

     Il Sikhismo predica che non si deve causare paura a nessuno ne di aver paura di nessuno. Questo salutare spirito è responsabile per i Sikh la propensione di offrire la propria vita per la sua fede. Il vero eroismo richiede la mancanza di paura e la mancanza di odio. I Sikh credono nella causa del servizio, senza nessuna idea per una ricompensa o castigo.

     Nel Sikhismo, il timore di Dio si trasforma in amore. Come una moglie fedele è prudente e cauta a non dar motivo d’annoiare il marito ma invece accordagli il suo conforto. Nello stesso modo, il vero devoto è preparato di offrire tutto ciò che è suo per far piacere a Dio e di servire la Sua Creazione.

 

6.  Quali sono le caratteristiche della religione Sikh ?

 

      Il Sikhismo è una fede monoteistica. Riconosce Dio come il solo Uno. Egli, che non è soggetto di tempo o spazio. Egli che è il Creatore, Sostenitore e Distruttore dell’Universo.

 

     In più, nel Sikhismo, etica e religione vanno insieme. L’inculco delle qualità morali e la pratica delle virtù nella vita giornaliera è un passo vitale verso lo sviluppo spirituale. Qualità come onestà, compassione, generosità, pazienza, umiltà ect. Può essere costruita solo con lo sforzo e perseveranza. Le vite dei Guru dimostrano come loro vissero la loro vita d’accordo al loro codice di etiche.

 

      Il Sikhismo non crede nell’Avatar, che Dio prende forma umana. Non si attacca a nessun valore di dei o dee o altre deiti.

 

     La religione Sikh rigetta tutti i rituali e tutte le pratiche di routine come digiunare o andare in pellegrinaggio, austerità e presagi. La meta della vita umana è di emergere con Dio si compie seguendo l’insegnamento del Guru, meditando sul Santo Nome e eseguire atti di servizio e carità.

 

     Il Sikhismo enfatizza il Bhakti Marg o il Cammino della Devozione. Tuttavia, riconosce i valori del Gian Marg (il cammino del Conoscimento) e Karam Marg, (Cammino dell’Azione). Si mette anche in rilievo la necessità di guadagnarsi la Grazia di Dio in ordine di arrivare alla meta spirituale.

 

     Il Sikhismo è una religione pratica, logica e moderna. Crede che una normale vita famigliare (Grasth) non sia un impedimento alla salvazione. Questo è possibile vivendo distaccato nel mezzo da mondane cattiverie e tentazioni. Un discepolo deve vivere nel mondo e tuttavia mantenere la sua testa sopra l’usuale tensione e tumulti. Egli deve essere un soldato, scolaro e santo di Dio.

 

      I Guru credono che questa vita abbia una ragione e una meta. Offre un’opportunità per la realizzazione di Dio e di sé stessi. In più, l’uomo è responsabile per le proprie azioni. Egli non può pretendere l’immunità dal risultato delle proprie azioni. Egli deve quindi essere vigilante in ciò che fa. Per fine, Le Sacre Scritture Sikh, (Guru Granth Sahib) è il Guru Perpetuo. Questa è la sola religione che da al Libro Santo  lo statuto di Percettore religioso. Non c’è posto per un Guru vivente nel Sikhismo (Dhedhari).

     

7.   Qual è la necessità di giustificazione nella religione Sikh ?

 

     La venuta di Guru Nanak nel 1469 venne in un periodo di necessità socio-politica. L’India cadde in giorni di cattiveria. Non c’era sicurezza della vita o proprietà.

 

     Guru Nanak suonò l’allarme e salvò le masse da false religioni. Allora, la religione era o in forma ritualistica o in ipocrisie. Egli rilasciò la gente dalla radice del formalismo e dalle ripetizioni papagallistiche delle scritture. Guru Nanak sfidò la divisione dell’uomo in classi, caste e comunità. Per lui, tutti gli uomini erano ugualmente degni di rispetto.

 

     Guru Nanak mise in rilievo l’unicità di ogni individuo e volle che egli progredisse attraverso un processo di disciplina. La disciplina fisica, morale e spirituale. La disciplina fisica includeva atti di servizio e carità, mentre si viveva una vita di capofamiglia; la disciplina morale includeva una vita veritiera e sopraelevarsi sui desideri egoistici; la disciplina spirituale includeva la credenza in un solo “Uno” Essere Supremo, l’Eterno Tutto Poderoso con l’esclusione dei Panteon di dei e dee, di cui credevano prima.

 

     I Guru portarono un corso di disciplina ai loro Sikh che continuò per un periodo di 230 anni fino alla creazione dei Khalsa Sikh, l’uomo ideale del Decimo Guru.

     Guru Nanak oppose la tirannia politica e il soggiogamento. Egli alzò la sua voce contro l’invasione del Babar e le azioni tiranniche perpetrate dalle sue armate in India. Tuttavia, l’imprigionamento di Guru Nanak e il modo meraviglioso in cui egli condusse se stesso eseguendo il compito a lui assegnatogli nel campo, risvegliò l’anima degli invasori Mogul. Il Guru enfatizzò la dignità dell’individuo e il suo diritto di opporsi all’ingiustizia e all’oppressione. Il suo compito più grande, era tuttavia, di voltare la mente dell’uomo a Dio. Guru Nanak semplicemente oppose cerimonie e ritualismi. La ragione della vera religione è di esltare il vivere coscientemente, e non di abbandonarsi a rituali.

 

     Altrimenti per Guru Nanak, la lampada della spiritualità si sarebbe estinta in India.

 

8.   Quali sono i distinti lineamenti nel Sikhismo?

 

     Ogni profeta da luce e messaggi al mondo. Guru Nanak, il fondatore del Sikhismo, e i suoi nove successori hanno dato una distinta contribuzione alla religione e ai pensieri religiosi. Il Sikhismo può essere distinto da altre religioni da tre punti. Filosofia, comunità o istituzioni e apparenza fisica.

 

     Dal punto di vista della filosofia, la contribuzione del Sikhismo si può chiamare Nam Marg. Guru Nanak enfatizza il bisogno della devozione dell’uomo al Creatore Immortale e tutto Potente. Egli illustra gli attributi di Dio nel suo Mool Mantra. Egli chiede all’uomo di dedicare se stesso di ricordarsi di Dio e il suo Nam giorno e notte.

 

     Il Guru diede anche ai suoi discepoli la forma di una comunità con certe istituzioni come Degh, Teh, Fateh. Per Degh significa il sistema della mensa comunitaria (langar) mantenuta dalla contribuzione dei Sikh. Tutti quanti devono donare un decimo (Daswand) dei suoi guadagni. Teg, la Spada o Bhagauti rappresentante di forza, che era a quel tempo necessaria per preservare la libertà di venerazione religiosa e la fine della tirannia. Per questa ragione, Guru Gobind Singh diede a Dio fra gli altri nomi, il nome di sarabloh (tutto acciaio).    Il Sikhismo crede in Dio Fateh o vittoria: Il loro saluto Wahe Guru Ji Ka Khalsa Wahe Guru Ji Ki Fateh si traduce: la Vittoria è di Dio e i khalsa sono di Dio. I Sikh credono sempre in Chardi Kalà, (progresso e ottimismo) nella riforma e miglioramento della società, come un processo continuo.

 

     Il Sikhismo crede anche nella disciplina. Guru Gobind Singh diede ai Sikh una nuova apparenza e diede a loro il battesimo della spada. Egli infuse con il suo spirito di coraggio e un credo della sua invincibilità e disse a loro di mantenere i cinque simboli.  (Kakars) dei quali ognuno cominciano con la lettera K.

 

          Un altro aspetto del Sikhismo è umiltà (garbi). I Guru dissero ai suoi discepoli di pensare a sé stessi come servi del Sangat (congregazione). Il decimo Guru dopo aver somministrato il nuovo battesimo ai cinque scelti, gli disse inginocchiandosi a mani giunte, di dare a lui il battesimo (Amrit). Nell’intera storia dell’umanità, non c’è un altro caso di un Guru ad inginocchiarsi davanti ai suoi discepoli.

 

9.   E’ il Sikhismo adatto alle condizioni della società moderna?

 

     Il principio di “sopravvivenza degli idonei”, è applicabile anche alla religione come alla comunità o gente. Quelle fedi che non possono incontrarsi con la sfida del loro tempo o alle nuove condizioni della società, è probabile che eventualmente si spengano.

 

      Tuttavia il Sikhismo è conforme alle necessità della vita moderna. Crede nell’individuo e il diritto di sviluppare la propria personalità al massimo sia possibile. D’accordo a Guru Nanak, ogni uomo ha la forza di o merito di essere parte del Divino. Egli non è un debole inutile, un semplice prodotto di una catena del Karma. I Sikh sono essenzialmente uomini di azione, con un irresistibile senso di fiducia in sé stessi, i Sikh invocano la benedizione dei Guru ad ogni passo della loro vita chiedendo per la Sua Grazia Divina.

 

     Il Sikhismo è ugualmente razionale e moderno. Non incoraggia di vivere la fede ciecamente. Guru Nanak espose la futilità del formalismo e ritualismo che sono senza significato. Egli questionò le pratiche della superstizione del tempo e portò una rivoluzione del pensiero alla gente.

 

     Il Sikhismo rigetta tutte le distinzioni di casta e credo. Sta per la paternità di Dio e la fratellanza degli uomini. Crede in una società egalitaria senza caste che garantisce gli uguali diritti a tutti siano uomini che donne. Ad un tempo che la donna era considerata inferiore all’uomo, Guru Nanak pose la donna ad un alto piedistallo: “Perché chiamare inferiore a chi da nascita ai Re”?

 

     Un importante aspetto della società moderna è il credere nella democrazia. Il benessere dell’uomo è meglio assicurato dai suoi eletti rappresentanti. Questi principi sono la guida dei Khalsa, che affida tutte le decisioni agli eletti cinque Sikh.

 

     Il Sikhismo crede anche nel concetto del modello socialista della società. La responsabilità dell’uomo verso la società giace nel dare il suo contributo al benessere sociale come un sacro dovere. L’abisso fra il più fortunato e il meno fortunato deve essere eliminato e creare un allacciamento fra i due. Il Guru istituì il tempio del pane (Langar) per eliminare il sistema di caste. Questo è un buon esempio divera democrazia nella vita giornaliera.

 

     Sikhismo è così distinto da altre religioni e ha qualcosa di nuovo da offrire all’uomo.

 

10.   E’ il Sikhismo una fede di speranza e ottimismo?

 

     Si, I Guru prescrivono il rimedio sovrano del “Nome” come panacea di tutti i mali morali. Mentre qualche religione condanna gli uomini come peccatori miserabili destinati alla dannazione e il continuo fuoco dell’inferno, il Sikhismo crede che ci sia speranza anche per il peggior degli uomini. Kola il cannibale, Sajjan l’assassino, furono richiamati alla buona vita da Guru Nanak con il dono del Nome.

 

     Non tutto è perduto. Se l’uomo realizza l’errore e cambia il centro della sua vita dal sé inferiore al sé superiore può ottenere il traguardo più alto. Ma questo cambio viene attraverso un intendimento delle parole del Guru (bani-preghiere) e la Grazia di Dio, nei momenti di crisi, anche il più pio e virtuoso degli uomini può soccombere alle tentazioni. Indubbiamente, cattiveria e dispiacere prova a mettere l’uomo in condizione di fare il suo meglio, ma questo vero supporto attraverso tutte le prove c’è la sua fede in Dio e preghiere per la Sua Grazia.

 

     Il Sikhismo è una religione pratica. Dimostra all’umanità come vivere una lodevole e utile vita nel mondo. Gli insegna come affrontare i fatti e superare la cattiveria attraverso il servizio altruistico, devozione e dovere. L’uomo può funzionare attraversala realizzazione di sé stesso. Se egli ha fiducia in Dio, e sente che egli è con lui e che Egli lo guiderà alla meta. Quando un Sikh deve affrontare una difficoltà e tortura quando sembra che tutto sia perduto, egli prega per una guida Divina dalle sue sacre scritture, Guru Granth Sahib, e sopporta tutte le difficoltà con fede e fermezza d’animo. Gurbani (le preghiere dei Guru) gli permette un vero sollievo e fa sì che egli possa accettare il Volere Divino (Hukam) pazientemente. Egli prega nello spirito di dedicazione senza aspettarsi una ricompensa. Un vero Sikh non si dispera mai nelle più avverse circostanze. Egli sente di essere nella compagnia del Guru, questo gli da forza ed egli può affrontare qualsiasi crisi con coraggio e con un’incredibile fede in Dio e nel Guru.

 

     Il Sikhismo è adatto per sfidare l’era moderna. Il Signor Bunker, ex Ambasciatore degli Stati Uniti d’America in India, un Cristiano, una volta disse: “I principi cardinali del Sikhismo sono molto simili a quelli della mia stessa religione. E’ la religione del nostro tempo”.

 

     Un famoso scolaro americano disse: “ Nel dibattito delle religioni a venire, la religione Sikh e le sue Sacre Scritture, hanno qualcosa di un valore speciale da comunicare al resto del mondo”.

 

11.   Come fa un Sikh a riconciliare sé stesso all’idea secolare?

 

     Il Sikhismo raccomanda una vita attiva, come una vita di capofamiglia, una vita in società, in altre parole, non una vita isolata dove ogni individuo da il suo contributo allo sviluppo della società.

 

      Nel Sikhismo non c’è posto per ascetismo. Ogni Sikh deve lavorare per il suo mantenimento e quello della sua famiglia, e non di essere un peso alla società. Il Sikhismo enfatizza nel giusto tipo di vivere-Dharam-di-Kirt (Il lavoro del Darma). I doveri mondani saranno eseguiti lato a lato per la ricerca della “Verità”.  Un Sikh dovrà essere di buon esempio ad altri. Egli dovrà diventare un miglior agricoltore, un miglior uomo d’affari, un miglior servo pubblico. Egli non deve rigettare profitto materiale o conforti della vita.

 

     “La salvazione non è compatibile con il ridere,

 

     Mangiare, giocare e vestirsi bene”. (Adi Granth, p. 522)

 

     Il sikhismo enfatizza l’obbligazione sociale. L’uomo è parte della società e deve lavorare per elevare l’ispirazione morale della società. Questo è il perché la riforma sociale è un punto forte negli insegnamenti dei Guru. I Guru rigettano il sistema di casta, gli intoccabili, i tabù contro le donne, presagi buoni o cattivi, la venerazioni di tombe, idoli e mausolei. Il Sikhismo crede nell’uguaglianza dell’uomo di cui è praticamente dimostrato attraverso l’istituzione del Langar, (il tempio del pane) dove tutti mangiano insieme in un’unica linea o Pangat. Matrimoni di caste miste e con persone di diverse credenze e o nazionalità, è normale. L’apparenza di Guru Nanak fu un grande passo verso il suscitare la coscienza di una comune nazionalità.

 

     Il Sikhismo insiste nei doveri del cittadino a rendere servizio a tutta la comunità. La spada non significa solo per la protezione dei cittadini, ma per salvaguardarsi dalle vittime dei tiranni. Il sacrificio di Guru Tegh Bahadur per preservare l’Induismo dall’Imperatore Aurangzeb crociato fanatico, è tuttavia un altro aspetto del diritto di libertà religiosa, senza favori speciali alla religione della maggioranza o qualsiasi stato di fede religiosa.

 

     Quindi, la credenza nel Sikhismo non è incompatibile con l’ideale di una democrazia secolare.

 

12. Qual è la contributo del Sikhismo per elevare la donna?

 

      Quando Guru Nanak apparve sulla scena Indiana, il posto assegnato alla donna era basso e non invidiabile. La tirannia di casta lasciò un marchio nelle donne Indù. Una vedova doveva cremare se stessa al funerale di suo marito sulla pira e diventare sati.

 

     La posizione di una donna mussulmana era tutt’altro che soddisfacente. Un Mussulmano poteva legalmente sposare quattro donne che erano riguardate maggiormente come oggetti di gratificazione sessuale. Le donne dovevano portare il Purda (velo) e la loro educazione e movimenti erano ristretti.

 

     I Sikh Guru davano alle donne lo statuto equo. Loro guadagnarono eguaglianza sociale e libertà religiosa. La falsa pretesa che loro fossero cattive e sporche fu eliminata

     Il Sikhismo conferisce i diritti religiosi alle donne. Qualche scrittura Indù permise una posizione inferiore alle donne, affermando che loro non erano degne di eseguire venerazioni religiose. La donna era riguardata come la tentazione incarnata. I Guru esposero la sciocchezza a questa nozione. Loro riabilitarono la donna Indiana alla società. Raggruppamenti religiosi e Kirtan (musiche sacre) furono aperti alle donne. Esse parteciparono completamente alle cerimonie religiose e ricevettero il battesimo d’Amrit in un uguale statuto agli uomini. Guru Amar Das deputò qualche donna per il missionariato. Guru Hargobind chiamò la donna “la coscienza dell’uomo”. In qualche incontro religioso uomini e donne cantavano e predicavano, senza distinzione.

 

     Guru Amar Das condannò la pratica d’infanticidio femminile e sati. Guru Tegh Bahadur benedisse le donne di Amritsar e disse che per le loro devozioni loro fecero sé stesse accettabili a Dio. La Storia dei Sikh fornisce nomi di molte donne che ispirarono gli uomini ad azioni eroiche. I “quaranta immortali” furono svergognati per il loro tradimento al Decimo Guru, e quindi ritornarono all’azione  e accettarono il martirio guadagnandosi il perdono del Guru. Loro ritornarono alla fede del Guru grazie ad una donna. Il conflitto Indo-Pakistano (1971), Le donne Sikh alla frontiera formarono una seconda linea di difesa e diedero una preziosa assistenza alle nostre forze combattenti.

 

13.     Come ha il martirio aiutato nel Sikhismo.

 

       Nessuna nazione, setta o comunità può sopravvivere e prosperare se non c’è un gruppo di gente che è preparata a morire, per sostenere la sua fede, integrità, unità, le sue tradizioni e il modo di vivere. Questo è ciò che la storia del mondo ha chiaramente dimostrato.

 

       La condizione essenziale per entrare nel Sikhismo, è di arrendere sé stesso e di dare la nostra devozione al Guru e a Dio. Prontezza al supremo sacrificio, o offrire la propria testa sul palmo della mano al Guru è la condizione essenziale per diventare un Khalsa Sikh. Cercare la morte, non per la gloria personale, vincere una ricompensa o andare in paradiso, ma per la ragione di proteggere i deboli e gli oppressi è ciò che ha fatto dei Khalsa coraggiosi e invincibili. Così è diventata la reputazione tradizionale dei Khalsa. Già dai tempi dei Guru fino all’ultimo conflitto Indù Pakistano (1971), i Sikh hanno dimostrato che la morte al servizio della Verità, della giustizia e del paese, è parte del loro carattere e delle loro gloriose tradizioni. Loro non cercano il martirio, loro lo ottengono. Morire è il privilegio degli eroi, si dovrebbe, però,  essere approvato o una causa nobile. La storia Sikh fornisce un eccezionale esempio di Guru Arjan, Guru Tegh Bahadur, i figli di Guru Gobind Singh e innumerevoli altri Sikh, donne e uomini, che hanno dato le loro vite per sostenere la causa della libertà religiosa e lo sradicamento della tirannia.

 

       Indubbiamente, in un mondo di cattiveria e peccato, l’uomo di Dio deve essere preparato a soffrire per la causa della rettitudine  e della verità. D’accordo a Guru Gobind Singh, il vero eroe è colui che sostiene la “Verità”, Egli quindi non scappa dal campo di battaglia.

 

       I martiri affrontano la forca con un sorriso. La più gran tortura non da terrore a loro. Loro guardano il loro giustiziere con ecquaminità perché credono nel giusto della loro causa. Un vero martire riguarda sé stesso come lo strumento di Dio. Il martirio di Siri Guru Tegh Bahadur fu unico. Egli sacrificò sé stesso non per salvare nessuno dei suoi discepoli ma per salvare il Darma Indù. La storia dei Sikh è piena con queste gloriose azioni e eroici sacrifici dei Sikh che soffrirono per sostenere la decenza, la verità, la giustizia e i valori morali.

      

14.  Il Sikhismo insiste nella fede?

 

      Quando riponiamo la fiducia in qualcuno significa che, abbiamo fede in lui. Per esempio, quando mandiamo un bambino a scuola, è per conto della nostra fede nel valore dell’educazione. Nell’amore uno deve mettere la sua fede nell’innamorato. Così che la fede non è peculiare nella religione, si trova in quasi tutte le attività della vita.

 

       Il Sikhismo insiste in questo tipo di fede basica. Così come uno non può imparare a nuotare a meno che uno entri nell’acqua, nello stesso modo uno non potrà mai sapere spiritualità a meno che uno crederà in Dio. Il Sikhismo gioisce la fede della paternità di Dio e la fratellanza dell’uomo.

 

       Il Sikhismo enfatizza la necessita del Guru per l’addestramento spirituale. Fortunatamente, il Guru Granth Sahib è con noi per questo tipo di guida. Molti cercano la soluzione per i loro problemi spirituali o mondani nel Granth e cercano la luce nel Gurbani. Quindi noi riponiamo la nostra fede nel Guru, scopriamo la grande Verità splendente nel suo messaggio come la nostra saggezza, attuando nella luce di Gurbani, ci dice tutto.

 

       Il Sikhismo ci da la gioia di amare Dio. Noi non possiamo amare Dio se amiamo noi stessi. L’ego è la radice di tutte le cattiverie e le nostre sofferenze. Se noi concentriamo la nostra mente su Dio e cantiamo le Sue lodi, noi subordiniamo e anche cacciamo il nostro ego fuori della nostra mente, così possiamo acquisire tutte quelle grandi qualità e virtù di cui noi ci associamo a Dio.

 

       Il Sikhismo crede nella bontà universale. Il Sikh cerca la Grazia di Dio, non solo per sé stesso ma anche per tutto il mondo giacché egli crede nella bontà del genere umano. (Sarbat da Bhala). In questa associazione lo fa sentire a casa in ogni luogo e vede a tutti come amici: “Nessuno è mio nemico o straniero”. Guru Nanak scrisse. Egli quindi acquisisce un’ottimistica veduta sulla vita.

 

       La necessità di una fede è riconosciuta anche dai grandi scienziati, infatti, solo la ragione non può spiegare i misteri dell’esistenza e dell’universo. Guru Nanak Sahib dice: “L’intelletto non può concepire ciò che è al di là dei limiti dell’intelletto. Emergi sopra i limiti della consapevolezza umana e tu conoscerai Dio e il Suo Lavoro”. L’energia atomica e la potenza nucleare a rafforzato ancora di più gli scienziati credenti nella forza illimitata della natura e provvidenza.

 

       In questo rispetto Albert Eistein scrisse: “ L’uomo non capisce il vasto velo dell’universo per il quale egli è stato per la ragione di non comprendere sé stesso. Egli capisce solo un poco del suo processo organico e ancora meno la sua unica capacità di percepire il mondo intorno a lui, di ragionare e sognare.

 

15. Qual è il ruolo della ragione nel Sikhismo?

     

     La ragione e la fede sono complementari. Operano su differenti sfere, ognuna è sovrana nel suo campo. La ragione ha certamente dei limiti. La fede è necessaria in certe cose basiche, ad esempio, l’esistenza di Dio. O la necessità dell’assistenza del Guru. La ragione opera nei campi specifici, per esempio, quando un uomo pregasse e quali azioni prendesse. La religione non include l’operazione dell’intelletto, anche se certamente attua in fattori limitati.

 

      Guru Nanak sfidò le pratiche della superstizione e rituali di quell’età. Egli questionò il valore di offrire cibo e acqua ai suoi avi deceduti o l’idea che la nascita di un bambino poté causare impurità, o che i cibi si dovettero cucinare in uno spazio intorno, fatto sacro da escrementi di vacca. Egli assunse il paragone della ragione di provare la loro verità e provarla a loro falsa. Egli si appellò agli uomini di accettare la ragione come loro guida in tutti questi modi.

 

     Tuttavia, la realizzazione spirituale è al di là della comprensione della ragione. Fra l’altro, grandi scienziati hanno accettato la verità superiore rivelata dalla religione. L’uomo è una creatura imperfetta e le sue facoltà e forze sono limitate. Albert Eistein osservò: “La nostra situazione è strana qui sulla terra. Ciascuno di noi viene per una breve visita, senza conoscere il perché, tuttavia qualche volta sembra per ragioni divine”. L’uomo senza aiuto è incapace di comprendere la fondamentale realtà. Egli necessita l’assistenza di una guida religiosa o Guru di cui conoscimento divino e saggezza può guidarlo alla meta spirituale.

 

     La scienza continua a fare nuove scoperte e invenzioni di cui qualche volta rigetta la teoria dello scienziato precedente. Poteva l’uomo cinquanta anni fa di considerare possibile di orbitare attraverso lo spazio o atterrare sulla luna? Ciò che potrà essere riguardato come un miracolo una volta potrà diventare un fatto comune dopo.

 

     La teoria del Karma è basata sulla ragione, la logica di causa e effetti. Questo significa che in ordine di assicurarsi un futuro buono e brillante, l’uomo dovrebbe compiere buone azioni. Come può l’uomo aspettarsi del buono compiendo cattive azioni?

 

     Forse sarebbe meglio di ricorrere alla ragione quando l’insensibilità o la fede cieca prova ad essere inutile. Ma quando la ragione non è ovviamente praticabile, dobbiamo contare sulla fede. Questa è la particolare verità di cose spirituali.

 

16. Qual’è il posto della moralità nella religione Sikh?

  

     Si discute che uno può essere morale senza credere nella religione. C’è molta gente in molte parti del mondo, generalmente nei paesi comunisti, che non credono in Dio e però sono buoni cittadini, gentili e utili membri della società.

 

     Nello stesso modo è generalmente riconosciuto che la religione è di grande aiuto alla moralità. L’uomo è soggetto alle tentazioni. Anche se egli è nato con grandi potenzialità, la tentazione al male è così forte che senza uno sfondo morale e convinzioni religiose, egli può facilmente soccombere. In questi momenti di difficoltà, quando egli può possibilmente superare il male, il Guru, o un vero maestro spirituale gli da la guida e il coraggio a resistere.

 

     Etica e moralità sono basiche nel Sikhismo. L’evoluzione dello spirito non è possibile senza una veritiera condotta e aderente alla moralità sociale. Guru Nanak enfatizza questo punto:

 

     “Più grande della Verità è il vivere veritiero”.

 

     I Sikh seguono le etiche personali come dire la verità, parlare dolcemente, servizio, umiltà e tolleranza. La moralità non può essere un fine per sé stessi, è un aiuto all’evoluzione della vita spirituale. Il peccato è un ostacolo sul cammino della Divinità.

 

     L’immoralità è qualcosa di cui uno a vergogna di sé stesso o che una pratica in segreto. La moralità nel Sikhismo è basata nella Padrellanza di Dio e nella fratellanza dell’uomo. Servire a Dio è servire alla Sua Creazione. Atti d’amore e carità, anche il sacrificio di sé stessi, non sono azioni nello stretto senso del termine, ma aiutano a preparare il terreno per l’eliminazione dell’egoismo. Dimostrando l’amore per l’umanità e l’amore per Dio.

 

     Il Sikhismo crede che questo è un mondo giusto e morale. Anche se qualche cattiva persona sembrano di prosperare, prima o dopo, avranno la loro punizione. Dio è il Giudice severo e Egli tratta la gente d’accordo ai loro meriti o demeriti. Guru Nanak dice:

 

     “D’accordo alle loro azioni, qualcuno si avvicina a Dio e qualcun altro si allontana”. ( A. G., pag. 8)

 

     Ma come un buon giudice, Dio è anche caritatevole e tempera la misericordia con la giustizia.

 

17.  Quale posto tiene la spada nel Sikhismo?

 

      Nessuna fede può sopravvivere a meno che può difendere sé stessa. Il Sikhismo nacque in un’atmosfera ostile e dovette confrontarsi con molte persecuzioni. In più, dando ai Sikh le lezioni nell’arte di vivere giornalmente, i Guru diedero ai Sikh la forza di innalzare le loro credenze. Per questa ragione Guru Hargobind portava due spade: Una di comando spirituale e l’altra di forza temporale. Egli fu il primo Guru di lanciare la sfida alle forze Mogul e far guerra contro la crudele e corrotta amministrazione. I suoi disciplinati soldati ebbero successo contro l’armata Mogul in tre battaglie. Guru Hargobind popolarizzò il culto della spada per la ragione di difendere la giustizia.

 

     In una situazione simile, dopo il martirio di Guru Tegh Bahadur, Guru Gobind Singh prese le armi contro l’Imperatore Aurangzeb. Egli giustificò l’uso della forza come il solo mezzo di sopravvivenza. Egli scrisse nel Zafarnama:

 

     “Quando gli affari oltrepassano i rimedi,

 

     E’ giustificabile sguainare la spada.”

 

     In altre parole, Guru Ji dice che quando le vie diplomatiche sono senza successo, allora rimane solo l’uso della forza.

 

     Quando la bontà e il sacrificio sono inutili, la violenza s’incontra con la violenza. Indubbiamente, in certe circostanze ci sono delle eccezioni alla pratica di non violenza.

 

     L’indossare la spada o Kirpan, può essere questionabile nell’era atomica. Nel mondo presente continua ad essere un simbolo di forza, come lo fu nel passato.

Occasionalmente nelle cerimonie, tutte le armate del mondo la portano. Nel portarla uno si ricorda al credere in sé stesso e quindi gli da confidenza. La spada dei Sikh è un simbolo di rispetto, prestigio e indipendenza. Guru Gobind Singh la chiama la salvazione e protettrice dei santi e degli oppressi. Infatti, egli si riferisce a Dio come ‘sarbloh’ (Tutto acciaio).

 

     La spada è un simbolo obbligatorio dei Khalsa. I Khalsa sono sempre pronti nelle loro uniformi a proteggere i deboli e a soffrire per una giusta causa. Guru Gobind Singh dimostrò il mezzo pratico dove la spada si riconciliava con la spiritualità. La bontà senza il mezzo di sostegno e attività fallirà di sopravvivere. Quindi, è giusto dire che la spada abbia un posto importante nella storia e filosofia Sikh.

 

18.  Ai nostri figli, dovremmo insegnargli la nostra religione?

 

     Qualche persona, puramente per ragioni psicologiche, non gli piacerebbe insegnare ai bambini qualsiasi religione. Loro pensano che un bambino deve crescere e quindi dalle sue idee selezioni la sua religione. Loro non daranno ai bambini, istruzioni o addestramento morale. Questa non è una buona attitudine, giacche per i bambini gli anni formativi gli è negato la direzione vitale di cui loro hanno bisogno o come loro vorrebbero pianificare, la loro crescita sarà arbitraria e indisciplinata. Come bambini loro faranno domande e se non sono soddisfatti che se ricevono risposte vaghe allora si sentono come se qualcosa fosse mancato. Così loro crescono in un limbo spirituale. L’idea è che quando crescono loro selezioneranno un appropriato codige morale o una guida spirituale, non funziona. Non avranno ne il tempo, desiderio, opportunità, per pensare o cercare per se stessi.

 

     Indubbiamente i bambini hanno il diritto al meglio che i genitori posseggono in tutte le fasi della loro vita, inclusa la religione. Se i suoi parenti sono Sikh, loro devono fare degli sforzi per portare la verità del Sikhismo e le nobili idee dei Guru all’ascolto dei loro bambini. Nel Rahat Nama di Bhai (fratello) Desa Singh, Guru Gobind Singh disse ai Sikh di far crescere i bambini nella fede Sikh e dargli il battesimo. Deprivare i bambini delle istruzioni religiose è negargli l’assistenza degl’insegnamenti dei Guru. Questo significa anche che ci sarà un vuoto nella mente del bambino e continuerà a vivere in uno stato incerto e di ignoranza morale. E’ meglio di provvederlo con qualche idea morale invece che con nessuna.

 

     Troviamo un approccio più positivo al problema. Non è abbastanza di incoraggiare l’istinto sociale dei bambini. Questo può aiutare in un modo limitato di fare che loro capiscano che l’istinto sociale dovrebbe avere preferenze sul sé egoistico, ma le tentazioni della vita sono così improvvise e forti che solo un senso di responsabilità non è abbastanza. Una forte fondazione morale è necessaria per resistere la distruzione delle cattive idee o brutte compagnie.

 

     E’ molto significativo e ricompensante di dire ai bambini dei benefici del supporto morale dei Guru e dell’assistenza che loro riceveranno seguendo l’etica del codice dei Sikh.

 

19.  Qual è il ruolo della religione nella vita umana, e specialmente nel Sikhismo?

 

     La destinazione della vita umana d’accordo a qualcuno, è di ottenere la perfezione, d’accordo a altri, è l’acquisizione della felicità. Cercatori di piaceri e temporanee gioie non si devono sbagliare per felicità. La religione è la chiave della vera felicità perché produce armonia da un integrato sviluppo della personalità umana e controllo degli impulsi, desiderio e pensieri. Non ci può essere un rigido approccio per un essere umano come il problema di ogni individuo sia peculiare.

 

     La religione è la realizzazione della “Divina presenza” dentro di sé stessi, mentre si vive una vita normale. Se la divinità, progresso e la verità non sono realizzate nell’esistenza umana allora la ragione della vita umana è sconfitta. La vera religione implica una ricerca per la Verità e flessibilità, nelle cose spirituali dell’approccio individuale. Miti, forme e sistemi hanno fossilizzato la religione e distrutto la “Verità” e la vitalità in essa contenuta.

 

     Guru Nanak sentì che lo sviluppo spirituale non si dovesse schiacciare da simboli e forme esteriori. Vincolare l’anima alla ruota della macchina socio-religiosa è un tipo di schiavitù spirituale. La liberta dell’anima è vitale per l’aggiustamento alla necessità della vita e le complessità delle organizzazioni sociali. L’adattamento costante è necessario per il conseguimento dell’armonia fra l’individuo e l’Essere Supremo. La natura dell’uomo è estremamente complessa ed’è suicidio d’incatenarlo ai rigidi solchi e motivi.

 

     Guru Nanak scartò tutte le prevalenti superstizioni della forma tradizionale di simboli e venerazioni. Egli indicò l’assurdità dell’idolatria, ipocrisia, esclusione di caste e pellegrinaggi. Egli sfidò l’uso degli intossicanti e narcotici, la pratica di sati e infanticidi. Nello stesso tempo, egli propugnava il mantenimento dei valori etici nella vita odierna: giustizia, verità, onestà, umiltà, coraggio e gratitudine. Queste qualità fanno l’uomo un vero cittadino del mondo.

 

     Gli insegnamenti universali di Guru Nanak fanno un individuo approccio possibile. Guru Amar Das disse:

 

     “Dio! Salva per la Tua Grazia questo mondo che è in fiamme, salvalo in qualsiasi modo si possa salvare.” (A., p. 853).

 

 

 

 

II.     DIO e l’UNIVERSO

 

 

20.  Si può provare l’esistenza di Dio?

 

     L’esistenza di Dio non può essere provata nella scienza per modo di osservazione, esperimenti o altre verificazioni. Questo tipo di prove è possibile solo nel campo dei fenomeni fisici.

 

     Ci sono due tipi di evidenze, dirette e indirette. Le prove indirette si basano sulle probabilità o circostanze. La sola esistenza di Dio può essere accettata sulle basi circostanziali evidenze appaiate con testimonianze di santi e profeti.

 

     Dio non può essere conosciuto attraverso i cinque sensi. Come c’è l’onda elettromagnetica di cui non si può vedere, sentire, assaggiare, toccare tuttavia porta il suono attraverso l’etere, nello stesso modo l’esistenza di Dio è per conclusione, anche se non si può dimostrare. Tu puoi anche chiedere allo scienziato di mostrarti l’energia elettrica o il magnetismo.

 

     Fra l’altro, la testimonianza personale dei santi che hanno realizzato Dio è accettabile, giacché per una grande percentuale della nostra conoscenza che viene a noi di seconda mano, c’è poco che noi conosciamo per esperienza diretta.

 

     L’esistenza dell’universo e il disegno o forma al di dietro fa che la gente pensi che non “poteva solamente succedere”, che lì c’è un Gran Disegnatore. Ugualmente come una grande mansione non può essere costruita senza un architetto a pianificarla, nello stesso modo, l’universo deve essere stato costruito da un Grandioso Architetto che noi desiniamo come Dio.

 

     La nostra consapevolezza del senso morale nell’individuo è anche un riflesso di qualche ordine morale nell’universo. Sappiamo che la verità è meglio che una bugia, l’amore meglio dell’odio. Da dove nascono tutte queste credenze? Sono un’indicazione del Creatore che ci chiede rispetto per questi valori della vita. I Guru non hanno mai avuto il bisogno di provare l’esistenza di Dio. Loro lo riguardano come sempre presente, non in teoria ma, infatti. Guru Nanak lo pensa come visibile e manifestato.

 

     Gli scienziati moderni e i pensatori hanno realizzato l’esistenza “della forza” o “del muovere la mano”, che controlla e disegna il fenomeno della natura. Il modello dell’universo e le regolarità delle leggi al di là di queste, conferma la credenza che ci sia “Il Signore dell’Universo”.

 

21.  Che cosa conosciamo di Dio?

 

     Guru Nanak descrive gli attributi a Dio nella preghiera, Japji: “C’è solo un Dio, il Suo Nome è Vero e Immortale. Egli è il Creatore, senza Paura, senza Odio, la Forma senza Tempo, non è mai Nato, Esistente per Sé Stesso”.

 

     Il Sikhismo rigetta la teoria dell’incarnazione. Dio non nasce. Egli è Esistente per Sé Stesso e non soggetto al tempo. Egli è Eterno, Egli può essere realizzato attraverso (la Sua Grazia) o gli insegnamenti di una guida spirituale o Guru ma questa guida dovrà essere pura.

 

     Il Sikhismo crede in un Dio personale. Il devoto è comparato ad una moglie desiderosa per l’unione con suo marito e aspettando al suo piacere di dare la sua offerta.

 

     I Guru chiamano Dio in svariate maniere, Ram, Rahim, Allah, Pritam, Yar e Mahakal. Non c’è un Dio per gli Indù o un Dio per i Mussulmani. (C’è Solo Un Dio ) Che è presente, e si Chiama Waheguru dai Sikh, (Dio Meraviglioso e Dio l’Illuminatore).

 

     Dio è Trascendente o Immanente? Egli è tutti e due. Egli è presente in tutele cose e tuttavia Egli non copre la Sua illimitata espansione. Quando Dio è visto attraverso l’universo, pensiamo a Lui come Sargun (qualità - piena); Quando realizziamo la sua trascendenza, pensiamo a Lui come Nirgun (astratto). Veramente parlando, Dio è ugualmente nell’universo e al di sopra di esso. Dio è tutto e il mondo è parte di quel tutto.

 

     Una completa conoscenza di Dio, è impossibile. Guru Nanak dice, “Solo colui che è Grande come Lui, può conoscerlo completamente.” Possiamo sono dare uno sguardo su di Lui attraverso il Suo lavoro. L’universo è quel posto dove egli ne è deliziato. Il mondo è un gioco nel campo infinito del finito.

 

     Per Suo ordine, tutte le forme e creature divennero in esistenza. E’ il dovere dell’uomo di studiare la legge dell’universo e di realizzare la grandezza e la gloria dell’Essere Supremo. Egli ha creato un infinito numero di mondi e costellazioni. Il mondo su di cui noi viviamo è un piccolo atomo comparato ad altri mondi. Lo scienziato James Jeans, Holyle e Narlikar hanno confermato questa teoria.

 

22.  Possiamo esistere senza la credenza in Dio?

 

     Ci sono gli ateisti che negano l’esistenza di Dio. Essi sono in un modo liberi da ruoli morali e il filo della coscienza. Tuttavia, gli atei non trovano una ragione e significato per la vita. Egli perde l’ispirazione e consolazione della religione. Egli perde la compagnia di Dio e del Guru, e non spera per un futuro.

 

     Poi, ci sono gli agnostici di cui non sono certi su Dio, perché loro non desiderano di essere immischiati. Loro hanno paura che la religione possa comportare austerità e sacrificio. Queste persone riguardano alla religione come un rischio e non sono preparati a buttarsi.

     Nel Sikhismo, la credenza dell’esistenza di Dio è il più assoluto. Il discepolo conosce che Dio è Conoscenza, però non è conosciuto a lui. E’ per lui di studiare le scritture e seguire le istruzioni del Guru per imparare su Dio. Attraverso il conoscimento, seri sforzi e risolute devozioni sono necessarie.

 

     Fra l’altro, credendo in Dio cambia la mente dell’uomo e le Sue qualità: amore, giustizia, carità, misericordia, pace, saggezza, verità, bontà e bellezza. Quando meditiamo sulle Sue qualità, noi imbeviamo senza saperlo qualcuna di queste qualità. Attraverso le età, i profeti hanno dato il loro concetto sul Creatore. Ai Cristiani, Dio è rivelato come la trinità: Dio, Suo figlio Gesù e lo Spirito Santo. Gli Indù accettano la teoria della incarnazione e affermano che Dio appare in forma umana per salvare il mondo nei tempi di crisi. Islam crede in un solo Dio che diede il messaggio a Maometto il Profeta. i Guru dei Sikh enfatizzano l’unità di Dio. Egli è il Creatore, Sostenitore e Distruttore. Egli manifesta Sé Stesso come Nam. “Verità” e la parola.

     Indubbiamente, Tu puoi vivere senza credere in Dio. Tu puoi gonfiare il tuo ego ma lo spirito rimarrà sorpreso e affamato. Tu puoi sviluppare il tuo spirito attraverso la spiritualità, il che significa praticare la devozione.

 

23.   Possiamo riconciliare l’esistenza del Dio misericordioso con il problema del dolore in questo mondo?

 

     Indubbiamente il mondo è pieno di miserie e cattiverie. Basti pensare alle tante guerre, schiavitù, torture, campi di sterminio, attacchi atomici. Non dimostrano che l’uomo senza una forte basica morale è peggiore di un animale selvaggio?

 

     Il doloro di dolore e sofferenza sembra radicato nella creazione stessa. Troviamo una specie di animale o pesci cibarsi uno con l’altro. Pensa alle epidemie e plaghe. Tutto quanto è soggetto a malattie e decadimento. I terremoti sono dovuti alle “piastre” nella crosta terrestre. In più l’eruzione di vulcani provoca una grande perdita di vite umane e di proprietà. Qualche calamità come la fame e alluvioni possono essere prevenute dall’ingegnosità umana.. Non incolpiamo Dio per questo.

 

     D’altronde, il mondo contiene molte cose piacevoli: sole, fiori, frutti. lo splendore dell’alba e del tramonto mostra che il mondo è pieno di bellezze, Farid disse, “il mondo è un giardino meraviglioso.”

 

     La ragione di Dio nel creare l’universo è di osservarla , vedere come l’uomo e la donna si comportano in differenti circostanze. Egli ha dato all’uomo la ragione e libertà. L’uomo può fare del bene o del male. Tutti i suoi atti sono registrati ed egli sarà ricompensato  o punito d’accodo.

 

     Il Sikhismo crede in un Dio giusto e misericordioso. Dio non fa soffrire nessuno: “Il Creatore non assume nessuna colpa per Sé Stesso.” Tutto quanto è governato dalle Sue leggi. Egli non mina le Sue leggi facendo eccezioni. L’uomo semina il seme delle sue azioni e d’accordo ottiene i frutti.. Dio è come un giudice supremo che attua  con la gente d’accordo ai suoi bisogni. Un profondo studio sul problema del dolore ci fa sentire che il dolore a una buona e utile ragione. Ne esce una gran gentilezza e compassione in questo duro mondo. Il dolore è anche una prova, un travaglio di assecondare la convinzione e il coraggio dell’uomo. Guru Nanak dice, “il dolore è il rimedio, il piacere la malattia.” Fisicamente, il dolore è indice di una mal salute , un tipo di suoneria d’allarme. Quando tu senti un dolore fisico, dovresti consultare il tuo dottore. Perché non fare lo stesso per il dolore spirituale? Dio ci  chiama all’attenzione attraverso la nostra coscienza. Il nostro Guru è il dottore per questi dolori.

 

24.  Quale fu la ragione di Dio nel creare l’uomo?

 

     Non sarà mai possibile di completamente capire la ragione di cui Dio crea l’uomo.

Ma i profeti ci indicano qualcosa sulla meta dell’uomo. E’ generalmente accettato che la ragione di Dio è per l’uomo di realizzare la sua eredità divina mentre vive nelle vesti mortali.

 

     Dio ha creato l’uomo nella Sua immagine. Egli mise la Sua scintilla divina nell’uomo che chiamò “L’Anima.” L’anima entra nella forma del corpo in accordo all’azione individuale. Il muro dell’ego separa l’anima da Dio. Questo porta al ciclo di nascite e morte. La Meta psicosi può terminare solo con la meditazione o l’acquisizione della Grazia Divina.

 

     Dio è il Padre benevolente. Egli da all’uomo un buon inizio in questa vita provvedendolo con tutte le necessità per il suo mantenimento dalla nascita. Come il corpo è sostenuto da cibo e bevande, nello stesso modo l’anima è nutrita dalle virtù e devozione. Quando l’anima pregressa con l’adempimento di buone azioni e il ricordarsi del Nome, diventa più lodevole della fusione con la Divinità.

 

     L’uomo è il punto focale nell’universo. Egli è all’apice della creazione, lo stadio finale. La vita umana è lo stato di partenza per la realizzazione di Dio. Tu non puoi possedere la salvazione come un animale o una pietra. Solo la vita umana, offre questa grandiosa opportunità per il conseguimento spirituale.

    

     L’uomo è fatto di materia e spirito: Shiv e Shakti. Lo spirito è fine mentre il corpo è grosso. Il corpo necessita attenzione, perché è la casa dell’anima. La vita di un capofamiglia è la miglior vita perché offre l’ampiezza per atti di carità e servizi sociali. Escapismo e ascetismo non sono propugnati dalla religione Sikh.

 

     La vita può essere comparata a un gioco di scacchi o carte. Quando l’individuo non controlla la partita, le carte assegnatogli; lui gioca la partita bene o male, saggiamente o scioccamente. Dio veglia su di Lui e lo premierà in accordo ai suoi sforzi.

 

     Nell’ultima analisi, la vita umana è un dono prezioso, non qualcosa da perdere in sciocchezze. Se uno fallisce qui, uno deve ritornare al ciclo di nascite e morte. La scelta è dell’uomo di salvare sé stesso dalla trasmigrazione.

 

25.  E’ la venerazione di Dio necessaria?

 

     Dio non insiste che noi Lo Veneriamo. Nella Sua generosità, Egli da a tutti, ai bassi e agli alti, gli educati e gli illetterati. Anche a quelli che sono anti-Dio. Gli ateisti.

     Qualche  persona ha l’impressione che Dio, come un comandante d’armata domandi rispetto e venerazione. Dio non ha bisogno di adulazioni o lodi. Guru Nanak dice: “ se tutta la gente cominciasse a lodarlo, non farebbe nessuna differenza sulla Sua grandiosità.” Come il sole non ha bisogno della luce delle lampade, così è la stessa cosa, Dio non ha bisogno delle lodi degli uomini.

     Dio non è un dittatore. La gente lo venera come un senso di dovere,’Darma’. Loro sono convinti che Colui che ha creato l’universo possa essere conosciuto e amato. Coloro che conoscono la Sua natura e qualità sono meravigliati dalla Sua Grandiosità. Nella loro estasi, loro esclamano “Waheguru!” Dio meraviglioso. Lo vogliono amare devotamente come la moglie ama il marito.

 

     In più, molte persone pensano che la vita umana è l’opportunità suprema per il conseguimento spirituale. Una persona mondana che non fa nessuno sforzo verso la spiritualità, si trova in grande pericolo di associarsi al ciclo della nascita e della morte.

 

     Un senso di spiritualità nell’ancora di speranza per l’individuo. Dà ragione e significato alla vita. Guru Arjan scrive nel Sukhmani Sahib, “il seme del conoscimento Divino del Signore è in ogni cuore.” Quindi un senso di vuoto può essere rimpiazzato da un senso di ricchezza. Solo coloro che sono egoisti e sguazzano nelle loro possessioni materiali, rifiutano il conforto della divinità.

 

     L’uomo non è potenzialmente cattivo, ma debole e ignorante. Quando la tentazione si affaccia, egli possibilmente soccombe. In quel momento, egli ha bisogno di supporto, un ispirazione. Se egli si ricorda la sua essenza divina e chiama il suo coraggio morale, egli avrà abbastanza forza per resistere alla tentazione.

 

     Un accesso positivo a Dio darà risultati. L’unione con Dio è la nostra meta. Le Sue grandi qualità, come la Verità, Bontà, Bellezza, Amore, Purezza, Pace, Saggezza, Giustizia, Misericordia ecc. sono i gradini a Lui. Concentrandosi in queste qualità, noi attraverso l’auto suggestione , imbeviamo queste qualità. L’uomo si solleva a Dio, mentre Dio si china a sollevare l’uomo.

 

26.  Come fu creato il mondo, d’accordo al Sikhismo?

 

     Dio esisteva tutto solo nella Sua forma astratta (nirgun) prima della creazione dell’universo. Questo si può chiamare lo stato di pre-creazione. Dio era nella stato di sunn samadhi (stato di pre-creazione, o stato di contemplazione del vuoto). D’accordo a Guru Nanak, c’era l’oscurità e caos per milioni di anni. c’era nebbia e nubi. Non esisteva niente eccetto Dio. Guru Nanak dice:

 

     “c’era l’oscurità per milioni di anni.

 

     Non c’era ne la terra ne il cielo; c’era solo il Suo Volere.

 

     Non c’era ne giorno ne notte, ne sole ne luna.

 

     Non c’era niente eccetto Sé Stesso.” (A. G., p. 1035)

    

     Così Dio volle la Creazione dell’universo, Egli divenne manifesto, Sargun. Egli diffuse Sé Stesso nella natura. Guru Nanak dice: “Tu hai creato tutto l’Universo per far piacere a Te, per Goderti lo Spettacolo, la Realtà, che è la Luce della Tua Stessa realtà.”

 

     Quando fu creato il mondo? questo è un mistero. Il processo della creazione fu tutto ad un tratto e impulsivo o fu una crescita d’evoluzione? Solo Dio il Creatore conosce questo. Come un ragno che tessa la sua tela , Dio Stesso tesse la Sua tela. Verrà un giorno, quando egli distruggerà la Sua tela un'altra volta per così diventare ancora il solo Stesso.

 

     I Parkriti di tre attributi Gunas (Rajas, Tamas, Satav) furono creati da Dio Maia, attaccamento e illusione sono anche la Sua creazione. Guru Gobind Singh scrive:

 

     “Egli creò il Shakti di tre Gunas;

 

     Il grande Maia è la Sua ombra.”

 

     Di queste cinque sottili essenze, Sabda (Suono) Sparas (Toccare), Rupa (Vista), Rasa (Sapore), e Gandha (Odore), da questi sorgono cinque elementi: etere, aria, fuoco, acqua e terra rispettivamente.

 

     L’universo non è un’illusione, cioè Maia. E’ una realtà, anche se non finale o permanente, ma una realtà per conto della presenza di Dio in lei.

 

     Questo mondo è la dimora del tutto poderoso e tuttavia Egli è trascendente.

 

27.  Qual è la teoria del microcosmo nel Sikhismo?

 

     Il Sikhismo accetta la teoria che Dio vive nel corpo. Per questo il corpo è chiamato il tempio di Dio. In uno dei suoi inni, Peepa nel Guru Granth Sahib scrive:

 

     “Tutto ciò che s’incontra nell’universo, s’incontra nel corpo, chiunque cerchi lo troverà.”

 

     La teoria del microcosmo è racchiusa in una noce. L’universo è il Macrocosmo, mentre il corpo è il Microcosmo, in altre parole, il corpo è la miniatura dell’universo. L’universo consiste di atomi, il corpo consiste di atomi. Superficialmente il parallelo è uguale: L’universo è composto di cinque elementi che sono, etere, aria, fuoco, acqua, terra, in più ha tre Gunas, che sono Rajas, Tamas, Satav, e anche il corpo ha questi tre elementi. Nel Pran Sangli, la comparazione è più amplificata. Il sole e la luna rappresentano gli occhi umani; La luce e l’oscurità sono riflessi nel dormire e nello svegliarsi; il paradiso e l’inferno rappresentano la felicità e il dispiacere.

 

     D’accordo alle tradizioni Indiane, il Tantrikas dilata sul fatto che la verità si deve realizzare attraverso il corpo. Il corpo è l’epitome, un piccolo indice dell’universo. Ciò che noi siamo, il mondo ugualmente è. Il processo fisico dell’universo è parallelo al processo biologico del corpo umano. Forse nel capire il cosmo sarebbe meglio fatto attraverso la ramificazione del corpo umano. Guru Amar Das così dice:

 

     “Tutto e quanto sono nel corpo, le regioni, le sfere e i mondi lontani.

 

     C’è l’universo di nove regioni nel corpo umano.

 

     Brahma, Vishnu e Shiva risiedono nel corpo.”

 

     Nel corpo, che è l’epitome dell’universo, risiede il Signore dell’universo. Il devoto esplora il corpo trovando i tesori in esso nascosti. Finalmente egli trova Dio in sé stesso.

 

     La scienza non è riuscita tuttavia di scoprire i misteri dell’universo e il miracolo del corpo umano. Ci sono milioni di sistemi solari, la nostra terra è una piccola parte dell’universo. Forse il funzionamento delle leggi dell’universo nel sistema umano si troverà nei suoi dettagli negli anni a venire.

 

28.  Qual è il concetto della Verità nel Sikhismo?

 

     Il concetto sulla Verità – Sach, Sat è la base fondamentale nel Sikhismo. Nel Jap Ji Sahib, Guru Nanak tratta con il soggetto della verità. La parola “Verità” ha differenti significati in differenti contesti. La connotazione più importante della Verità è Dio. Il tutto Poderoso e Verità ( Sat Kartar, Sat Nam, Ad Sach Jugad Sach, Hai Bhi Sach, Nanak  Hosi Bhi Sach, Ap Sach Keenay Sabh Sach). Tradotto così:

 

Vero all’Inizio, Vero all’Età Primordiale,

 

Vero Egli E’e Vero sempre sarà.   (1)

 

Un altro significato della Verità è la Virtù (Apay Gun, Apay Gunkari) che include qualità come  onestà, essere e vivere veritiero, giustizia, compassione, umiltà. Il terzo significato di Verità è: puro, santo, sacro.(Sacha Chauka Surat ki kar) Il quarto significato di Verità è ciò che è corretto e decente (Jo Kuchh Karay Sat Kar Man). Il quinto significato di Verità è l’eterna felicità della beatitudine (Tatah Tut Milay Sach Paya).

 

     Però chi può dare la Verità? Essendo Dio la fonte della Verità dà verità (rivelazione) direttamente al santo o all’illuminato (Jis Tu Deh Tis Milay Sach, Ta Tini Sach Kamaiya). Secondo il Vero Guru (o Guru) Può dare la Verità al discepolo ( Sadh Sangat Pavah Sach Dhana). Così Dio, Guru o la Congregazione Santa può concedere il dono della Verità al devoto.

 

     Il dono della Verità va ai meritevoli. I Sikh devono soddisfare qualche esigenza per essere candidato alla Verità. Egli deve seguire gli insegnamenti del Guru: Egli deve fare azioni caritatevoli o altruistiche; Egli deve sommettersi al Volere di Dio; Egli deve fare purificazione spirituale attraverso Simran ripetizione del Santo Nome (Mun Davah Shabad Lagau har siu Rahau Chit Laai); e per fine, egli deve pregare per la grazia di Dio (Jah Prasad tu Pavah Sach, Ray Mun Meray Tu Ta Siu Raach.

 

     Nel Sikhismo la più grande della Verità e il vivere veritiero. Uno deve vivere una vita di Verità. Egli deve parlare la Verità, attuare la Verità e pensare la Verità (Sach Karni Sach Taki Rahat). Un carattere nobile implica la pratica di umiltà, compassione, meditazione e il desiderio di servire e guidare gli altri sul cammino spirituale. Questo devoto guadagna il dono della Verità e finalmente emerge con l’eterno Dio. Come la goccia di pioggia che si perde nell’oceano.

 

29.  Che cosa succede all’individuo dopo la morte?

 

      La vita umana è come una messa in scena alla salita dell’anima. L’individuo ha avuto la nascita come un essere umano, dopo aver passato attraverso le forme più basse della vita. La vita umana è lo stadio finale del progresso dell’anima alla divinità. E’ per noi di fare il più possibile in questa opportunità e quindi terminare il nostro ciclo di trasmigrazione.

 

     La morte significa la distruzione del sé fisico. Le ceneri delle ossa si mischiano con gli elementi. Ma l’anima che lascia il corpo aspetta una nuova casa. Come una persona scarta i suoi vecchi abiti e si mette altri che sono nuovi, così la tenue anima scarta il vecchio corpo per dimorare una nuova forma. Se non ci fosse una continuazione come sarebbe possibile la perfezione del merito all’unione con l’Essere Supremo?

 

     Il Sikhismo crede nell’immortalità dell’anima. Il devoto non ha paura della morte. In fatti egli da il benvenuto alla morte, perché egli ha la possibilità di emergere con la Divinità. La persona cattiva, tuttavia a paura della morte, perché la morte lo porta al ciclo senza fine di vita e di morte. Dopo la morte, l’uomo va alla prossima nascita d’accordo a ciò che si merita. Se egli è stato malvagio e cattivo, egli nascerà in un corpo inferiore. Se egli ha fatto buone azioni, egli nascerà in una buona famiglia. Il ciclo della vita e della morte tiene l’anima lontana dalla Divinità. Può emergere in Dio, solo se l’individuo, da sforzi spirituali, ha ammassato il capitale del Nome (lo Spirito Santo come è compreso dai Cristiani) e quindi vive con lo Spirito Santo.

 

     Guru Arjan nel Sukhmani Sahib dimora nella triste promessa dell’anima che non è dotata con il Nome. L’anima nella sua  marcia solitaria attraverso l’oscurità può solo trovare sostenimento nella “Parola” di Dio. Altrimenti sentirà la stanchezza e dolore dell’isolamento.

 

     L’anima Jiva è parte di Dio. E’ immortale come Lui. Prima della creazione, viveva con Dio, dopo la creazione prese forma corporale d’accordo al Suo Volere. L’anima è, tuttavia, nutrita dalla virtù e meditazione “del Nome”. La trasmigrazione dell’anima può terminare con la meditazione e grazia divina.

 

30.  C’è il giudizio?

 

     Il Sikhismo accetta la teoria del karma: L’uomo è punito o ricompensato d’accordo alle sue azioni. Le azioni dell’uomo in questo mondo saranno testimoni nel tempo del giudizio. Il messaggero del Dio della morte yama, prende l’individuo al Dio della giustizia Dharam Raj. Gli scrivani Chitra e Gupta che hanno scritto il resoconto sono chiamati per presentare il bilancio delle sue azioni. Che cosa mostra il bilancio? Il bilancio contiene la documentazione delle sue azioni buone e cattive.

 

     I Dio della giustizia non può essere mai comprato con la bustarella Mani pulite o influenzato. Egli è imparziale esatto e chiaro nel suo resoconto. Certe fedi affermano che il loro profeta perora per i suoi seguaci alla corte di giustizia. Il Sikhismo non accetta quest’idea. L’uomo è responsabile per le sue azioni e non può scappare dal suo castigo attraverso l’intervento del maestro spirituale.

 

     Forse i Guru hanno preso in prestito il meccanismo dei vecchi Purana di Dharam Raj e Chitra Gupta per imprimere nella mente di quelle persone il bisogno per veritiere e nobili azioni. Guru Nanak dice: “in accordo alle buone o cattive azioni uno si avvicina o si allontana da Dio”. Il Guru afferma in altri luoghi, che il giudizio delle azioni dell’uomo determinano la prossima nascita o forma per l’anima individuale. La miglior azione nel mondo e di meditare sul Nome. solo questo può guadagnare la salvazione o libertà dalla metempsicosi.

 

     La legge del Karma è inesorabile. La vita dell’uomo è una serie di azioni. D’accordo al Sikhismo, la scelta delle azioni determinerà il suo futuro nella prossima vita. Tuttavia, nel pentirsi, preghiere e amore , l’uomo guadagna la grazia di Dio neutralizzando il karma previo. Non c’è nessun conto del Karma, per uno che si arrende a Dio. Il vero Sikh è lo spirito di dedicazione e designazione invocando la Sua Grazia e misericordia, quindi inducendo Dio a esercitare la sua prerogativa d’ammettere i peccati previamente fatti ma l’anima adesso pentita và al Suo regno.

 

31.  C’è l’inferno o il paradiso?

 

     L’uomo è giudicato attraverso le sue azioni. Se egli ha fatto delle cattive azioni, egli ritorna alle forme più basse; se egli ha fatto azioni nobili, egli ritorna ancora nella vita umana. L’idea dell’inferno e il paradiso è solo un ipotesi. L’inferno come posto di svariate terribili torture è puramente simbolico.

 

     “Li c’è un ruscello di fuoco dal quale sorgono fiamme avvelenate.

 

     Non c’è nessun altro li eccetto il sé.

 

     Le onde dell’oceano di fuoco sono incendiate.

 

     E i peccatori bruciano in essi.” (A.G. p. 1026)

 

Saikh Farid, ci racconta che l’inferno è una lago incandescente risonante e orribili grida. Si può aggiungere che il risultato di una vita di peccati ha un avverso effetto sul carattere da cui viene la sofferenza e il tormento. In breve, essere all’inferno è essere fuori dalla presenza di Dio.

 

     Ugualmente non c’è un posto chiamato paradiso. Il Sikhismo non considera la vincita di un posto in paradiso come un degno oggetto. Il vecchio concetto Indiano del paradiso è un bellissimo posto con tutti i tipi di conforto e lussi. Il devoto non ha paura dell’inferno ne ansioso di andare in paradiso. In un certo modo, l’inferno e il paradiso sono solo una condizione mentale. L’uomo virtuoso è felice e contento, come se egli vivesse in paradiso.

 

     Il concetto dell’inferno e il paradiso è grossolanamente illustrato per chiarificare la dottrina del karma. Inferno e paradiso è riferito come buono o cattivo uno stadio della vita rispettivamente come si può vivere qui e come nella nostra esistenza mondana. D’accordo a Guru Arjan, “ qualsiasi volta che le lodi a Dio sono cantate, li c’è veramente il paradiso.” Ugualmente, la società dei malvagi e l’inferno. La condizione in media di un uomo è così descritta: “Come uccelli che affollano di sera sugli alberi, battendo le ali gioiosi e doloranti, guardano i cieli  mattino e sera, vagando ad ogni dove , guidati dalla fame. Cosi è l’anima dell’uomo che vaga e soffre sulla terra. L’uomo mondano mangia, gioisce e dorme, senza pensare alle cose più in alto della vita. Egli è libero, e forse, può scegliere sbagliato.

 

32.  Che cos’è l’Hukam.

 

     Hukam significa ordine: ordine di Dio. Per ordine di Dio tutte le forme vennero ad esistere. Il Volere Divino è responsabile per la Creazione, sostenimento e dissoluzione dell’uomo e l’universo. Tutto ciò che accade, accade per Suo Volere. Hukam prende la forma della legge naturale o assioma universale. Tutte le parti dell’universo sono sotto il Suo controllo.

 

     In accordo al Sikhismo, la vera felicità è ottenuta accettando e sottomettendosi al Volere Divino. Guru Nanak dice:

 

     “come posso essere veritiero e rompere il muro della falsità?

 

     Sottomettendosi al Suo Volere, come è ingranato in me”. (A. G.,p. 1)

 

     Vivere in armonia con il Divino porterà una pace duratura. Come un bambino, un devoto deve essere guidato dagli anziani. Tutto quanto emana da Lui ed è quindi significativo. Santi e martiri nonostante le loro forze occulte, si sono sottomessi a torture e morte per onorare il Suo volere. “ Sia fatto il Suo Volere” E’ uno dei principi basici del Sikhismo. Questo non implica la negazione individuale di sua volontà.  Un Sikh deve portare il suo volere in accordo al Volere di Dio.

 

     Che cosa è l’Hukam di Dio?  I Guru ci dicono che il comando di Dio è quello di cui il volere di uno emerge nel Suo Volere. Il servizio della creazione di Dio è il miglior modo di lavorare in armonia con il Volere Divino. Secondo, Dio desidera che l’uomo che in fatti ha l’essenza in lui deve una volta ancora emergere in Lui e quindi terminare il ciclo del Karma e trasmigrazione.

 

     La sottomissione al Volere di Dio produce un senso di umiltà, abnegazione e rinuncia. Quando l’uomo arrende sé stesso a Lui, egli riguarda sé stesso come uno strumento del Suo Volere. Egli capisce che qualsiasi cosa venga da Lui è per il suo, proprio bene. Qualsiasi miseria egli fronteggia, è un tipo di misericordia. Egli è pieno di gratitudine e preghiere per tutto ciò che ha fatto. Guru Arjan dice:

 

     “Ciò che piace al Te, O Signore, è accettabile.

 

      Al Tuo Volere, io mi sacrifico.” A. G., p. 676

 

      Il solo antidoto per l’egoismo e per la vanità è di arrendersi completamente al Suo Volere. Solo conquistando il sé, uno può entrare nel regno della Grazia di Dio.

 

          I PRINCIPI

 

33. Qual è il traguardo della vita umana?

 

     La creazione dell’uomo non poteva essere senza significato. E’ difficile di affermare ciò che Dio avesse in mente quando Egli Creò l’uomo. Ma una cosa è certa che la vita umana offre una grande opportunità per sviluppo.

 

     Ci sono tre parti all’uomo, il corpo, la mente, l’anima. L’individuo dovrà sviluppare tutti questi tre aspetti. Per lo sviluppo del corpo, egli dovrà guadagnarsi la vita seguendo la legge della salute. Per lo sviluppo della mente egli deve studiare e educare se stesso e coltivare il suo intelletto, per interpretare i misteri della vita e della natura. Per lo sviluppo dell’anima, egli deve seguire un corso di stretta disciplina morale.

 

   D’accordo al Sikhismo l’anima individuale è arrivata alla forma umana dopo aver passato attraverso innumerevoli cicli di nascite e di morti. Ora alla fine può provare lo stadio finale per l’evoluzione finale, così che può essere libera dalle continue trasmigrazioni e ritornare alla sua fonte.

 

   Il corpo deve essere sostenuto e mantenuto perché è ‘La casa dell’anima’ così che è il tempio di Dio. Dio è l’anima individuale sono in essenza uno dello stesso. L’uomo riguarda se stesso come un’entità separata per il proprio egoismo. Quando il muro dell’egoismo è rotto l’uomo realizza la sua identità con Dio.

 

  Il destino dell’uomo per Dio è di realizzare l’aspirazione immortale di Dio attraverso la sua cornice mortale, accoppiato con il suo stesso sviluppo intellettuale. Sfortunatamente, l’uomo è totalmente ossessionato da cose materiali: come vestiti, cibi, ornamenti, conforti e lusso. Egli dimentica le cose dello spirito. Egli sperpera la sua preziosa vita nelle frivolezze e non fa nessuno sforzo verso la realizzazione di Dio.

 

   La vita è come un gioco di carte. Le carte sono distribuite ai giocatori; il giocatore deve giocare la partita saggiamente o scioccamente. Dio ci osserva. Egli è intensamente interessato nei nostri sforzi di fare il nostro meglio. La vita umana non è ne schiavitù ne prigionia ma invece è il veicolo per ottenere la spiritualità.

La meta della vita umana è, di provare, di integrare la personalità individuale con Dio.

 

34.  E’ il Guru necessario per l’evoluzione spirituale?

 

   Molte religioni del mondo concedono la necessità per una vita spirituale. Incontrando il Vero Guru, l’ignoranza della superstizione è rimossa e il conoscimento divino è ottenuto. I Guru sparge la luce attraverso il suo messaggio. Ciò che è importante non è la persona ma ‘La Parola’.

 

    D’accordo alla religione Sikh la liberazione non può essere vinta senza il Guru. Il Guru da le istruzioni attraverso l’uso di un mantra. Questo è un modo di invocare l’unione con Dio. Waheguru è il mantra dei Sikh. E come un maestro è necessario per gli studi, così uno richiede il Guru per l’avanzamento spirituale perché egli ha realizzato Dio. Guru Nanak dice: “ Il Guru perfetto ha eliminato l’oscurità della delusione dal mio cuore”.

 

   Nel Guru Granth Saib, il Guru Granth Saib fu istallato come Guru permanente per i Sikh da Guru Gobind Singh nel 1708, giacché lo stadio era arrivato, quando il Guru vivente di allora fu completamente distaccato dal suo ufficio. Il Guru personale adesso divenne il Guru impersonale nel Granth. Il Granth presiede sopra tutta la congregazione Sikh e rappresenta la parola di Dio nella forma permanente.

 

   I Sikh, quindi, non riconoscono nessuna persona vivente come Guru. Il forte messaggio del Guru Granth Saib nei Sikh Guru per tutti i tempi.

 

   Il vero Guru rivela la divinità dell’uomo all’individuale. Egli gli mostra la via di attraversare il mare dell’esistenza materiale e arrivare al suo regno di Beatitudine. Guru Nanak dice:

 

“Il Guru è un Oceano di Perle, i Santi Cigni raccolgono queste perle ambrosiache”. (A. G., p. 685).

 

   Come il latte non dovrebbe essere messo in una pentola sudicia, così il Guru non vuole versare il suo nettare (Nam) in una mente sudicia. Praticando la bontà e ricordandosi dl Nome l’individuo prepara la sua stessa mente al messaggio del Guru. Dopo la dovuta pulizia il Guru amministra il rimedio del nome.

 

   Noi siamo fortunati che non abbiamo bisogno di cercare il Guru perché il Guru Granth Saib è in mezzo a noi.

 

   Seguendo la direzione de Gurbani, noi possiamo progredire sul piano spirituale.

 

35.  Che cosa sono le caratteristiche del vero Guru?

 

   Nelle vedute della necessità di un Guru uno deve sempre stare in guardia dai falsi Guru. Nel Sikhismo nascono certe qualificazioni e qualità per il Guru.

 

   Il Guru deve essere un uomo perfetto che è abile di ispirare confidenza nei suoi discepoli. Egli deve venire in loro aiuto in ogni emergenza. Il Guru non vive in una torre di avorio, egli si unisce a tutti i tipi di gente.

 

   Il Guru non è l’incarnazione di Dio, egli è un umile messaggero, di cui veste il mistero di mostrare la vera via spirituale.

 

   Guru Nanak dice: “La luce di colui che è completamente manifesta è il Guru”. Egli deve essere preparato a soffrire per i suoi principi, egli non deve dichiarare uno stato di eccellenza. Egli è senza paura e senza odio. Egli è in conflitto con forze sociali ostili, o interessi e persone cattive che sono pronte ad opporlo, ma egli deve essere con loro gentile e non deve avere nessun rancore. Guru Nanak compara il Guru ad una scala e qualche volta ad una barca. Tutti i Sikh Guru hanno la stessa luce (Jot) lo spirito divino in loro.

 

   Forse uno dei più grandi tratti fu la loro umiltà. Guru Nanak guardò se stesso come il più basso dei bassi, altri Guru accettarono tutte le sofferenze nello spirito di rassegnazione. Guru Arjan e Guru Tegh Bahadur divennero martiri per la causa in cui loro credevano, anche se essi possedevano forze sovrannaturali si rifiutarono di esercitarle perché fare miracoli non è d’accordo al volere di Dio.

 

Il Guru occupa lo statuto più alto nella religione Sikh, Guru Nanak dice:

 

“La scintilla divina è in tutti,

 

Pervade tutti i cuori”,

 

   La grazia del Guru, può essere rivelata e allora il devoto si sente in benedizione”.

Lentamente ma fermamente, Il Guru guida lo sviluppo dei Sikh alla perfezione e se il Sikh è molto fortunato il Guru lo trasforma in un Guru. Il Guru ricorda “Il Nome”, giorno e notte e fa che altri facciano lo stesso. Egli è come una barca, traghettando la gente attraverso l’oceano tempestoso della vita.

 

   Incontrando il Vero Guru è un segno di benedizione. Il discepolo deve preparare se stesso moralmente e spiritualmente per la sua guida. Egli è la torre di forza, una luce, la luce dell’uomo sul sentiero in questo mondo oscuro.

 

36.  Il Sikh Guru eseguirono i miracoli? E se è così perché?

 

   I profeti e i santi hanno eseguito miracoli. I miracoli sono eventi straordinari di cui ragione o scienza non possono spiegare. La scienza non è così avanzata da spiegare ciò. D’accordo agli scienziati il miracolo non ha niente a che vedere con la santità. I miracoli non avvengono secondo le leggi di Dio, ma è il risultato di una forza superiore di cui Dio ha donato ai suoi servi. Gli uomini di Dio abilmente fanno cose di cui è al di là dell’intendimento degli scienziati di cui ragioni è limitata.

 

   Il Sikhismo accetta la possibilità di una forza sovrannaturale, ma come qualsiasi possessione mondana, non si devono usare per ragione egoistica.

Un Sikh non deve correre dietro all’occultismo perché il dono più grande è il Nam e non la forza sovrannaturale.

 

D’accordo al Sikhismo la forza occulta avviene attraverso la concentrazione Del Nome. I miracoli non devono essere eseguiti come desideri di re o di leader o per provare la grandezza della religione di uno e a confermare la fede della gente in guida spirituale. Guru Ram Das dice: “ Il desiderio di eseguire miracoli è un attaccamento mondano che è un ostacolo nella via del nome che risiede nei nostri cuori”. I Sikh Guru eseguirono miracoli, però loro non lo fecero per compassione o per far vedere la loro ragione. Guru Nanak fece un miracolo di trasformare la noce amara in una noce dolce, questo fu vicino a Pilibhit, per salvare Mardana dalla morte per fame.

 

   Il Guru condannò l’esecuzione dei miracoli per gloria personale. Baba Atal che eseguì un miracolo dovette abbandonare la propria vita. Guru Arjan e Guru Tegh Bahadur gli fu ripetuto di eseguire miracoli così che le loro vite fossero riscattate,loro rinunciarono e venne la penalità della morte. Il più grande dei miracoli è di non eseguire miracoli, anche se si ha la capacità di farli. Come Emerson disse: “ Il sacrificio di se stessi è il vero miracolo di cui tutti i miracoli fluttuano”.

 

   A Guru Nanak fu chiesto dai Sikh delle sue forze sovrannaturali egli rispose: “Non posso far niente contro le leggi di Dio. E’ solo lui che può eseguire miracoli. Il Vero Nome è il miracolo dei miracoli. Io non conosco nessun altro miracolo”. Le persone di cui è vestita la santità non interferiscono con Dio seguendo miracoli. I Sikh Guru non eseguirono mai miracoli per convincere mai miracoli o per salvare se stessi contro le penalità.

 

37.  Qual è la relazione fra i Sikh e il Guru?

 

   La parola Sikh significa studente, egli deve quindi prendere l’istruzione dal maestro che è chiamato Guru. La personalità del Guru è così influente che trasforma il discepolo e modella la sua vita in modo divino. Questo si può arrivare non da istruzioni fisiche personali, ma dalla credenza che i Sikh incorporano nel Guru. I Sikh riempiono se stessi con il Guru e quindi sentono se stessi allacciati inesauribilmente fonte di forza. Ad esempio accettando l’aiuto di Guru Gobind Singh egli si sente forte pari a 125.000 uomini nella forma fisica e nella forza mentale. Egli può lottare contro le eccezioni e dare la sua vita per una causa.

 

   I Sikh riempiono se stessi con la personalità del Guru e diventano “ Il Guru” nella forma de Panth. Il Guru vive nei Sikh ed è piacevolmente contento di ciò che a loro piace. L’idea dei discepoli religiosi fu modellata attraverso il servizio, o il servizio del Langar o Pangat. Quando la gente mangia insieme nella mensa gratuita, è un’altra illustrazione del carattere del Guru nel Sikhismo. L’idea del Sangat o santi compagni, generalmente si raccolgono in preghiere di congregazione nella forma di Kirtan e Katha portano a stabilire il Gurdwara e organizzazioni religiose. Collettivamente i Sikh sono conosciuti come “il Panth” e l’incorporazione del Guru. Guru Gobind Singh emerse la sua personalità nel corpo della comunità, quando egli creò l’Armata dei Khalsa.

 

   Il Guru sta per la verità e la pratica della verità rivelata nel Guru Granth Saib e senza tempo e senza cambio. Ma il metodo di implementare la verità è lasciata alla crescente personalità del Panth. Questo è il perché il Guru Panth non è mai lento e sarà sempre conforme al tempo per guida ai Sikh. Le domande più importanti oggi sono decise dalla comunità nella forma di deliberazione conosciute come Gurmatas di cui l’approvazione del Guru è data.

 

   Guru Gobind Singh identifica totalmente se stesso con Khalsa. Egli Afferma: “Attraverso i loro favori io sono esaltato altrimenti ci sarebbero uomini ordinari come me”.

 

38.  Può la preghiera cambiare il destino o le cose?

 

   Coloro che offrono le preghiere con sincerità conoscono il valore della preghiera. Altre persone pensano che la preghiera può dare consolazione e pace all’uomo ma non può affettare gli eventi fisici, perché l’universo è governato dalle leggi. Il fuoco oggi brucia e anche domani brucerà anche se uno prega. La vita è regolata e liscia perché di queste leggi non si possono cambiare. Attraverso i santi e i mistici che posseggono forze grandi, ciò che noi possiamo riguardare come miracoli potrebbero essere solo la forza della preghiera o la forza della leggi spirituali. Le preghiere sincere sono suppliche fatte a Dio senza nessun motivo personale. Dio conosce tutti i nostri desideri e sincerità. Spetta a lui di accettare o rigettare le richieste fatte a lui.

 

   Certe leggi basiche sono intrecciate da altre leggi. L’aeroplano vola contrario alla legge di gravità, ma è governato dalla legge dell’aerodinamica.

 

   La preghiera può essere un modo psicologico del quale la legge può ammalarsi x la paura o la tensione così che mentre l’effetto è fisico la causa può essere mentale. In questi casi la preghiera può guarire allo stesso modo della medicina, ma rimuovendo la causa mentale.

 

    D’accordo al Sikhismo la preghiera può cambiare la mente dell’uomo. Così come la sporcizia è lavata dal sapone, i pensieri cattivi dell’uomo possono essere lavati attraverso la preghiera e la meditazione. I peccatori hanno cambiato se stessi in santi attraverso la forza della preghiera. Uno di questi esempi è Sajjan, un Thag molto conosciuto in quei tempi. Fratello Gurdas lo cita nel caso della regina Tara Lochan, il suo sandalo perso fu ritrovato lei dalla preghiera.

 

Guru Arjan enfatizza il ruolo della preghiera:

 

“Lodando il Suo Nome è la pratica più grandiosa.

 

Da un sollevamento, solleva molte anime umane.

 

Elimina il desiderio della mente vagante.

 

In parte, tutte le vedute visioni”. (A. G., p. 263).

 

   La preghiera non è solo autosuggestione. E’ la concentrazione a Dio e alle sue qualità. La bontà di Dio la sua pazienza, pace e amore. Quando l’uomo offre la preghiera Dio entra nella sua vita e gli da le Sue qualità al devoto. Con queste qualità e forze Egli può modellare le cose. Altri possono considerare questi eventi coincidenze, ma le persone che capiscono le riconoscono come l’effetto della preghiera: “Molte cose sono cambiate dalla preghiera che questo mondo possa sempre pensare di farlo”.

 

39.  Dovremmo domandare per cose materiali nelle preghiere?

 

   La vera preghiera è interiore, è un dialogo tra uomo e Dio, è essere in compagnia del supremo maestro.

 

   L’amicizia dell’uomo con Dio farà che lui possa crescere come Lui. Nello sfuggente momento della visione, l’uomo dimentica il suo corpo e il mondo su cui egli vive e unisce se stesso con il suo benefattore.

 

   La vera preghiera è pure venerazione e dedicazione. Non ha nessun altro ulteriore traguardo, e nessun guadagno mondano. La preghiera basata sul desiderio materiale elimina la sua stessa ragione.

 

   L’uomo ha descritto se stesso come la sposa di Dio. Come la moglie ha le sue necessità e domande al suo sposo, così allo stesso modo l’uomo fa le sue richieste a dio. Come un buon marito egli incontra i requisiti della sua sposa e da guida ed aiuto così dio aiuta i suoi servi.

 

   D’accordo al Sikhismo le cose materiali possono essere chieste nella preghiera, ma sul principio non si dovranno chiedere. Le cose che rendono servizio all’anima possono essere richieste. Guru Nanak richiese a Dio di dargli Felicità, umiltà e il Suo Nome. Lodare Dio è la sola cosa di cui necessita il devoto.

 

   Dovessimo domandare per cose mondane egli nella Sua grazia le darebbe a noi, però noi non saremmo mai contenti. Nessun uomo sente che ne ha abbastanza. Egli non sa ciò che è buono per lui. Quando Dio non acconsente alle sue preghiere, l’uomo bestemmia alla Sua creazione. A Dio piace benedirlo, ma sono i suoi peccati che prevengono alle benedizioni di arrivare a lui. E’ l’Ego che sollecita di chiedere per queste cose per se stesso. Tutto questo è al contrario dei principi di sottomissione al volere di Dio.

 

   Invece di chiedere per cose mondane, i Sikh devono mettere la loro fiducia in Dio e supplicarlo di fare ciò che Egli pensasse sia la cosa migliore. Il Signore non fallisce mai a coloro che si arrendono completamente a Lui.

 

   Nella supplica dei Sikh, ‘Ardas’ una preghiera in generale, il Sikh prega per la costanza ripetizione del Nome e il benestare dell’intera umanità. La giusta preghiera crea speranza, confidenza e coraggio all’individuo.

 

40.  Che cosa è la preghiera Sikh?

 

   Una parte della preghiera ‘Ardas’ fu data ai Sikh da Guru Gobind Singh. La prima parte invoca a Dio e la benedizione dei primi nove Guru. La seconda parte racconta gli eventi nella vita dei dieci Guru, e la susseguentemente storia Sikh, la lotta affrontata e i sacrifici fatti, per la riforma dei Gurdwara e il mantenimento delle tradizioni Sikh. La terza parte riguarda ai propri pensieri individuali e qualsiasi ragione speciale o occasione di questo. Alla fine, i Sikh pregano per una mente umile e un solido intelletto, la vittoria dei Khalsa Panth, “La Parola” e il miglioramento dell’umanità.

 

   Il Sikh crede in un Dio personale di cui egli deve recarsi ora e quando perché egli riguarda a Dio come amico e benefattore. Egli reciterà una preghiera qualvolta egli andasse a lavorare o per affari. Se egli non avesse tempo per un Ardas completo, egli dovrà recitare una preghiera corta.

 

   Le preghiere Sikh possono essere eseguite sia dall’uomo che dalla donna; è di congregazione la sua natura e contenuto. Racconta il sacrificio dei Sikh, ma non menziona dei loro nemici. L’idea basica è di ispirare i Sikh a simili azioni eroiche in un tempo futuro di necessità.

 

   La preghiera è un mezzo di eliminare la cattiveria e i desideri della mente riempiendola con pensieri puri e nobili aspirazioni. La vera preghiera richiede uno sforzo di cercare nel cuore, uno sforzo di diventare più puro e nobile. La mente deve essere completamente vuota di tutti i pensieri mondani così che la pace possa entrare in essa.

 

   La preghiera Sikh Ardas richiede a uno di arrendersi completamente al Volere Divino. La rassegnazione al Volere di Dio darà alla fine grandi benefici all’individuo. Solo allora Dio potrà prendere i suoi problemi ed eliminarli. Il Signore non fallisce mai a colui che da se stesso alla Sua misericordia. Fra l’altro, questa sottomissione elimina l’Ego e il muro che sta fra l’uomo e il Creatore.

 

   La lettura del Guru Granth Sahib è per se stessa un tipo di preghiera. Noi cerchiamo i comandi del Guru. Egli ci da saggi consigli, ma aspetta a noi ad ubbidirli. Venerando solo le Scritture senza averne fatto l’esperienza dei suoi insegnamenti nella vita giornaliera è la vera negazione della preghiera. La vera preghiera è il vivere pratico alla Parola del Guru e gli sforzi continui, per uno sviluppo spirituale.

 

41.  E’ possibile conquistare la morte?

 

   La morte è stata interpretata in modi differenti. D’accordo al concetto generale, la morte è l’estinzione del corpo e degli organi sensoriali. D’accordo a Sikh Guru la morte è la dimenticanza a Dio. Guru Nanak dice: “Se mi ricordo di Lui vivo, se mi dimentico di Lui, io sono morto.”. E’ questo dimenticare di Dio che uno entra nel ciclo di nascite e morti.

 

   Il Sikhismo fu rinato sotto l’ombra della spada. Guru Gobind Singh, al tempo della creazione del Khalsa Panth, chiamò i Sikh che erano disposti a dare la loro vita. La prova dei Khalsa nella loro prontezza di dare la propria vita. I Khalsa bramano per il migliore tipo di morte che è morire in battaglia, mentre lottano per il povero, il debole e gli oppressi della loro fede.

 

   D’accordo al Sikhismo, la morte fisica non è ne dolorosa ne terribile. Tutti dobbiamo morire perché il corpo fisico è soggetto a decadimento. Ma c’è qualcosa come l’arte del morire. C’è una gioia al prospetto di arrivare alla morte. Anche attraverso le più terribili torture non causa paura al devoto. Basta guardare ai molti martiri Sikh. Non è uno scherzo ad essere tagliati a pezzi, o di essere scorticati vivi, o di essere segati in due cominciando dalla testa, o di essere sparato dalla bocca di un cannone, o di essere stritolato sotto le ruote di un treno. I martiri sono i veri conquistatori della morte.

 

   Coloro che hanno conosciuto l’arte del vero vivere conoscono anche l’arte del vero morire. Il vero vivere è morire per se stessi, per l’ego, e vivere per Dio. Il vero morire è il privilegio dei coraggiosi per un’approvata causa. Morire senza una causa non aiuta a nessuno.

 

   La conquista della morte è il merito di salvazione. La morte fa terrore dell’ordinario mortale. Gli ordinari mortali hanno paura perché non hanno fatto nessun progresso per il piano spirituale. Loro si sentono preoccupati per i loro peccati e la paura del castigo per i loro misfatti.

 

   Il ‘Vero’ devoto, da il benvenuto alla morte come vera amica e benefattrice perché egli guarda in avanti all’unione con il Supremo Essere. Egli conosce che è attraverso il cancello della morte fisica che egli potrà abbracciare al suo Amato Signore. La morte non è nient’altro che il cancello alla divinità e eternità.

   Questa mortale spirale potrà essere sbarazzata, quando si presenterà l’opportunità, indossando il mantello della sposa di Dio.

 

42.  Che casa è il Karma?

 

   Il concetto scientifico di causa e effetti, azione e reazione è chiamata la legge del Karma. Uno raccoglie ciò egli semina. Non è tipico che contrariamente alla legge del karma, l’uomo aspetti di raccogliere nettare dopo aver coltivato veleno?

 

   Come la nostra vita presente è il risultato del nostro Karma passato, il presente Karma determina la nostra vita futura. Karma è operativa sia in questa vita che nelle vite successive. La legge del Karma non cessa di funzionare dopo la morte, perché la morte è solo il modo della disintegrazione fisica, e non ha nessun effetto sull’anima, che sopravvive.

 

   Dio è il Creatore del primo Karma, e l’origine dell’universo, e il Distruttore del Karma.

 

   Le buone o cattive azioni fatte da frequenti ripetizioni lasciano l’impressione sul carattere e conseguentemente sulla coscienza. Un uomo cha fa cattive azioni avrà in cambio un cattivo carattere. Queste produce degli stati mentali, come ansietà, paura e colpevolezza, tutti dei quali causano dolore e sofferenza all’individuo. Karma non significa che tutto quanto è preordinato e che l’uomo non abbia il libero volere. Egli porta il suo passato Karma in forma del suo carattere. Sono le sue stesse azioni che fanno di lui ciò che è. Guru Nanak dice, “ la registrazione delle mie azioni non possono essere cancellate perché Dio le ha registrate.”. L’uomo deve coltivare il seme, la scelta e l’iniziativa di una certa estensione. Egli ha anche l’abilità di cambiare il corso degli eventi anche attraverso circostanze di eredità e ambientali. Dio domina l’universo controlla su tutti i destini degli individui. Come il figlio prodigo, i peccatori vanno a lui come ultima risorsa e speranza.

 

   Il Sikhismo modifica la teoria del Karma in due modi. Primo, sforzi agli individui sono necessari per migliorare le sue stesse condizioni. L’uomo è responsabile per il suo gruppo. Egli non deve incolpare Dio per il suo destino. Egli deve pensare al presente e al futuro. Secondo, il Karma può essere cambiato dalle preghiere e dalla Grazia di Dio.

 

   Quando un individuo impara a essere sottomesso al Suo volere egli cessa di fare nuovi Karma. Egli offre tutte le sue azioni a Lui, egli attua come uno strumento al Suo volere. D’accordo al Sikhismo tutti i Karma passati possono essere cancellati attraverso l’associazione dei santi e meditazione sul “Nome”.

 

43.  C’è il fato o il libero volere d’accordo al Sikhismo?

 

   Il Sikhismo afferma l’onnipotenza di Dio e modifica il concetto del Karma. L’uomo non è un pupazzo senza aiuto. Il corso del fato può essere comparato al flusso di un fiume, mentre l’azione individuale può essere visto come un mulinello, o un vortice o un’onda.

 

   L’uomo ha un ruolo duale: primo, come una persona in una comunità ambientale, lavorando sotto certe limitazioni e secondo, come un individuo con il libero volere, volendo fare queste cose o di elevare se stesso. Egli è il mercante di commercio con un certo capitale. Egli può perdere o guadagnare investendo saggiamente per guadagnare un profitto. Egli è libero di coltivare il seme, ma una volta fatto questo, non ha nessun altra opzione che di raccogliere il frutto. La predestinazione è responsabile per il presente; ma il presente ci da un’opportunità di modellare il nostro futuro. E’ come la rotazione e rivoluzione della terra. La terra rivoluziona intorno al sole ed è influenzata da esso, ma ha anche il suo stesso movimento.

 

   D’accordo al Sikhismo l’uomo è un essere attivo, un Karma Yogi, che deve trascendere le sue difficoltà con saggezza e comprensione. Lo sforzo dell’individuo dovrà prendere forma di azioni distaccate e non, di cibare il suo ego. Egli deve lavorare altruisticamente per l’umanità e non per il suo sé.

 

   Lo sforzo spirituale deve essere benedetto dal favore Divino in ordine di aver successo. Questo sforzo richiede di arrendere se stesso al Suo volere. Se l’uomo lavora nell’egoismo in Maya egli soffre; Se egli lavora senza il suo ego d’accordo al volere di Dio egli è salvo. Questo arrendere se stesso è uno sforzo cosciente di vincere la Grazia Divina. Questo sforzo porta il Volere Divino e il libero volere dell’individuo in armonia, questo è come i due voleri diventeremmo riconciliati. La salvezza dell’uomo giace nel suo sforzo di annegare il suo ego nel Volere Divino.

 

   Guru Nanak spiega il punto attraverso una metafora: “La mente è la carta su di cui sono registrate le somme delle nostre azioni, buone o cattive, l’impressione delle nostre abitudini sono cumulative passate. Contro di questo, illimitate sono le virtù del nostro Signore, giacché Egli cambia fango in oro e il fuoco passionale del corpo è estinto.

 

44.  Che cos’è la Grazia?

 

   La teoria del Karma è portata al suo estremo logico, nessun uomo dovrebbe meritare la redenzione. Nel Sikhismo la dottrina del Karma è modificata dal Principio di Grazia. Gli sforzi sinceri dell’uomo e le sue nobili azioni ottengono preziosamente poco. Ciò che è richiesto è una costante sollecitazione del Suo aiuto nello sforzo spirituale di fare. La recitazione del Gurbani, la meditazione, atti di amore e carità sono i mezzi per meritarsi la Sua Grazia. Come un umile devoto, come la vera sposa, che arrende se stessa al piacere del suo Signore. Arrendersi a Dio non significa schiavitù ma libertà e l’estensione dell’orizzonte di uno. La condotta esemplare e parole dolci sono necessarie, ma senza la Grazia non producono nessun risultato. D’accordo a Guru Nanak, Karma può essere disfatta solo per la sua Grazia. Come è privilegio dal Capo di Stato di perdonare i criminali che sono stati condannati da un tribunale, nello stesso modo è la prerogativa solamente di Dio di redimere i cattivi e far che essi possano entrare nel Suo Regno. E’ il Suo privilegio di accettare la loro Grazia a coloro di cui Egli piace. D’accordo con J. C. Archer la Sovranità e Onnipotenza di Dio si manifesta nel dispensare la Sua Grazia.

 

   La dottrina di Grazia non significa che ci sono certi profeti scelti, Dio non fa favoritismi ne fa le sue scelte arbitrariamente. Un devoto prepara se stesso per essere il recipiente dei Suoi favori. Egli dovrà vuotare la sua mente dalla cattiveria e riempirla con il “Nome”. Solo questo crea uno stato di consapevolezza della presenza di Dio in se stessa.

 

   La Grazia di Dio può avvenire allo scolaro o all’illetterato, al grande o al basso, al ricco o al povero. Non dipende dalla nascita, conoscenza, saggezza o penitenza. Coloro che cerano la Sua grazia attraverso il servizio e l’umiltà capiscono la ragione della vita. Il fuoco giace dormiente nella foresta; uno deve accorgersene dal suo sforzo. Realizzare questa verità è essere in tono con l’infinto.

 

   Il Signore è abbondante di Grazia, Kirpanidh che il ricevente grida a lui: “Basta, non più!”. Il suo bottino non conosce limiti.

 

45.  Che cosa è il Bhagti?

 

   D’accordo al Sikhismo Bhagti (anche scritto Bhakti) è un modo di vivere, una manifestazione dinamica della fede, una benevolenza della mente e il risveglio del cuore.

 

   Bhagti è la devozione assoluta a Dio. Bhagti non significa vivere in una torre di avorio ne significa ascetismo e rinuncia. E’ la guida, il comando di dedicare la vita nel mezzo del mondo. Rivalità fra differenti sette di Bhagti è la negazione della spiritualità. Il vero Bhagti è al servizio di Dio, benevolente e gentile con tutti i tipi di uomini. E’ ambo umanitario e umanitarismo.

 

   Bhagti può essere sia interiore o in forma esteriore, i Sikh Guru rigettano la forma interiore come il danzare. Loro enfatizzano la devozione interiore attraverso l’amore. Bhagti, giustamente interpretato, è dare se stesso. Anche se uno è povero, uno può dividere il suo amore o la sua simpatia con altri. Il dono dell’affezione, può sgorgare dal suo cuore, questo flusso di simpatia e intendimento è la vera venerazione a Dio.

 

   Bhagti gioisce dell’analisi di se stesso e controllo di se stesso. Sia il corpo che la mente sono addestrati d’accordo con la parola del Guru. Guru Nanak dice: “Il corpo è il campo, la mente è l’aratore, la modestia il canale di irrigazione, pianta il seme dell’amore, il seme del Bhagti e fiorirà”.  (A. G., p. 595)

 

   I Sikh Guru sviluppano il concetto del Bhagti in due modi mentre i santi Indù e mistici discutono l’aspetto accademico del Bhagti, i Guru dimostrarono praticamente attraverso la letteratura creativa, attraverso inni di venerazione al Tutto Poderoso Signore. Questo concetto di Bhagti che fu diretto da idoli e da persone viventi fu modificato per coprire solo tutte le devozioni abbracciate al Dio senza tempo e senza forma. Dedicazione a Nirgun (Dio) è la forma più alta del Bhagti.

 

   l Bhagti è un esempio pratico dell’uomo Dio un superman che vive una vita di disciplina etica, affacciato ai problemi della vita, vivendo saggiamente.

 

46.  Chi è un santo?

 

   Un santo non deve seguire nessuna forma riconosciuta egli sarà riconosciuto per le sue qualità. Un santo si distacca dai cinque peccati mortali. Egli deve essere puro nei pensieri, parole e azioni. Egli è impassibile da queste tre qualità, oscurità, attività e bontà (Tamas, Rajas e Satav).

 

   Il santo deve riguardare se stesso solo come un umile servo di Dio. Egli deve volontariamente arrendere completamente se stesso al Suo Volere. Egli accetta Dio come il suo solo supporto.

 

Il santo non è incatenato ai riti, regole sociali o opinioni pubbliche. Egli è dedicato alla missione del Bhagti, spargendo il Nome alle masse.

 

   Il santo vede Dio in tutto quanto e quindi ama tutti. Egli vive nel mondo e tuttavia ne rimane distaccato. Guru Arjan prese le caratteristiche di un santo in queste parole:

 

“Il santo realizza la presenza di Dio in tutte le ore,

 

Egli riguarda il potere di Dio come dolce,

 

Il solo suo supporto è il ‘Nome’.

 

Egli è umile e cerca la polvere di tutti…

 

Egli trova conforto nella melodia del Kirtan.

 

Egli riguarda i suoi amici e nemici uguali.

 

Egli non conosce nessuno come conosce Dio”. (A. G., p. 392)

 

   L’uomo di Dio non è mai separato dai suoi compagni. Egli mischia liberamente con loro volontariamente servendoli a soddisfare le loro necessità. Per lui nessuno è alto o basso, il suo amore irradia ugualmente a tutti, un santo è l’immagine di Dio. Incontrandosi con lui aiuta il devoto a ricordarsi il Suo Nome.

 

   L’uomo di Dio dovrebbe seguire sia l’etica personale che sociale. Egli è giusto, tollerante, paziente, modesto e misericordioso. Egli vive una vita ideale ed è pura e pulita. Egli è di esempio per gli altri non attraverso l’orgoglio ma attraverso l’umiltà. Egli ama servire alle anime perdute come un pastore che cerca la pecora smarrita. Egli procede lentamente e sicuramente a redimere i deboli e li porta sulla retta via.

 

47.  Quali sono le cinque virtù attraverso il Sikhismo?

 

   La virtù è di avere l’abilità di fare bene, è il grande aiuto per il raggiungimento di pace e felicità. Controllo di se stesso e una grande virtù perché la mente usualmente si esprime nella cattiveria. Controllo sugli organi di azione ( Karam Indrus) è veramente necessario. La cattiveria della lingua e degli occhi devono essere controllati. Bhai Gurdas insiste sul coltivare parole dolci di tolleranza e carità.

 

   La verità occupa il primo posto nella virtù raccomandata dai Sikh Guru. D’accordo a Guru Nanak : “la Verità è il rimedio per tutte le malattie”. La verità include vivere nella verità, onestà, giustizia, imparzialità e il giusto gioco. Il vivere veritiero è attuale nella vita vissuta. D’accordo in un sistema dei Sikh Guru. La contentezza è un'altra virtù, una mente contenta è libera da ambizioni, invidia, avidità e gelosia. Senza la contentezza è impossibile acquisire la pace della mente.

 

   La pazienza è un'altra qualità che i Sikh devono coltivare. La pazienza da coraggio di fare le cose coraggiosamente con tutte le frecce e gli archi della cattiveria e fortuna. La tolleranza, particolarmente quando uno è in posizione di punire il suo oppositore è un grande assetto.

 

   La fede perfetta nel Guru è la quarta virtù che i Sikh devono coltivare. Fede implica considerazione degli insegnamenti del Guru come infallibili i seguirli nella vita giornaliera. Il Guru spesso prova i devoti. Un Vero Sikh non perderà mai la sua fede o seguirà nessun altro Guru eccetto il suo. Coloro la cui fede si è diluita non possono seguire il Guru o guadagnarsi la meta desiderata dal suo cuore.

 

   Un’altra virtù è la compassione (Daya). Questo implica considerevolmente un’altra difficoltà o dispiacere come uno aiuta a soccorrere il più possibile. La compassione include anche non far caso alle imperfezioni e gli errori degli altri perché sbagliare è umano. I Guru ammirano quei Sikh che non espongono gli errori degli altri. I Sikh guardano la pratica della virtù come un mezzo di un fine. La sua meta è l’integrazione della personalità umana con la realizzazione spirituale.

 

48.  Quali sono i cinque maggiori vizi? 

 

   Ogni religione ha il proprio gruppo di vizi di cui i devoti cercano di tralasciare. Nel cristianesimo ci sono sette peccati capitali. Il Sikhismo riguarda il peccato come una disobbedienza alle leggi di Dio o ai principi della moralità naturale. Il peccato è il non badare alla legge morale.

   In ordine di scartare i vizi noi dobbiamo essere abili di riconoscere il vizio e sviluppare il volere di sopraffarlo. Nel Sikhismo ci sono ci sono cinque vizi cardinali: Kam (lussuria), Krodh (ira), Lobh (avidità), Moh (attaccamento ai valori materiali) e Ahankar (orgoglio). Questi sono i più grandi nemici dell’uomo e causano molte sofferenze, mentre risiedono nel corpo umano come può il Nome di Dio trovare posto.

 

   La lussuria è peccaminosa e non produce altro che vergogna e miseria. Il Sikhismo permette il normale capo famiglia, il sesso matrimoniale, ma qualsiasi altra indulgenza è vietata. Promiscuità e perversione sessuale sono assolutamente proibite.

 

   L’ira è l’eccitamento della mente che porta al bisticcio e alla violenza. L’ira è sorpassata dalla pazienza e dal perdono. Dio vive in ogni cuore umano, così che nessuno deve fare del male al Dio di un'altra persona. L’avidità è il desiderio per ricchezze o l’amore per il guadagno. Il danaro giustamente usato e guadagnato dall’onesto lavoro, è permesso. Ciò che ci si obbietta è l’eccessivo amore per il danaro. Specialmente danaro ottenuto attraverso truffa o altri modi illegali. L’avidità può essere vinta con la contentezza. Molto spesso la ricchezza eccessiva può creare il desiderio per il lusso e l’ammissione ai vizi.

 

   Attaccamento è l’amore eccessivo per la moglie, figli, o cose materiali. Riguarda i tuoi cari come oggetto di fiducia e servizio. Loro non possono essere tuoi per sempre. Ogni amore mondano può essere solo transigente.

 

 

   L’orgoglio è il peggiore di tutti i cinque vizi. Implica presunzione, vanità, gelosia e arroganza. E’ il nostro Ego, pensare a voce alta. Il rimedio per l’orgoglio è l’umiltà. Umiltà, perdono, e compassione vanno insieme. Il Vero Sikh riguarda se stesso a essere la polvere dei piedi di tutta la gente. Con la grazia del Guru, questi cinque vizi possono essere cambiati in umili servi ai devoti. Invece che loro controllano l’individuo, loro possono servirlo come egli piace.

 

49.  Qual è il posto della cattiveria, d’accordo al Sikhismo?

 

   Tutto quanto è creato da Dio, anche la cattiveria. Ma ciò che noi riguardiamo come cattiveria serve a una speciale ragione. La cattiveria non è ne Satana ne il Demonio. In questa Età Oscura, chiamata Kalyuga, (l’età del peccato) è in questo periodo che la cattiveria prospera.

 

   La ragione della cattiveria è di provare il carattere dell’uomo. D’accordo a Guru Nanak: “La sofferenza è il rimedio e il conforto è la malattia”. L’uomo è inerente e capace di soccombere alle tentazioni. Più grande e la sua fede, più grande è la cattiveria che lo sfida. Grandi uomini hanno sfidato la cattiveria e la tirannia sia nella forma di persecutori un traditore o uno della sua famiglia in ordine di provare il trionfo dello spirito sopra la materia.

 

   La compagnia della gente cattiva deve essere eliminata ad ogni costo. E’ solo il cancello del continuo ciclo di nascite e morti. E’ comparabile a una cattiveria che contamina chiunque venga in contatto con ciò. Guru Arjan nella preghiera Sukhmani ci avvisa contro le persone senza Dio.

 

   La mente dell’uomo è più pronta ala cattiveria che alla bontà. L’uomo è visto a prendere le virtù, ma cambia e soccombe al vizio. Tuttavia, è necessario purgare la mente dalla cattiveria attraverso lo sforzo costante, prima che la bontà possa entrare. Le azioni cattive sorgono dal cattivo pensiero, motivate dalla lussuria, l’ira, l’avidità, l’attaccamento ai valori materiali o l’orgoglio. Altre azioni maligne possono prendere la forma della bugia, bere, giocare, chiedere l’elemosina. Sikhismo non crede nel concetto dell’origine del peccato, che l’uomo deve soffrire per i peccati dei suoi antenati.

 

   Forse lo scudo più forte contro la cattiveria è di associarsi alla compagnia dei santi alle persone pie. La compagnia dei santi ha un ruolo positivo nell’interpretare il raggiungimento spirituale. Nella loro compagnia, uno è influenzato dalle loro parole e azioni quindi diventa elevato calmo e pio. Guru Nanak suggerisce un rimedio contro la cattiveria: “Fa della Verità il coltello. Lascia che si affili con la pietra del ‘Nome’. Tienilo protetto nel fodero della virtù”.

 

   L’egoismo è la più grande cattiveria, perché crea un muro fra l’uomo e il suo creatore. Il muro può essere rimosso solo con la sottomissione al Suo Volere e cercare il Suo aiuto. Nelle orazioni giornaliere dei Sikh si invoca Dio da tenerlo lontano dai cattivi pensieri, parole e azioni.

 

50.  Qual è il valore del digiunare?

 

   Digiunare fa bene alla salute, ma non ha meriti religiosi. Qualche setta Indù hanno una forte veduta sul digiuno. Per loro, il digiuno ha un forte valore e deve essere seguito strettamente.

 

   Il Sikhismo non riguarda al digiuno come meritorio. Dio ci ha dato il corpo umano, il tempio dell’anima, che deve essere nutrito e curato. Il digiuno è un’austerità un rituale, una mortificazione del corpo per mezzo di incitare la fame, è proibito nel Sikhismo. Guru Nanak dice: “Penitenza, digiuno, austerità e dare elemosina sono inferiori alla ‘ La Verità,’la giusta azione è superiore a tutto”.

 

   Ci sono sette di cui non mangiano questo o quello. Qualche persona non mangia cereali, ma prende altri tipi di cibo. Questa gente può essere trattata come ipocriti. Loro abbandonano l’uso di certi tipi di cibi non perché lo vogliono, ma perché loro desiderano di impressionare gli altri. E’ cibo per il loro ego e non ha nessun merito. D’accordo a Guru Nanak il vero digiunare è la rinuncia al frutto delle proprie azioni.

 

   Digiunare per ragioni di salute è desiderabile, quando si fa sotto avviso medico. Qualche persona digiuna regolarmente in un giorno particolare della settimana per far sì che il loro organo digestivo riposi. Può anche servire come mezzo di risparmiare cibo o come metodo di bilanciare la spesa domestica.

 

    Il Sikhismo incoraggia la temperanza e la moderazione in materia di cibo. Non aver fame e non mangiare troppo. Questo è il mezzo dorato. L’uomo che vuole ingaggiarsi nella meditazione dovrebbe mangiare semplice per nutrire il corpo. Cibi salutari ma in piccole quantità, Alap Ahar, solo abbastanza da tenere il corpo e l’anima insieme prevenendo il dormire e la fiacca, questo è raccomandato per il devoto. D’altro canto, l’ingordigia non è solo un male sociale ma anche moralmente riprovevole. Il ruolo dorato sul digiunare è solo, quando devi nell’interesse della salute.

 

51.  Qual è il valore del pellegrinaggio?

 

   Le tradizioni Indù enfatizzano il ruolo del pellegrinaggio come un aiuto allo sviluppo spirituale. Il Sikhismo non considera il pellegrinaggio come un atto di merito spirituale. Quando Guru Nanak fu a un posto di pellegrinaggio e reclamò alle persone cadute che si davano al ritualismo egli gli disse della necessità di visitare quel tempio di Dio profondo nel loro essere interiore di se stessi. D’accordo a lui: “Colui che esegue il pellegrinaggio controlla i cinque vizi”.

 

   La gente che va ai centri di pellegrinaggio per una varietà di ragioni: qualcuno va per formalità religiose, qualcuno per mostra, qualcuno per divertimento, qualcuno per andare in vacanza. A qualcuno piace visitare santuari nella credenza, che i loro peccati saranno dimenticati. Ma bagnarsi o altri riti non possono lavare i peccati. Il vero sporco perviene alla mente ed è interiore. La crescita del desiderio o Maya, non può essere rimossa da azioni fisiche. Tuttavia, visitando posti storici, connesso con l’attività di uomini santi ha un’utilità marginale. Si ricorda alla gente delle bontà e delle tradizioni. Chissà se uno può trovare persone sante in un centro religioso.

 

   La futilità di vagare nei cosiddetti posti sacri è semplicemente illustrato nella vita di Guru Amardas. Prima che egli divenisse Guru egli fu in un centro di pellegrinaggio venti volte senza credenza. Egli vide la luce solo, quando fatalmente incontrò Guru Angad. Il Guru provò a rimuovere la nozione dell’efficacia del pellegrinaggio. Guru Nanak dice: “Il mio posto di pellegrinaggio è di studiare la Parola, e di contemplare il conoscimento Divino in me”.

 

   Guru Gobind Singh fu molto enfatico sulla futilità del pellegrinaggio. D’accordo a lui, senza il nome di Dio, questi posti non hanno il più semplice significato. Kabir cercò Dio nel tempio della sua mente. Egli quindi emigrò da Benaras a una ben conosciuta città sacra, a Magahar un villaggio tradizionalmente maledetto. Il vero pellegrinaggio è visitare il Guru che da illuminazione spirituale. Guru Nanak dice:

 

   “Nessun posto di pellegrinaggio è uguale al Guru…il Guru è il fiume in cui l’acqua (del Nome), il sudiciume del peccato e dei pensieri cattivi sono lavati via”. (A. G., p 1329).

 

52.  Qual è la vera educazione d’accordo al Sikhismo?

 

   La meta dell’educazione è di sviluppare e integrare la personalità umana. Il presente sistema è al contrario e necessita modifiche. Guru Nanak basa di sollevare l’uomo al coltivare il suo carattere. E’ il suo carattere che ci aiuta a fare le decisioni giuste o di fare i giusti gradini in una crisi morale. La tentazione arriva a noi bruscamente che l’uomo deve fare veloci decisioni. A meno che uno abbia la virtù, uno può essere preso dal panico.

 

   La funzione dell’educazione è di preparare l’uomo intellettualmente, l’ascetismo è un’esperienza emozionale in questo modo l’individuo sviluppa la sua armonia. Loro dovranno seguire il Dharma, in un ampio aspetto. Questo include riverenza per l’insegnante e gli anziani, una sollecitudine del benestare dei vicini e cittadini e rispetto per tutti i tipi di vita: uccelli, animali, piante enfatizzando il dovere invece che il diritto.

 

   Guru Nanak ci insegna tre cose; il conoscimento della mano, il conoscimento della testa e il conoscimento del cuore. L’educazione della mano implica la dignità del lavoro, fiducia in se stesso e servizio all’umanità. L’educazione della testa implica l’apprezzamento alle meraviglie della natura, un intendimento ai misteri dell’universo alla ricerca della “Verità”. L’educazione del cuore include il risveglio del sé supremo e il cercare la vera ispirazione in noi.

 

   Guru Nanak spiega il significato spirituale dell’alfabeto al Pandit e al Mullah. Alif sta per Allah, Sassa sta per consapevolezza di Dio, il creatore dell’universo. Egli enfatizzò il carattere edificato, la cittadinanza e il servizio: “L’essenza della saggezza nasce nel servizio all’umanità”. Guru Nanak addestrò i suoi discepoli Angad attraverso una disciplina creativa e ragionevole. Come lo studente necessita l’insegnante il discepolo necessita il Guru. L’uomo trova difficoltà a resistere alla cattiveria e a fare del buono. Se lasciato a se stesso ma se sono assistiti da grandi personalità che posseggono poteri dinamici i loro programmi saranno fermi e significativi.

 

 

53.  Che cos’è la coscienza?

 

   In ogni individuo c’è la fonte del giudizio interiore che dice a loro ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. La nostra coscienza, è chiamata dal popolo la voce di Dio. Anche le persone che non seguono una religione hanno la morale. Loro sanno ciò che è giusto e ciò che non devono fare. Anche gli atei che hanno fatto degli errori si sentono in rimorso perché loro si sentono tralasciati e sporchi, possibilmente dovuto all’altezza dell’opinione pubblica o forse dal senso morale che fu ingranato in loro durante l’infanzia.

 

   I sikh credono nell’ordine morale e dell’universo e conoscono che Dio è Giusto e Generoso. Egli risiede nell’individuo. Dio interiore guida l’essere umano attraverso la Voce Interiore. Questo è generalmente chiamata come coscienza. Nell’individuo, c’è una lotta perpetua fra il buono e il cattivo. La coscienza denuncia la cattiveria e sopporta la bontà. Noi ci sentiamo felici, quando eseguiamo suoi comandi, e infelici quando noi la disobbediamo.

 

   Gli effetti della coscienza, è differente in ogni individuo, dipende dallo stadio dell’evoluzione spirituale. E’ necessario di educare la morale. Questo è il miglior modo per associarsi con persone sante e meditare sulla “Parola”. La coscienza può oscillare e ha la forza di controllare sulle azioni umane. Qualsiasi volta abbiamo dubbi, dobbiamo ascoltare la voce della coscienza. Dobbiamo affermare questo suggerimento e seguirlo. Dobbiamo rispettare questo consiglio e seguirlo. Nelle persone di cui coscienza è costantemente stanca, la cattiveria spunta ed è soppressa. La dottrina basica del Sikhismo è di ubbidire a Dio. Dove possiamo trovare il volere di Dio? D’accordo a Guru Nanak è incastonato nel centro della coscienza umana. Seguire la nostra coscienza è, quindi, vivere d’accordo al volere di Dio.

 

54.  Che cos’è il Maya?

 

   Il Sikhismo non accetta il significato del maya come illusione. Il mondo non è Maya è la creazione di Dio e la dimora del Vero Uno o il tempio della divinità. D’accordo al Sikhismo l’epitome del Maya è il principio della dualità. Che uno dimentichi il signore e attrae l’uomo alla ricchezza, alla forza e alla cultura.

 

   La radice del Maya è l’Egoismo. E’ questo che separa l’uomo dal Suo Divino Sé. Da queste catene l’uomo attacca se stesso alla sua famiglia e alle possessioni materiali. Maia è la trappola dell’anima.

 

   Maya può essere anche presa su una forma più sottile come importanza di se stessi e compiacimento di se stessi. E’ motivo di orgoglio intellettuale. Il piacere di cercare e prendere soldi. Può giocare un importante parte nella vita giornaliera. Il Guru nella sua Grazia dona l’antidoto del Maya ed è “Il Nome” di Dio che elimina l’incantesimo. Con questo il Maya è sottocontrollo e non può continuare a disturbare il discepolo.

 

   Il residuo del Maya è accumulato attraverso molte nascite. Si attacca all’individuo come colla. Induce un certo senso di isolamento che fa dimenticare l’essenza divina. L’anima individuale sarà realizzata, prima o poi, che l’Anima Suprema vive in noi. Questo diventa un risveglio spirituale di cui assicura la liberazione dalla passione e dal desiderio. Questa liberazione viene attraverso la pratica di vivere virtuosamente. Associandosi al Guru o alla compagnia dei Santi che si facilita questa realizzazione dell’uomo origini divine.

 

   L’effetto della cattiveria prende molto tempo da sradicare. Insieme con lo sforzo di se stesso la Grazia del Guru è necessaria. Guru Nanak dice: “Il vero Guru mi ha rivelato l’Uno. Io ho distrutto la dualità e posso riconoscerlo. “ Fra l’uomo e Dio c’è un muro di ignoranza, quando questo è rimosso l’uomo può realizzare la sua parentela con la Divinità.

 

55.  Che cos’è l’egoismo (Haumai)?

 

   L’uomo possiede l’essenza divina, egli non è separato da Dio, ma in relazione alla asserzione di se stesso, egli pensa che egli è. Egli costruisce intorno a se stesso, un muro di egoismo, che fa dimenticare “Dio in se stesso” e in tutte le cose. Questo si chiama Agyan o ignoranza. Guru Nanak dice : “L’ignoranza ha la radice nella immagine del se”. Qualcuno pensa che il Maya o il mondo materiale crea il senso di separazione o di dualità, ma sia il Maya o l’ego , la separazione dell’anima individuale dall’anima universale è la causa di questa miseria e conseguenti trasmigrazioni. Il concerne dell’uomo è di costruire una separata identità che è la radice della sofferenza.

 

D’accordo al Sikhismo l’uomo è responsabile per le sue stesse azioni. L’Ego incoraggia l’uomo alle brutte azioni.

 

   L’Egoismo prende la forma di Orgoglio e Vanità. Questo risulta dall’imparare, dalla forza o denaro. Questo porta all’arroganza e a un senso di superiorità che fa ignorare altra gente. Questo non solo li aliena dai suoi compagni ma anche da Dio, ogni persona che sta fermo come un colosso, è completamente dimenticato dalla sorgente di tutte le forze. L’egoismo è come una catena messa intorno al collo di una persona. La cura per l’egoismo giace in noi, se l’uomo soggetta il suo volere a Dio egli riguarda se stesso come uno strumento di Dio. Egli si eleva sopra l’azione e le sue catene di conseguenze. L’asserimento di se stesso è la malattia, l’arrendere se stesso é la cura. La sottomissione al Suo Volere rimuove la barriera tra uomo e Dio. Guru Ram Das dice: “La sposa e lo sposo vivono insieme con una partizione dell’Ego fra loro. Quando questa partizione è rimossa, la sposa gioisce l’unione con il Creatore”. (A. G., p. 1263).

 

   Solo quando l’uomo capisce tutte le cose che sono soggette al potere di Dio, includendo se stesso gli darà l’abilità di muoversi in unione con Dio se, per asserzione di se stesso, loro togliessero se stessi dalla realtà, vagheranno nella natura selvaggia. Ma, è possibile, come il figliol prodigo di ritornare a suo padre.

 

56.  Che cos’è la contentezza?

 

   La contentezza giace nel sentire soddisfatti di ciò che si ha. Qualcuno domanda il valore della contentezza perché loro considerano l’ambizione nella scala al progresso. Più uno ha, più uno vuole. Non c’è fine sull’ambizione e sull’avidità. D’accordo a Guru Nanak, l’avidità brucia come un fuoco; più gli metti legna più le fiamme si alzano. L’uomo avido non è mai soddisfatto, anche quando ottiene tutto ciò che vuole. L’avidità porta a molti vizi come imbrogli, falsità e golosità. L’uomo avido acceca la sua coscienza e insanguina anche gli altri vicino a lui. La contentezza implica frugalità. I nostri voleri sono molti, e le nostre vere necessità sono poche. Le cose, noi possiamo farne a meno, non possono essere riguardate come necessità. La pace mentale viene con l’eliminazione di volere. La contentezza implica che la vita è la più grande ricchezza. In riguardo al denaro come fiducia, gioia reale viene dal dare e non dal ricevere. Fra l’altro, ricchezza eccessiva porta al lusso e al vizio. La contentezza si sente, quando uno compare il suo gruppo con quelli che sono meno fortunati. Le avversità non sono un castigo ma un’opportunità per lo sviluppo. Fra l’altro nella povertà, c’è qualche tentazione e qualche lusinga.

 

    L’uomo contento rimane tale nelle circostanze più avverse, possa essere povertà, malattia o angoscia. Sono accettate come un normale evento della vita, mentre la scontentezza cresce, quando la sua misera è in comparazione con quella di altra gente più fortunata.

 

   La contentezza della sottomissione del volere divino che un vero Sikh accetta con gratitudine e gioia. Guru Arjan dice:

   “Senza contentezza è impossibile acquisire la pace della mente”.

 

   Pace e serenità vengono naturalmente a una mente abile.

 

57.  Ce cos’è l’umiltà?

 

   Come Dio è padre di tutti gli esseri umani ogni più piccolo insulto a qualsiasi persona, fa del male a Dio che risiede nell’anima di tutti. Guru Arjan dice:

 

   “Dio vive in tutte le anime,

 

   Quindi, diventa la polvere dei piedi di tutti.

 

   L’antidoto per il veleno dell’orgoglio, è l’umiltà.

 

   I cinque organi sensoriali, occhi, bocca, orecchi, naso e mani, sono localizzati sulla parte superiore del corpo, sono quindi facilmente confusi con i peccati. I piedi, che sono sulla parte inferiore del corpo sono raramente usati per fare azioni maligne. In India i piedi sono rispettati e toccati quando si saluta a qualcuno.

 

   Il vanitoso e l’arrogante sfidano i loro sacerdoti o i loro capi. Solo qualche volta loro capiscono che ci sia qualcuno che è meglio di loro e anche molto più abili. A loro manca il sentimento di fratellanza. E’ con questa consapevolezza della fratellanza umana che uno deve trattare tutti, con decenza e con considerazione.

 

   I Sikh Guru, hanno stabilito molti esempi di dolcezza e umiltà. Quando il vecchio Guru, Guru Amar Das gli fu dato un calcio da Datu, egli non provò risentimento, ma umilmente si scusò con lui per avergli fatto male al piede perché le sue ossa erano troppo dure. Ugualmente Siri Chand, figlio di Guru Nanak, chiese scherzosamente a Guru Ram Das del perché tenesse la barba così lunga, al che Guru Ram Das rispose:

 

   “Per pulire la polvere dei tuoi santi piedi.

 

   “Siri Chand fu impressionato dall’umiltà del Guru.

 

   L’umiltà richiede l’eliminazione del proprio ego. E’ l’ego che crea la barriera al conoscimento del se e della salvazione. L’orgoglio è eliminato comprendendo le parole del Guru. Guru Arjan Dice:

 

   “Considera te stesso il più umile fra gli umili”

 

   Sono gli umili che nella loro grandezza sono esaltati alla Corte del Signore. La vera umiltà porta ad arrendersi al Volere di Dio e per fine emergere dall’anima individuale, alla Divinità.

 

58.  Che cosa è la rinuncia?

 

   Rinunciare al mondo, Tyaga, è riguardato dall’Induismo come il metodo di ottenere l’avanzamento spirituale. Molti devoti Indù lasciano le loro case, recandosi nella giungla per praticare austerità. Il Sikhismo non ammette questo approccio perché la via della rinuncia non è pratica nell’età del Kalyuga. La mente non trova pace nella solitudine; al contrario, vaga alle possessioni mondane e ai suoi interessi. Come Guru Nanak spiegò ai monaci dell’Himalaya: (Questa età del peccato) “Come il mondo sarà servito, se le persone pie si ritirano sulle montagne digiunando senza dare una mano d’aiuto alle persone nel tentativo di risolvere i problemi giornalieri?

 

   Il Guru raccomanda la rinuncia nel mezzo della vita. Grahastmai-udas. La rinuncia ai cattivi desideri e non la cessazione del lavoro o di pensionarsi, è la vera via. Guru Arjan dice: La vera rinuncia è la rinuncia della lussuria, avidità, l’ira, gli attaccamenti, e l’orgoglio sono valevoli di lodi ”. Il Vero Sikh è il vero Sanasi. Egli vive senza desiderio nel mezzo delle possessioni materiale e associazioni. Egli esegue i suoi doveri giornalieri e tuttavia si mantiene se stesso distaccato dagli attaccamenti del mondo. Egli non è ne depresso dalle afflizioni mondane ne fiero dal guadagno del conseguimento. Come il fior di loto, egli non è toccato dal livello delle cose mondane.

 

   La vera rinuncia sta nel trovare il distacco mentale. Kabir Ji dice:

 

   “Fa i tuoi doveri con mani e piedi,

 

   Ma concentrati sul Signore.”                                                (A. G., p. 1376)

 

   Come una madre che è occupata nelle faccende di casa, pensa al bambino che giace nella culla, così è il devoto, che, anche se apparentemente sia occupato in ufficio, tuttavia ripete il Nome. Guru Gobind Singh spiega il punto in queste parole:

 

   “O, mia mente, pratica la rinuncia in questo modo,

 

   Considera la foresta come la tua casa e tu stesso come un asceta,

 

   Fa della penitenza uno scopo di materia,

 

   E fa della tua abluzione una comunione con Dio.”

 

   La vera rinuncia risulta dall’applicare la via della vita dei Sikh, una vita di meditazione e servizio all’umanità.

 

59.  Quale è il ruolo del (Sewa), il pensiero del sé nel Sikhismo?

 

   Il Guru menziona l’esecuzione del servizio da parte del discepolo come primo passo nel Sikhismo. Facendo servizi di molti tipi senza nessuna retribuzione o aspettativa di alcuna ricompensa, un atto chiamato Sewak o Sewadar. Da questo sboccia l’umiltà e la conseguente eliminazione dell’ego. In questo modo, il Nome di Dio entra facilmente nella mente del umile devoto.

 

   Quali sono i requisiti del vero Sewak? Egli dovrà avere un’assoluta fede nel Guru, egli dovrà arrendere sé stesso e seguire il codice di disciplina elaborata dal Guru. Il servizio volontario può essere di differenti tipi, con il corpo, con la mente e con il danaro. Prima di tutto viene il servizio fisico, aver cura delle scarpe al Gurdwara, pulire i locali, cucinare e servire alla mensa gratuita, chiamata Langar. A parte di servire la congregazione (Sangat), uno deve anche servire i membri della sua famiglia, parenti o comunità. Uno può aiutare in contanti ad una persona meritevole o un’organizzazione di carità. Quindi viene il servizio della mente che richiede la riflessione del Gurbani e il ricordarsi di Dio. Tutte queste forme di servizio sono raccomandate dal Guru.

 

   Loro vogliono anche da noi, che il servizio sia fatto felicemente e senza nessun motivo di compenso. Non sia fatto come un segreto o idee nascoste per vincere l’approvazione, onore, opposizione. Questo sconfigge il maggiore obbiettivo di “servizio” che serve a eliminare l’ego. Sfortunatamente, la maggior parte dei Sikh fanno poco Sewa. Ma si aspettano grandi cose in ritorno per ciò che fanno, queste considerazioni sono sconvenienti nel vero discepolo.

 

   Il Guru ha enumerato vari benefici facendo servizio senza retribuzione. Uno può ottenere la felicità interiore e il vero onore. Quando uno impara a essere umile e associarsi con le persone sante, si progredisce nel cammino spirituale, così che uno possa arrivare al successo mondano. Il Sikhismo, richiede un Sadhana e uno sforzo verso la spiritualizzazione di se stesso.

 

   Tutti i Guru hanno eseguito vari tipi di servizio volontario sia dentro che fuori delle istituzioni Sikh. Quindi i Sikh seguono i loro passi; abbiamo un esempio nel servizio di Bhai Manyh, Bhai Hindal e Bhai Kanhaiya, per menzionare solo qualcuno. Anche oggi troviamo vari tipi di organizzazioni dirette dai Sikh in India come orfanotrofi e ospizi, istituzione per i destituiti e coloro che hanno un impedimento, come le scuole per i ciechi.

 

   La questione importante è di chiedere: “Che cosa fa il servizio?” La risposta dipende dalle abilità di uno e le sue inclinazioni. Uno può servire in un campo nel quale è interessato. Ogni servizio è un passo sul cammino del Sikhismo se è fatto con sincerità e senza pensieri per il sé.

 

60.  Quali sono gli stadi nello sviluppo spirituale, d’accordo al Sikhismo?

 

   Il conseguimento spirituale, è il diretto alleato allo sviluppo personale. Tutto quanto dipende dallo sforzo del Sadhana che i devoti fanno. La meditazione sul Nome è associarsi alla compagnia dei santi, fa che il devoto esegue buone o nobili azioni di cui aiuta uno al progresso del piano spirituale.

 

   Guru Nanak ha menzionato i cinque stadi della crescita spirituale nel Japji. Il primo stadio è la regione del dovere (Dharma Khamd), l’uomo deve attuare e raccogliere le conseguenze. Coloro che fanno i loro doveri sinceramente e onestamente, entrano nel secondo regno, il regno del conoscimento, Gian Khamd. Qui i devoti possono ottenere il conoscimento di Dio e l’universo. Egli impara a conoscere le sue limitazioni umane, l’onnipotenza di Dio e la vastità della Sua creazione. Egli li può realizzare in qualche altra ragione al di là della creazione di Dio. Egli così può entrare nel terzo stadio che è la regione dello sforzo, Saram Khamd, qui la sua mente e il suo intendimento sono purificati tentando di attuare d’accordo all’istruzione del Guru. Questo sforzo lo porta nella prossima regione, il regno della grazia, Karam Khamd, qui il devoto può trovare la grazia divina e sviluppare forza spirituale. Infine solo con la grazia di Dio egli potrà entrare nel prossimo stadio che è la regione della verità, Sach Khamd dove egli unirà se stesso con Dio. Questo è il progresso dell’uomo dal mondo mondano al piano spirituale. Indubbiamente essere morale è un grande aiuto al progresso spirituale.

 

   Nel Sikhismo, la grazia del Guru o di Dio è necessario per aiutare il pellegrino sul cammino spirituale. Può essere possibile per una persona ordinaria di camminare costantemente per se stesso, ma se egli è primeggiato da un’altra personalità, possedente di forza dinamica, egli può guadagnare ancora momento, di andare avanti.

La premura e la tutela del Guru, lo protegga da molte altre brutte calamità e lo incoraggia attraverso le molte crisi della vita.

 

   Guru Nanak depose un mezzo di disciplina spirituale nel penultimo verso del Japji. Il devoto dovrà esercitare controllo sulla sua mente e il suo corpo e sforzarsi sinceramente a camminare verso il sentiero spirituale, usare la ragione quando confrontato con un problema e aver paura di nessuno e costantemente ripetere il Divino Nome. Queste persone radieranno Gioia e Pace a tutta la gente che si avvicinerà a loro

 

61.  Qual è la missione dei Khalsa?

 

   I Khalsa furono creati dall’ultimo Maestro vivente Sikh Guru Gobind Singh. I dieci Guru diedero più di duecento anni di addestramento ai Sikh e vollero dimostrare il tipo di buon uomo che fu perfetto in tutti gli aspetti.

 

   Egli sarebbe il modello dei principi Sikh. Guru Gobind Singh diede ai Khalsa “Amrit” il battesimo della spada. Egli si inginocchiò davanti ai cinque amati, Panj Piara e li pregò per Amrit! Egli disse a loro che i khalsa erano la sua forma fisica e l’incorporamento di tutti fu il meglio della religione Sikh. Egli diede loro un’uniforme e cinque simboli e cinque Banis. Loro furono così i Santi Soldati devoti al servizio dell’umanità.

 

   Il battesimo della spada voleva dire di creare il Sikh senza paura, a loro fu ordinato di portare il Kirpan per ragioni di difesa agli altri e per sradicare la cattiveria. Questa missione di difendere i deboli, gli innocenti diede un impeto allo spirito del servizio e sacrificio. Il Khalsa Panth doveva incontrare le necessità di quei tempi, di proteggere i deboli contro le oppressioni del governo Moghul. La storia dimostra come i Sikh sconfissero la tirannia Moghul e l’indignazione. Purtroppo i due olocausti, Chotta Ghallughara nel giugno del 1746, quando più di diecimila Sikh furono massacrati e Vada Ghallughara nel febbraio del 1762, quando più di trentamila sikh morirono. Questo dimostra che i Sikh furono sempre pronti a raccogliere la sfida del dominatore Musulmano. Nella lotta per la libertà (1931-1947), il Khalsa Panth diede un buon acconto di se stesso. Durante l’invasione cinese nel 1962 la guerra Indo- Pakistana nel settembre del 1975 e nel dicembre del 1971, i Sikh vinsero molte medaglie per il loro eroismo.

 

   Qualche persona suggerisce che i Khalsa furono creati solo per incontrare la necessità del tempo. Questo non è corretto. I Khalsa furono intesi a perpetuare l’idea del guerriero santificato, il Santo Soldato di cui Guru Nanak e Guru Gobind Singh. Qui lo sviluppo armonioso della personalità fisica e spirituale nel Grihst Asharam, qui i migliori caratteri del passato e del presente furono fusi insieme per creare l’uomo del futuro, i Khalsa, dedicati alla gloria di Dio e alla libertà e dignità dell’uomo. Indubbiamente i Khalsa verranno ad affrontare e a incontrare nel futuro le crisi in ogni parte del mondo.

 

62.  Sono i cinque simboli veramente necessari?

 

   E’ stato trovato che il mantenimento di un’apparenza similare è essenziale, non solo per l’uniforme ma anche per sostenere l’entusiasmo di un’organizzazione. Questa uniformità dovrebbe essere una dimostrazione vivente della personalità che li ha creati. Loro simboleggiano l’ideale e fanno più reale e significativo ai suoi seguaci.

 

   I simboli Sikh non furono intesi a creare un simbolo di esclusività o di “gente scelta”. Loro furono creati per servire come aiuto alla vita della comunità. Può essere possibile che l’uomo dedichi se stesso a Dio senza adottare nessuna forma o simbolo, ma se egli vuole associarsi all’organizzazione, egli deve vivere la disciplina in forma di gruppo. Uno può essere un buon soldato senza l’addestramento militare e l’uniforme ma questo non minimizza la necessità per questo tipo di armata regolare, nello stesso modo i Sikh di Guru Gobind Singh stanno alla sua uniforme e al simbolo ordinato da lui e trovano in lui un grande aiuto nell’associazione Panthica.

 

   E’ stata registrata nella storia che qualsiasi volta Guru Gobind Singh fu contento con qualcuno, egli gli diede il benvenuto nel gruppo dei Khalsa. Lachhman Bairagi divenne Banda Singh, è stato detto che più di ottantamila Sikh ricevessero il battesimo della Spada nel pochi mesi della creazione dei Khalsa.

 

   I simboli hanno tenuto i Sikh uniti, li hanno anche aiutati a mantenere il proprio ideale nelle grandi crisi. I Sikh accettarono la morte, ma rifiutarono di tagliare i propri capelli che era il più importane dei simboli. I capelli lunghi simboleggiano il vivere secondo il volere di Dio. I capelli simboleggiano l’allacciamento spirituale con la forza del Guru. Insieme al mantenimento dei cinque simboli, vivere una vita esemplare è necessaria. Astinenza dal tabacco, carne Halal, vini, narcotici e adulterio è parte della disciplina dei Khalsa. Il codice di condotta è abbastanza difficile. Guru Gobind Singh valutò la forma dei Khalsa e disse che fino a quando i Khalsa mantenevano i simboli egli li avrebbe portati alla gloria; però quando egli dimostrasse indifferenza in loro, la sua lucentezza sarebbe diventa opaca.

 

63.  Qual è il significato dei cinque simboli?

 

   Quando Guru Gobind Singh creò il Khalsa Panth nel 1999, egli gli ordinò di mantenere i cinque simboli, Panj Kakar. Questi simboli non solo furono necessari per la forza e uniformità dell’organizzazione, ma anche per il valore che ognuno aveva nel loro giusto. Esaminiamo il significato di ogni simbolo.

 

   I capelli—Kesh, fu riguardato come un simbolo di santità e Dharma nei tempi antichi. La storia Biblica di Sansone Agonistes, dimostra che i capelli era la fonte della sua forza e vitalità. Guru Nanak cominciò la pratica di tenere i capelli lunghi. Suo figlio Siri Chand, che fondò la setta degli Udasi, ordinò ai suoi seguaci di mantenere i capelli lunghi. Tenere i capelli lunghi, è riguardato come un’indicazione di vivere in armonia con il Volere di Dio. Tagliare i capelli può essere un’interferenza con la via della natura e considerare ad uno stesso più saggio di Dio. Mantenere i capelli è il simbolo più importante. Il Khalsa diventa apostata (Patit) se si taglia o si spunta la barba.

 

   Il pettine—Kanga, è necessario per mantenere i capelli puliti e ordinati.

 

Le mutande—Kachh, Sono riguardate come un simbolo di castità. Fra l’altro, permette il movimento senza imbarazzo in tempo di azione. E’ anche facile e confortabile da indossare nel riposo. Serve come un marchio di prontezza e agilità.

 

   La spada—Kirpan, è un emblema di coraggio e avventura, e per mantenere il rispetto di sé stessi. Il Khalsa dovrà mantenere questo simbolo per vendicare il suo onore. In realtà la spada serve per la difesa degli altri, ossia, dei poveri dei deboli e degli innocenti, e non è per offesa. Dalla possessione della spada viene il Khalsa Panth ad essere la fratellanza in armi.

 

   Il bracciale—Kara, è un simbolo di estinzione e gentilezza, ricorda anche al Sikh che egli è legato al Guru. Quando un Sikh guarda questo simbolo, ci penserà due volte prima di fare qualcosa sbagliato. Questi simboli sono mantenuti per preservare l’unità e di incoraggiare i sentimenti della fratellanza. Questi assistono i Khalsa a sembrare esattamente come Guru Gobind Singh (saggia forma) e quindi con la speranza e prontezza di essere come il Guru.

 

64.  Qual è il codice di disciplina dei Khalsa?

 

   Alla prima iniziazione della fratellanza dei Khalsa, Guru Gobind Singh diede le istruzioni ai cinque Amati (Panj Piara) durante la cerimonia di Amrit. Queste istruzioni sono qui sotto riassunte:

 

1.        Credere in un solo Assoluto Dio, ai dieci Sikh Guru, e nel Guru Granth Sahib.

 

2.        Il Mulmantra contiene i principi basici della credenza Sikh e il mantra del Sikh

           È Waheguru.

 

3.        Recitare giornalmente cinque preghiere (Bani), nominatamente, Japji Sahib,

           Jaap Sahib, Swayya, Rehras-chaupei e Kirtan-Sohila.

 

4.        Mantenere i cinque Kappa: Kesh, Kirpan, Kachh, Kara, e Kanga.

 

5.        Non rubare, non saccheggiare, non giocare o non sfruttare i poveri.

 

6.        Non desiderare la ricchezza o la moglie d’altri.

 

7.        Non usare intossicanti come il vino, marijuana, oppio, Hashish ecc.

 

8.       Non commettere offese religiose (Kurait) come tagliare i capelli, usare tabacco, mangiare carne, ingaggiare nell’adulterio. Se un Khalsa farà uno di questi, egli dovrà essere ribattezzato dopo le dovute penitenze.

 

9.   Non eseguire nessuna cerimonia ritualistica Indù in occasione di nascite, matrimoni, o decessi in famiglia. Solo cerimonie Sikh saranno eseguite.

 

10.     Non eseguire nessun rito come la venerazione di idoli, tombe, monasteri ecc.

 

   In addizione alle istruzioni di cui sopra, Guru Gobind Singh diede anche istruzioni verbali ad alcuni Khalsa Leader ben conosciuti di nome Bhai Daya Singh, Bhai Desa Singh, Bhai Chaupa Singh. Eventualmente essi furono iscritti e chiamati Rahat-Namas (codice di condotta).Egli diede alcune istruzioni a Bhai Nand Lal, il poeta laureato alla sua corte, che si chiamò Tankahah-Nama. Il maggior punto di queste istruzioni sono sotto elencate:

 

 (i)     Un Khalsa non dovrà seguire nessuna pratica ascetica di Yoga, Saniasi, ecc. e non dovrà seguire nessun tipo di Tantra.

 

 (ii)    Egli non dovrà dare sua figlia in moglie ad un Patit Sikh o accettare danaro per il matrimonio di sua figlia dalla famiglia del ragazzo.

 

 (iii)   Egli dovrà dare un decimo dei suoi guadagni al Gurdwara per ragioni religiose.

 

 (iv)   Egli non dovrà portare un cappello o un elmetto.

 

 (v)   Egli non dovrà mai usare danaro dalle offerte dal Gurdwara. Se egli dovrà essere il prete, o il custode, egli dovrà accettare solo il necessario per il suo fabbisogno.

 

(vi)    Egli dovrà maritare solo con il rito Sikh.

 

(vii)    Egli non dovrà rompere i suoi voti e non dovrà fare promesse ne dire falsità o tradire.

 

(viii)   Egli non dovrà ascoltare volgarità e profanità o canzoni sconce.

 

(ix)     Egli dovrà tenere la sua testa coperta qualvolta egli esce.

 

(x)      Egli dovrà insegnare ai suoi figli a leggere il Guru Granth Sahib e capire il suo contenuto.

 

(xi)     Egli dovrà usare il saluto Sikh, quando incontra un altro Sikh, Waheguru Ji Ka Khalsa, Waheguru Ji Ki Fateh.

 

   Le istruzioni di cui sopra formano la maggior parte del codice di disciplina. Si possono categorizzare sotto due aspetti: religiose e sociali. Le direttive religiose sono portate per mantenere le tradizioni Sikh. Le direttive sociali sono intese di farsi che i Khalsa siano buoni cittadini e responsabili membri della comunità. La proibizione del furto, razziare, dire il falso, tradire la fede, imbrogliare, giocare d’azzardo, e lo sfruttamento dei poveri e dei deboli. La sezione del contributo comunitario di spianare il corso della normale vita sociale e beneficiare tutta la comunità. Il bando dell’uso degli alcolici e tabacco sono intesi a salvaguardare la salute dei Khalsa. Le direttive contro le quattro infrazioni, sono di associazione con patit, Dhirmalis, ecc. L’uso improprio delle offerte di carattere religiose, sono mezzi per allontanare i Khalsa dai misfatti religiosi. Cosicché, i codici Sikh sono intesi per fare del Khalsa una persona Ideale.

 

65.  E la Santa Congregazione (Satsang o Sangat) necessaria?

 

   Nel Sikhismo, grande enfasi è posta sul Satsang. Associandosi alla preghiera della congregazione e facendo contatto con i santi, il devoto viene con il Conoscimento Divino. L’ispirazione data dalla buona gente, porta allo sviluppo di una personalità spirituale. Le persone sante che predicano la purezza attraverso esempi personali e infiammano il cuore con l’amore universale. Loro avvertono l’individuo dei cinque grandi vizi. Psicologicamente associarsi con le persone sante aiuta come un deterrente a domare la cattiveria dei pensieri e delle azioni. Come un albero che cresce vicino al sandalo acquisisce la fragranza del sandalo, come il metallo che, quando è toccato dalla pietra filosofale è trasmutato in oro, così nello stesso modo un uomo ordinario diventa nobile e eroico nella compagnia dei santi. Nella compagnia dei Veritieri, il devoto impara la Verità.

 

   Associandosi alla compagnia dei santi è anche conducente alla mente del discepolo. Uno impara come servire la comunità e lavorare per il bene dell’umanità, uno acquisisce la tecnica del Nome e così viene la gioia e la tranquillità interiore che soddisfa i sensi. D’accordo a Guru Nanak: “La compagnia dei santi è anche la scuola del Guru dove uno impara gli attributi divini”. Lì, la cattiveria è distrutta come una scintilla divina. Guru Arjan dice: ”La società dei santi rimuove il peccato; la società dei santi porta conforto in questo mondo e nel prossimo”.

 

   Continuamente nel Guru Granth Sahib, è richiesto al Sikh di cercare la compagnia delle anime nobili. L’uomo è conosciuto dalla compagnia che egli tiene. In buona compagnia egli diventa buono e lascia le sue tendenze cattive. Egli impara a essere vergognoso di fare qualsiasi cosa che può portargli rimprovero.

 

   Le azioni dell’uomo sono a volte motivate da cattivi istinti. Egli fa certe cose come modo di convenzione sociale, se la sua società diventa uno strumento del suo progresso, egli si può sollevarsi a una grande altezza. Per questo i Sikh pregano la preghiera “Ardas”, cercando la compagnia dei santi e mettersi in contatto con la gente virtuosa, Sadh Ka Sung, Gurmukh Da Mel.

 

66.  Come dobbiamo trattare gli apostati, (Patit)?

 

   I discepoli deboli di prendere qualsiasi decisione rinunciano con probabilità alla loro fede nella paura o nella tentazione, così che è necessario accettare solo quegli aderenti che hanno una credenza sincera e ferma nei basici principi della loro religione.

 

   E’ stato osservato che qualche Sikh diventa Patit per mettersi con una brutta compagnia, quando loro vanno in un paese straniero qualcuno mi ha detto che loro si tagliano i capelli altrimenti non possono trovare lavoro. Questo non è vero, perché qualche Keshadhari Sikh prende abilmente dei lavori decenti. In tutto, dipende dalla qualificazione dell’individuo Sikh. Qualche Sikh può essersi tagliato i capelli perché si è unito con ragazze straniere, e volendo apparire più accettabile a loro, così come molte altre cose una riflessione della debolezza umana.

 

   Molti dipendono dalla forza e vitalità della fede individuale. Recentemente, un Sikh conduttore di un autobus in Inghilterra ha ottenuto il diritto di portare il turbante, mentre lavora. Un altro Sikh che non fu ammesso a un club ricreativo ricevette scuse dalla direzione. Se i Sikh nel mondo occidentale tengono la loro forma e i simboli, il turbante e la barba saranno rispettati. Recentemente i Sikh in Inghilterra hanno ottenuto il diritto di andare in motocicletta con il turbante invece che il casco. Ugualmente i Sikh con il turbante sono stati ammessi nella marina americana.

 

   Il reclamo degli apostati dovrà dare il più grande incoraggiamento in qualsiasi programma di crescita spirituale. Gli apostati devono essere persuasi di utilizzare il loro difetto e debolezze e convincerli del valore del pentimento e di cambiare se stessi in una nuova foglia.

 

   D’accordo a Rehtnama il Khalsa deve mantenere le sue tradizioni e individualità:

 

Fino a che i Khalsa rimangono distinti,

 

Le sue Glorie e il suo lustro cresceranno,

 

Una volta che egli adotta la via Brahmanica

 

Non sarà possibile avere più fiducia in lui”.

 

   Molti apostati, nel loro cuore, capiscono che hanno sbagliato nella loro comunità, ma non hanno il coraggio morale di ammettere le loro debolezze. L’unico approccio ai Patit è di rieducarli e offrire assistenza per il loro ritorno all’ovile Sikh. Dandogli comprensione e simpatia, loro potranno reagire favorevolmente ad un approccio da Sikh responsabili.

 

67.  Ci sono caste nei Sikh?

 

   Cinquecento anni fa d’accordo a Guru Nanak, che disse: “Nessun uomo è nato più alto o più basso”. Prendendo l’immagine del vasaio, Guru Arjan paragona i tipi di persone come vasi di vari tipi e modelli, ma sono tutti fatti di terra. A dispetto delle distinzioni religiose e sociali tutta l’umanità è di una materia basica comune a tutti.

 

   Molti santi indiani e Bhagats appartenevano a caste basse, ma questo non fu frapposto nella via del raggiungimento spirituale. Loro sono tuttavia riveriti e venerati in relazione alla loro santità. Il nome di Dio brucia tutte le impurità e eleva l’individuo.

 

   D’accordo a Guru Nanak le caste sono sciocchezze. Egli scrive: “Da una Luce, tutto il mondo viene ad essere, così, chi è buono e chi è cattivo?”

Le caste sono divisioni fatte dall’uomo per fini egoistici. D’accordo all’Induismo uno che appartiene ad una casta bassa e non è riguardato come degno di istruzioni religiose. Fra l’altro la nascita determina lo status e questo non può essere cambiato. Questo era contro le credenze basiche del Guru e il diritto di tutti gli individui all’opportunità ambo sociali e crescita spirituale.

 

   L’uomo diventa superiore o inferiore d’accordo alle sue azioni. Solo loro sono veramente depressi che dimenticano il Signore. Quando Guru Nanak gli fu chiesto della sua casta egli rispose: “Io appartengo alla casta più bassa delle casta più basse!” Kabir sfidò i Bramini e domandò se loro non fossero nati allo stesso modo di quelli chiamati caste basse. Fra l’altro la casta non ha conseguenza nel mondo prossimo o alla Corte di Dio.

 

   Ogni considerazione di casta in materia di matrimonio dovrebbe essere scoraggiata. La distinzione di casta fu abolita da Guru Gobind Singh. Quando un discepolo divenne un Khalsa, egli rinuncia alla sua casta previa per diventare un membro di una società senza caste: “La casta di tutta l’umanità è una ed è la stessa”.

 

68.  Qual è il credo basico dei Sikh?

 

   Il credo basico dei Sikh, il Mul Mantra, da un’idea della realtà in poche parole, il credo è: Ik Onkar Satnam, Karta Purkh, Nirbhau, Nirvair, Akal Murat, Ajoni, Saibhang Gur Prasad. Tradotto come “ Dio è Uno, Il Suo Nome è Vero, Egli è Eterno, il Pervadente Creatore, Senza Paura, Senza Odio, l’Essere al di là dei Tempi. Non Incarnato, Se Stesso Creato, l’Illuminatore. In queste parole Guru Nanak loda Dio e menziona qualche Suo grande attributo. Egli è la Verità creata per Se Stesso al di là dei limiti del tempo. Egli può essere realizzato attraverso la Grazia del Divino Guru. Studiamo il significato del Mul Mantra.

 

(a)     Ik Onkar: Un solo Assoluto Dio che è Eterno, Egli è Assoluto, Trascendente, Sconosciuto, Insondabile. Egli è al di là di qualsiasi descrizione e al di là della comprensione umana.

 

(b)       Satnam:   Il Suo Nome è Vero. Egli veramente Esiste. Egli non è un’idea o un’ipotesi o un’illusione. Come Uno esiste, Egli è un continuo cambiamento. Egli non è mai lo stesso, evolve e cresce. Tutto quanto esiste in Lui ed è causato da Lui. Il Suo Nome è Vero. Egli non ha Forma, Egli è lo “Spirito Santo” Nam.

 

©       Karta Purkhh: Egli è il Creatore del Cosmo Egli è responsabile per la venuta in esistenza di tutto l’universo.

 

(d)       Nirbhau:  Egli è senza paura, Egli non ha paura di nessuno perché è il Signore dell’universo.

 

(e)      Nirvair:  Egli è senza ostilità. Il Suo amore e protezione è esteso a tutti. Questo taglia alla radice della teoria dei profeti scelti o di popoli scelti. Come Dio, il Vero Sikh deve essere senza paura ed imparziale. Questo lo aiuterà a stabilire uguaglianza e giustizia.

 

(f)       Akal Murat:   Egli è Immortale. Egli non è soggetto alla morte.

 

(g)       Ajoni:  Dio non è incarnato ne prende forma in nessun modo, questo è il vero antitesi della teoria di incarnazione.

 

(h)       Saibhang:  Egli è esistente per Se Stesso, Egli è Unico.

 

(i)       Gur Parsad:  Per la Grazia del Guru, il Sikh può acquisire il Conoscimento di Dio.

 

   Il breve pezzo del credo Ik Onkar Satguru Prasad come usato nel Guru Granth Sahib.

 

 

 

69.  Qual è il tempio del pane (Langar)?

 

   L’istituzione della cucina gratuita o il tempio del pane o il Puran, fu iniziato da Guru Nanak. Egli desiderò che ogni Sikh dovesse dividere il proprio cibo con gli altri, Wand Chhakna, e che la sua cucina fosse aperta a tutti. Susseguentemente il Langar divenne parte del tempio Sikh. Questa cucina comunitaria è stabilita a fornire cibo a tutti i devoti e i pellegrini. Ogni Sikh deve contribuire a donare cibo o partecipando nella cucina o nella distribuzione del cibo.

 

   Guru Nanak iniziò il tempio del pane a Kartar Pur dove la gente portava il mais e il carburante e lavorava insieme a preparare il cibo comune per tutta la comunità.

Guru Angad estese il Langar e personalmente lo serviva, Guru Amardas trasformò questa istituzione e ordinò a tutti che prima di venire a vederlo dovevano mangiare il Langar, prima il cibo poi la congregazione: Pahlai Sangat, Peechi Sangat. Anche l’imperatore Akbar e il Raja di Haripur dovettero sedere al suolo con la gente comune e prendere il cibo con loro. A parte dal promuovere uguaglianza sociale, il Langar elimina tabù sul Chaupa, la preparazione di cibo in speciali ambienti ecc. Lo scopo del Langar fu ampliato da Guru Amar Das che ordinò che l’acqua e il cibo fosse serviti anche a viandanti e abusivi. Guru Arjane sua moglie personalmente servivono l’acqua al Sangat. Massaggiavano anche i viaggiatori stanchi e facendogli vento induceva questi a dormire.

 

   Molti dei Sikh cominciarono il loro Langar a Anande Pur. Un giorno Guru Gobind Singh andò in incognito ad ispezionare i Langar. Egli vide che Bhai Nandlal manteneva il Langar bene, mentre altri erano indifferenti alle necessità dei Sikh poveri. Egli li avvisò facendogli notare che: “La bocca dei poveri è il dono del Guru”.

 

   D’accordo al Prof. Puran Singh, “Che cos’è una casa ma un ospitabile banchetto di bambini con pane amore e fede?” Che cos’è la vita spirituale in un tempio di carne senza prima un pasto completo? Il vero primo tempio fatto da Guru Nanak fu il tempio del pane o il Guru Ka Langar.

 

70.  Qual è lo scopo della disciplina comprensiva nella vita Sikh?

 

   Nella sua vita personale la disciplina della Parola, la disciplina del sacramento e la disciplina del servizio.

 

   La disciplina della Parola significa che il Sikh deve alzarsi presto il mattino, diciamo alle 3: 00, bagnarsi e quindi meditare sulla Parola. Egli deve leggere cinque preghiere giornaliere chiamate (Bani): Japji, Jap Sahib, dieci Swayya, Rahras e Kirtan Sohila. Egli dovrà visitare il Gurdwara giornalmente se è possibile. Egli dovrà cantare gli inni e leggere dal Guru Granth Sahib. La disciplina del sacramento implica che il Sikh deve seguire le cerimonie Sikh della nascita, matrimonio e morte. In queste occasioni deve condurre se stesso con dignità e equilibrio e offrire preghiere per l’occasione.

 

   La disciplina del servizio richiede che il Sikh deve servire i suoi compagni a dimostrare loro il suo amore a Dio. Nella sfera di servizio, la barriera della casta, credo o razza deve essere ignorata. I Gurdwara sono posti per servire al Sangat. Il Sikh dovrà spazzare il pavimento, pulire gli utensili, lucidare le scarpe o servire acqua. Il Langar provvede un campo esteso di servizio. Un Sikh può contribuire in cibo o con provvigioni, pagare per il carburante o gli utensili, prendere acqua o aiutare nel cucinare o distribuire il cibo.

 

   Nella vita corporale, il Sikh deve fare il suo dovere alla comunità. Egli dovrà essere battezzato (Amrit) e incoraggiare gli altri di fare lo stesso. Egli dovrà associarsi alla congregazione (Sangat) e assistere ad ogni incontro Panthic per arrivare a decisioni Gurmatta. Egli dovrà anche prontamente sommettere azioni disciplinari in caso di atti di indisciplina. In breve egli dovrà prendere una parte attiva nella vita corporale del Panth. Questo Sikh si guadagnerà la Grazia del Guru.

 

71.  Qual è la routine di un Sikh?

 

   La pratica del Sikhismo si basa su tre concetti pragmatici. Nam Japna, Kirt Karna, Wand Chhakna. Questi tre sentieri significano Il ricordarsi del “Nome” eseguendo un onesto lavoro per vivere e condividere il guadagno di uno con gli altri. Tutto è ad essere praticato nella vita giornaliera.

 

   Guru Amar Das consigliò a Bhai Buddha riguardo alla vita ideale Sikh. Qualcuno di questi punti sono qui sotto elencati:

 

   Un Sikh dovrà servire la gente e non toccare soldi o proprietà appartenenti ad altri. Che possa egli condividere la sua felicità o dispiaceri con i suoi vicini. Egli dovrà mangiare solo, quando egli avrà fame e dormire solo quando avrà sonno.

 

   Egli rassegnerà se stesso al volere di Dio e non troverà mai uno sbaglio di qualsiasi cosa il Creatore possa fare.  Egli dovrà tenere lontano la lussuria, l’ira e l’avidità, e non gridare di quanto lui sia buono e gentile. Egli dovrà praticare la carità e tenere se stesso pulito. Egli non dovrà tollerare qualsiasi irriverenza verso il Guru. In poche parole, lascia che lui modelli la sua vita e condotta d’accordo agli insegnamenti del Guru.

 

   Guru Ram Das depose la seguente routine per il vero Sikh. Che i Sikh si alzino all’alba e dopo essersi lavati meditare sul Divino Nome e continuare la sua meditazione fino al sorgere del sole. Quindi uscire e guadagnare il proprio pane quotidiano da un onesto lavoro. Che il suo lavoro sia così che lo tenga lontano da mezzi non veritieri. Egli dovrà ripetere Il Nome o Gurbani mentre lavora o cammina. Dopo il suo giorno di lavoro, ancora dovrà offrire preghiere prima di ritirarsi per la notte. Il Guru cerca la polvere dei piedi a coloro che si ricordano del Nome di Dio e che incoraggiano anche gli altri di ripetere “Il Nome”.

 

   Il modello raccomandato della vita è del capofamiglia: Grahastmai – Udas. Il devoto dovrà imparare a rimanere contento e senza desiderio mentre vive la sua vita come cittadino. Egli si alzerà al di sopra delle tentazioni mondane e diventerà un modello per gli altri. Con la Grazia del Guru, egli vivrà una vita pia e pulita. È Un grande vantaggio mantenere un diario per le sue azioni giornaliere. Questa pratica farà sì che uno non sviluppi cattive azioni. Fra l’altro, qualsiasi momento conveniente egli dovrà associarsi alla congregazione (Sadh Sangat) per Kirtan e Katha. L’uomo ammassa la polvere del peccato attraverso numerose vite, il processo di pulizia sarà anch’esso lungo e arduo.

 

72.  Come può un uomo rivolgersi a Dio?

 

   Anche se non è possibile per l’uomo diventare Dio, egli potrà provare a diventare uguale a Dio. D’accordo a Guru Arjan, non c’è differenza fra la coscienza di Dio, l’anima e Dio.

 

   L’uomo di Dio potrà vivere la vita come capofamiglia o come asceta. Egli dovrà usare strettamente la disciplina fisica morale e spirituale. Egli non è affetto dai cinque peccati mortali come la lussuria, ira, avidità, attaccamento o orgoglio. Egli parla la verità e vive una vita pura. Egli è indifferente al dolore o al piacere, complimenti o accuse. Egli è umile e debole nello spirito. Egli ama servire tutti gli esseri umani, uccelli e bestie. Egli vede Dio in tutto e su tutto non ha obiezioni.

 

   Il vero devoto, progredendo a Dio, deve avere completamente fede in Dio. Egli dovrà minimizzare i suoi attaccamenti per i desideri mondani. Egli dovrà associarsi con i santi. Egli dovrà essere sempre pronto a sacrificare tutto quanto e sottomettere se stesso al volere di Dio. Egli non ha paura ne del dolore ne della sofferenza, quando viene da Dio. La sofferenza purifica l’anima e fa sì di meritare l’unione con il Signore.

 

   Il devoto deve aspirare al vero conoscimento. Acquisire il conoscimento della verità e praticare il vero vivere è molto importante. Egli dovrà ingaggiare qualsiasi cosa sia possibile nella meditazione del nome: e pensare a Dio continuamente.

 

   L’uomo di Dio non deve rimanere indifferente agli altri che soffrono. Egli ingaggerà se stesso in atti di amore e di carità. Egli si sente felice di fare buone azioni agli altri. Questo aiuta nell’eliminazione di egoismo.

 

   Un’ancora deve essere mantenuta pulita in qualsiasi tentazione di caduta. Per questo il controllo sulla mente è necessario.

 

   L’uomo nel suo periodo di vita umana dovrà praticare santità così che possa alla fine unirsi con Dio e liberarsi dal ciclo di nascite e morti. Guru Arjan dice:

 

“Fissa la tua attenzione sul Signore e tu otterrai Onore alla Sua Corte”.

 

Queste persone saranno felici della compagnia di Dio in tutti i momenti.

 

73.  E’ permesso bere nel Sikhismo?

 

   I Sikh Guru proibirono l’uso di intossicanti incluso alcool perché fa male al corpo fisico e provoca disturbi mentali. L’uomo sotto l’influenza di un bicchiere perde la forza di ragione e di azioni normali. Guru Amar Das scrive nel Guru Granth Saib (p. 554) contro l’uso nel vino per i Sikh.

 

   “Un uomo offre vino e un altro lo versa a se stesso; lo fa impazzire e rimane svuotato dai sensi e dalla ragione.

 

   Quindi uno non può distinguere uno stesso e un altro ed è maledetto da Dio.

 

   Bevendo, uno dimentica il suo maestro ed è punito alla corte del Signore.

 

   Sì, non bere quel vino vizioso sotto qualsiasi circostanza”.

 

   In un altro posto il Guru scrive che bere è un peccato e un vizio (p. 553);

 

   “Il corpo è l’anfora, l’egoismo è il vino;

 

   E la società è il desiderio di tralasciare la mente.

 

   Sì, il desiderio è bere in un recipiente fino all’orlo della falsità;

 

   E Yama è l’oste.

 

   Bevendo questo vino uno non impara altro che vizio e peccato!”

 

   Guru Gobind Singh nel Rahat Nama indirizza al fratello Chaupa Singh di proibire l’uso di bevande intossicanti. Un Sikh del Guru non dovrà mai bere vino (Guru Ka Sikh Sharab Kadi Na Peevai).

 

   A parte delle ingiunzioni religiose, gli scienziati hanno provato che il frequente uso di alcool fa delle persone ad essere dipendenti e loro diventano aggressivi e irreali. L’abitudine di offrire da bere agli amici o agli ospiti è socialmente pericoloso e quando presi in eccesso possono avere effetti terribili sulla salute di uno in generale.

 

   Bere danneggia il fegato, il cuore e il cervello. Negli Stati Uniti d’America l’alcolismo è considerato come una malattia che deve essere controllato dalla società e dal governo.

 

   Nella lingua persiana il vino è chiamato Sharaab che letteralmente significa ‘l’acqua dannosa’.

 

   Che i Sikh possano chiaramente comprendere che bere in nessuna circostanza è permesso nella religione Sikh. Il chiaro comando del Guru Granth Sahib è il Rehat Maryada e proibisce l’uso di qualsiasi intossicante per qualsiasi Sikh. Kabir dice nel Adi Granth:

 

“Chiunque usi Bhang, pesce o vino;

 

Qualsiasi pellegrino digiuni o faccia dei riti giornalieri, tutti quanti possano andare all’inferno” (p. 1377).

 

74.  Qual è l’attitudine della fede Sikh verso cibi non vegetariani?

 

   La direttiva in generale di Guru Nanak riguarda il Cibo come: “Non prendere cibo che possa recare danno alla salute, causare dolore o sofferenza al corpo o che produca cattivi pensieri nella mente. (p. 16).

 

   C’è una chiara connessione fra il corpo e la mente così che il cibo che noi mangiamo affetta tutti e due di loro. Guru Ram Das menzione tre qualità mandate da Dio. Queste sono Rajas (Attività o mozioni), Tamas (resistenza o oscurità), Satav (armonia o bontà). Egli dice:

 

   “Dio stesso ha creato queste tre qualità e le ha incrementate con il nostro amore per valori mondani” (p. 1237).

 

   Il cibo può anche essere categorizzato sotto queste tre qualità. Per esempio, cibo fresco e naturale, è un esempio di Satav, cibi fritti e piccanti sono di Rajas, cibi fermentati, decomposti, preservati o cibi congelati è un tipo di Tamas. Se uno mangia cibi piccanti o pesanti il suo stomaco può essere facilmente appesantito. Mangiare troppo o mangiare cibi pesanti dovrebbe essere eliminato. Cibi semplici e naturali è il miglior modo per viver in salute.

 

   Quando c’è una referenza in materia di cibo nel Adi Granth, se uno crede che tutta la creazione è manifestazione di Dio, la distruzione di ogni essere vivente o micro organismi è infrangere il giusto e naturale diritto di vivere. Kabir dice:

 

   “Se tu dici che Dio risiede in tutti, perché tu uccidi la gallina?” (A. G., p. 1350).

La dieta favorita di Kabir è vegetariana.

 

Egli dice:

 

   “E’ stupido uccidere un animale crudelmente e chiamarlo cibo santificato”.

   (p. 1375).

 

   “Tu uccidi la vita e lo chiami un atto di religione. Allora cosa è irreligione?” (p. 1103). Anche uccidere non necessariamente o causare sofferenza all’animale e uccelli per provvedere cibo all’umanità deve essere assolutamente vietato, vegetarianismo non deve diventare una fobia o un dogma.

 

   Indubbiamente cibo animale è largamente usato per soddisfare il palato umano. Mangiare carne solo soddisfa il sapore di uno o l’appetito non è buono. Kabir dice:

 

 “Tu fai il digiuno in ordine di essere accettato da Dio, ma uccidi l’animale vivente per il tuo piacere”. (p. 483). Questo riferisce al mangiare la carne dai musulmani dopo aver tralasciato il digiuno religioso.

 

   Il Guru non piaceva il tabù sulla carne quando cose più importanti come controllare il desiderio o la passione erano ignorati. E’ molto più importante uccidere la cattiveria che contamina la mente invece di astenersi dalla carne. Prima l’impurità della mente deve essere rimossa prima di etichettare qualche cibo come puro o impuro. C’è un passaggio nel Guru Granth Saib che indica la futilità della controversia riguardo al vegetarianismo e cibo non vegetariano si dice che quando i Bramini di Kurukshetra propugnando la necessità e il beneficio di cibi vegetariani, Guru Nanak replicò loro come sotto:

 

   “Solo gli sciocchi bisticciano sulla desiderabilità di mangiare carne. Ovviamente loro sono di vero conoscimento e meditazione. Cos’è la carne? Che cos’è veramente il cibo vegetale? Qual è il cibo infestato dai peccati?

 

   Non c’è differenza fra un buon cibo e quello che porta al peccato…

L’uomo è nato dalla madre e dal sangue del padre tuttavia loro non mangiano pesce o carne…

 

   La carne è menzionata nel Purana e nel Kaatebas:

 

E’ stato usato nella Yaginas o matrimonio per occasioni festive (p. 1290).

 

   È ugualmente senza frutto il dibattito sulla questione sul pesce o le uova che sono incluse in una dieta vegetariana o no.

 

   Il Guru non propone la carne ne proibisce il suo uso. Lasciano il tutto alla scelta dell’individuo. Ci sono dei passaggi contro la carne nel Guru Granth Saib. Guru Gobind Singh tuttavia proibisce la carne per i Khalsa. L’uso di Halal o Kutha carne preparata dai musulmani ritualisticamente. Si deve notare che le nelle tradizioni non è mai servita nel Guru Ka Langar (mensa gratuita).

 

 

   Il vegetarianismo per se stesso non può conferire meriti spirituali o portare alla porta della salvazione. Il raggiungimento spirituale dipende dal Sadhana o dalla disciplina religiosa. Tuttavia, è stato osservato da molti santi che la dieta vegetariana aiuta il Sadhana. Guru Ram Das dice:

 

   “Coloro che prendono cibo sporco incrementano la loro sporcizia; questo sudiciume causa dispiaceri alla persona egoistica”. (p. 121)

 

   La posizione riguardante la carne bovina, è che i Sikh non venerano la mucca come fanno gli Indù. Quest’ultimi vedono la mucca come una madre, perché fornisce latte al bambino, quando il latte materno fallisce. Tuttavia, la carne bovina non è tabù per i Sikh come è la carne macellata dai Mussulmani come Halal. Cibi vegetariani sono generalmente raccomandati dai santi, giacché evita di uccidere gli animali e gli uccelli.

 

IV.   Storia del Sikhismo

 

75.   Quale fu la missione di Guru Nanak?

 

   Guru Nanak nacque a Talwandi, un villaggio del Punjab, nel 1469 in un periodo critico della storia Indiana.

 

 

   A quei tempi il governante della dinastia dei Lodi, Lodi Khan, piaceva ruzzolarsi nel lusso, ragione per cui egli non aveva tempo per affari di stato o per il benestare della comunità e dei suoi soggetti. La loro debolezza e indolenza portò Babar sulla scena Indiana. Guru Nanak protestò contro l’invasione straniera e avvisò ai governanti che se loro non guardavano alle afflizioni della gente, loro avrebbero incontrato il meritato castigo.

 

   Guru Nanak sfidò il fanatismo e l’intolleranza musulmana. Durante la sua visita a Mecca egli face realizzare al Kazis che la casa di Dio era in ogni dove e non solo nella direzione del Kaaba. Ugualmente, Guru Nanak espose anche l’inutilità di riti e pregiudizi di casta prevalenti fra gli Indu. Egli dimostrò loro l’errore di citare i Bramini in quel tempo e di eseguire il rito di Sharaadha. A Hardwar, in un modo divertente, egli espose la follia di offrire acqua ai loro avi. La vita di Guru Nanak può essere divisa in tre parti. Il primo periodo è di 30 anni fu speso a Talwandi e Sultanpur come capofamiglia. Il secondo periodo è di 22 anni che egli spese in viaggi di missionariato e per il terzo periodo di 18 anni egli rimase Kardarpur per il beneficio dei suoi seguaci. Egli stabilì posti di venerazione chiamato Tharamsaleas. Qualsiasi posti egli andò egli propose alla gente di eseguire atti di carità e di rendere servizio ai poveri e ai deboli.

 

   Guru Nanak propagò l’uguaglianza dell’uomo. Egli trattò gli Indù e i Musulmani ugualmente. Si recò ai più importanti tempi per spiegare loro la vera via della vita spirituale. Egli oppose la distinzione di casta. Egli chiamò se stesso un membro della casta più bassa. Guru Nanak insistette a vivere una vita di capofamiglia. Il cammino della rinuncia o Sanyas è la via della evasione e della sconfitta. L’uomo deve eseguire i suoi doveri mondani e allo stesso tempo avere il tempo di essere distaccato dal suo spirito dalle cose mondane. Sapendo che la sua fine stava arrivando, Guru Nanak provò i suoi discepoli e passò il trono del Guru al più degno di loro, Guru Angad nel 1539.

 

76.  Che cosa si sa su Guru Angad?

 

   Guru Angad (1504-1552) conosciuto come Lehna fu il veneratore della dea Jawala Mukhi. Una volta, mentre andava al posto dove si trovava la sua Dea, egli venne in contatto con Guru Nanak. Ci fu una spontanea conversazione ed egli così scelse di servire il Guru. Egli divenne il Guru più obbediente dei suoi discepoli. Dopo averlo provato insieme con altri Guru Nanak lo nominò Gaddi nel 1539.

 

   Guru Angad popolarizzò il Gurmukhi introdotto da Guru Nanak. Egli ruppe il monopolio bramanico di imparare incoraggiando tutti i tipi di persone a imparare il Gurmukhi (gli scritti del Guru) e leggere letterature religiose. Egli raccolse, infatti, gli scritti sulla vita di Guru Nanak e scrisse la prima biografia di Guru Nanak Sahib Ji. Egli formò centri religiosi dove i principi Sikh furono così propagati.

 

   Guru Angad estese il Langar la mensa gratuita e si dette personalmente al servizio. Il Langar fu inteso per rompere la barriera di casta e i tabù sociali.

 

Guru Angad popolarizzò le virtù degli uomini:

 

“E’ come la creta che dai vasi sono fatti

 

   In forme diverse, tuttavia la creta e la stessa. Ugualmente il corpo dell’uomo è fatto dagli stessi 5 elementi, così.

 

   Come può un essere più alto e l’altro più basso?”

 

   Il Langar fece che persone di differente casta si sedettero insieme provvedendo un salutabile forum per carità e servizio.

 

   Guru Angad piacevano molto i bambini. Egli cominciò una scuola per giovani ragazzi e insegnò loro il Gurmukhi. Egli insistette anche sull’attività fisica. Egli aprì un ginnasio dove in un’arena si poteva lottare, lo sport rurale e i giochi eseguiti dalle congregazioni religiose. Queste tradizioni aiutarono altri giovani ragazzi per l’armata Sikh.

 

   Guru Angad visse una vita di pietà e servizio Khadur. Qui Ramdas un suo parente lo servì giorno e notte. Il Guru sorpassò i suoi figli che furono disobbedienti e nominò Ramdas come suo successore nel 1552.

 

77.  Cosa sappiamo di Guru Amardas?

 

   Guru Amardas (1479-1574) fu il successore per il suo servizio. All’età di 73 anni il figlio di Guru Angad Dattu, si arrabbiò e diede un calcio a Guru Ramdas. Guru Amar Das si scusò a lui, dicendo “Scusami; le mie ossa dure ti avranno fatto male al piede.”. Riflettendo su questo il Guru provò grande umiltà e saggezza.

 

   Guru Amardas propagò il Sikhismo con molta attenzione. Egli appuntò un devoto Sikh in carica di ogni regione. Il totale numero di queste diocesi fu 22. Il Guru anche addestrò un numero di viaggiatori missionari per spargere il messaggio del Sikhismo in altre parti dell’India. Per portare i Sikh più vicino uno all’altro egli fissò tre feste, Divali, Baisakhi, Maghi, dove tutti potessero riunirsi per conferenze religiose.

 

Si dice che i seguaci di Sri Chand, figlio di Guru Nanak che iniziò il gruppo di Udasi che aveva sostenuto la rinuncia della casa e proprietà, venne da Guru Amardas per consulta. Il Guru gli suggerì di vivere una vita di rinuncia nel mezzo della sua casa. Egli spiegò il compromesso fra l’ascetismo e la gioia mondana. La vita di capofamiglia era veramente la vita migliore, perché offriva un modo facile per le persone comuni. Ricordarsi di Dio, condividere il cibo e i guadagni e un onesto vivere. Nam Japna, Wand Chhakna e Dharma-D-Kirt. Il Guru iniziò un nuovo centro di adorazione a Goindwal dove egli scavò un posto a beneficio della gente.

 

   Guru Ramdas era molto amico dell’imperatore Akbar. L’imperatore venne a pregare e dar rispetto a Guru Ramdas a Goindwal e d’accordo al sistema prese cibo al Langar. Egli fu così impressionato dal messaggio del Sikhismo e dalla sua cucina gratuita.

 

   Guru Ramdas nella tradizione di Guru Nanak cercò nei suoi discepoli il nominato ad essere il suo successore. Egli provò suo cognato Bhai Jetha un devoto e un umile Sikh. Egli, quindi lo istallò come Guru e così Guru Ramdas divenne Guru nel 1574.

 

78.  Che cosa si conosce di Guru Ramdas?

 

   Guru Ramdas (1534-1581) fu istallato come Guru all’età di 40 anni. Egli fece lavoro missionario e mandò Massands in differenti parti dell’india per propagare il messaggio del Sikhismo. Egli stesso fu molto premuroso a servire i suoi discepoli. Qualche volta egli distribuiva acqua e faceva vento alla congregazione, Sangat.

 

   Guru Ramdas fu molto premuroso a creare centri di venerazione per i Sikh. Egli sviluppò la terra comprata da un proprietario terriero locale e stabilì una nuova città chiamata Ramdaspur, molti Sikh vennero nella nuova città perché era situata sulla strada principale di commercio. La città fu in seguito chiamata Amritsar.

 

   Guru Ramdas era un perfetto esempio di umiltà e di pietà. Una volta Sri Chand, il figlio di Guru Nanak lo visitò. Egli chiese al Guru in modo scherzoso del perché egli mantenesse una così lunga barba. Il Guru gli diede una risposta: “La mia barba serve per pulire la polvere dai tuoi santi piedi”. Sri Chand fu profondamente commosso e espresse disturbo per la sua impertinenza.

 

   La missione del Guru si sparse velocemente fra i poveri e le classi ricche. Qualche aristocratico visitò Amritsar e divenne il suo discepolo. Il Guru fece amicizia con l’imperatore Akbar e così tanto che lo persuase di eliminare le tasse imposte ai non musulmani.

 

   Guru Ramdas fece che ci fosse un codice di condotta e di venerazione Sikh. Egli prescrisse la rutina ai Sikh e trovò l’inno a pagina 305 del Guru Granth Saib. Egli compose il Ladan per i matrimoni Sikh e altri inni appropriati per certe altre funzioni e festività. Essendo un musico di talento egli compose inni in undici nuove Raga.

 

   Arjan il figlio più giovane di Guru Ramdas era molto devoto a suo padre. Un giorno egli fu a Lahore ad attendere un matrimonio. Egli si sentiva terribilmente depresso senza suo padre. Egli scrisse due poesie piene di amore per il Guru.

 

   “La mia anima piange per uno sguardo del Guru”.

 

   Si lamenta come il Chatrik piangendo per la pioggia”. (A. G., p. 96).

 

Queste lettere furono intercettate dal suo fratello più adulto Prithi Chand. Quando la terza lettera arrivò a Guru Ramdas, egli lo chiamò immediatamente. Prithi Chand che si vantava il suo successore trovò suo figlio e finalmente la sua scelta andò su Arjan che fu istallato come quinto Guru nel 1581.

 

79.  Cosa si conosce di Guru Arjan?

 

   Guru Arjan (1563-1606) fu nei suoi anni di gioventù, quando egli fu istallato come Guru egli sviluppò Amritsar come un centro di industria e cultura dei Sikh. Egli chiese a Mian Mir, un musulmano santo di porre la pietra di fondazione a Har Mandar (Tempio di Dio). Il tempio fu costruito ad un livello più basso della terra intorno nel mezzo di cui fece un bellissimo lago. Questo ora è conosciuto come il Tempio d’oro perché le cupole sono ricoperte di oro puro.

 

   In ordine di fare una città perfetta, il Guru aiutò a stabilire nuovi commerci e professioni. Qualcuno di questi commerci furono: banche, arte del ricamo, falegnameria, e commerciante di cavalli. Amritsar era centralmente situato e c’era abbastanza possibilità per relazione commerciale con i vicini paesi. I Sikh furono in Afghanistan e al centro Asia per comprare buoni cavalli. Il commercio di cavalli diede ai Sikh un assaggio per diventare grandi cavalieri.

 

   Guru Arjan sentì che i Sikh avrebbero dovuto avere le loro scritture. Egli collezionò gli inni del primo Guru al quarto Guru e dei Bhagats santi indiani e Bhatts. Egli dettò gli inni, includendo i suoi a Bhai Gurdas e completò la compilazione dell’Adi Granth il primo libro nel 1604.

 

   Guru Arjan fu un uomo che aveva molta influenza. La sua crescente forza e il suo prestigio sollevò la gelosia nell’imperatore Jahangir. Anche i mussulmani andavano al Har Mandir, Janangir, risolse, con queste sue parole, “ di mettere fine a questo traffico”. Egli chiese a Guru Arjan di cambiare il testo di una parte del suo Granth che includeva le lodi al profeta Mohammed. Il Guru si rifiuto di farlo. Nello stesso tempo, Chandù il Diwan, che aveva rancore verso il Guru, avvelenò la mente di Jahangir con una serie di storie false. Jahangir diede a Chandu l’ordine di incaricarsi di Guru Arjan. Quest’ultimo perpetuò torture come versare sabbia bollente sulla testa del Guru, e versare acqua bollente su di lui. Guru Arjan accettò tutte queste torture con grande rassegnazione.

 

 Dopo aver nominato Har Gobind come suo successore, il Guru fu portato al fiume. Il suo corpo fu allora gettato nel fiume come tortura finale. Egli divenne il primo martire della storia Sikh.

 

80.  Che cosa si conosce di Guru Har Gobind?

 

   Guru Har Gobind (1595-1644) attuò per consiglio di suo padre a mantenere un’armata. Suo padre fu vittima della tirannia Mogul. Il governatore Mogul volle rompere la forza dei Sikh. Egli ordinò ad una banda di soldati addestrati nell’arte della guerra. Qualche studioso di storia lo chiamò l’inizio della teocrazia militare. L’imperatore Jahangir si sentì geloso della forza militare del Guru e lo fece imprigionare nella fortezza di Gwalior. Quando finalmente fu ordinato il rilascio del Guru, egli si rifiutò di lasciare la fortezza affinché l’altro principe indiano fosse anche lui rilasciato dalla prigione. Quando questo fu fatto fu conosciuto a Bandhichhor come il grande liberatore.

 

   Guru Har Gobind capì che un incontro con la forza Mogul era inevitabile, egli fece che la sua piccola armata fosse ben addestrata. Egli stesso era un grande cavaliere, cacciatore e spadaccino. Cunningham riportò che il Guru ebbe ottocento cavalli, trecento cavalieri addestrati, sessanta uomini con artiglieria. Guru Har Gobind lottò tre battaglie maggiori che furono forzate su di lui dai Mogul. La prima battaglia a Amritsar fu nel 1634. Il comandante dei Mogul Mughals-Mukhlis Khan fu completamente sconfitto. La seconda battaglia fu vicino a Lehra nel 1637, anche questa volta l’armata del Guru fu vittoriosa. La terza battaglia nella quale Painde Khan fu ucciso a Kardarpur nel 1638. Il successo del Guru in tutte queste tre battaglie creò confidenza e inesprò coraggio fra i Sikh.

 

   La carriera di Guru Har Gobind marcò il punto alla storia Sikh. Dovuto a queste nuove circostanze il Sikhismo cominciò ad essere militare. Il Guru portava due spade: una forza spirituale Peeri, e l’altra la forza militare Meeri. I Sikh sfidarono la forza Mogul, e alzarono lo stendardo di rivolta contro questo amministratore crudele e corrotto. Il martirio di Guru Arjan non fu invano. La missione dei Sikh fu di liberare il popolo dalla tirannia sia religiosa che politica. L’uso della spada come mezzo di difesa e giustizia divenne popolare ai discepoli del Guru. Nel 1644, Guru Har Gobind nominò Guru Har Rai come suo successore.

 

81.  Che cosa conosciamo su Guru Har Rai?

 

   Guru Har Rai (1630-1661) fu istallato come Guru all’età di 14 anni. Egli era il nipote di Guru Har Gobind anche senza il suo genio militare. Guru Har Rai era un uomo di pace e di amore. Egli era felice di servire il Sangat. Egli spronò i suoi discepoli a meditare sugli inni del Guru Granth Sahib e portare una vita di disciplina. Guru Har Rai provò ad isolare se stesso dagli intrighi della corte Mogul. Dara Shikoh fu alla corte del Guru e cercò da lui la sua benedizione per il successo contro suo fratello Aurangzeb. Come era di tradizione ai Guru, Har Rai lo aiutò nella sua angoscia come avrebbe aiutato qualsiasi altra persona. Aurangzeb catturò Dara e lo giustiziò. L’imperatore Aurangzeb chiamò il Guru alla sua corte con riferimento di aiutare suo fratello Dara. Il Guru mandò suo figlio Ram Rai alla corte Mogul. Lì Ram Rai fece qualche miracolo e cambiò il testo di una linea del Guru Granth Sahib per far piacere all’Imperatore. Guru Har Rai fu tanto dispiaciuto con Ram Rai che lo disonorò.

 

   Guru Har Rai fu un uomo di grande carità e generosità. Una volta, i suoi discendenti governanti di Patiala, Nabha, e Jind vennero alla Corte del Guru, piangendo per cibo e colpendo la loro pancia in segno di fame. Il Guru ebbe pietà di loro e li benedì. Dopo di che loro compararono dei territori e divennero Raja.

 

   Guru Har Rai amò i suoi devoti e li aiutò nel tempo del bisogno. Un giorno Bhai Gobind di Kabul fu così colpito dalle meditazioni del Guru. Ugualmente, una mattina il Guru andò spontaneamente alla casa di una vecchia pia donna che aveva preparato un pane per lui con grande devozione. Conoscendo che era alla fine della guerra egli istallò suo figlio di 5 anni Harkrishan come prossimo Guru, all’inizio dell’ottobre del 1661.

 

82.  Che cosa conosciamo di Guru Harkrishan?

 

   Guru Harkrishan (1656-1664) fu chiamato ad assumersi la responsabilità di leadership della comunità Sikh alla giovane età di 5 anni. Egli è conosciuto come “Il Guru bambino” e specialmente amato dai bambini e dagli studenti.

 

   Guru Harkrishan fu un genio e mostrò uno straordinario talento per la sua età. Una volta un Bramino gli fece delle domande sul significato di certi passaggi nella Gita. Egli voleva provare la forza intellettuale del Guru. Il Guru non prese panico e chiamò un passante portatore di acqua di esporre il significato di quei passaggi. Il bramino fu sorpreso dell’esposizione straordinaria di saggezza del portatore d’acqua. Un Gurdwara conosciuto come “Panjokra Sahib” fu eventualmente stabilito in quel punto.

 

Una volta il Raja Jai Singh decise di cercare e di provare il genio di saggezza del Bambino Guru. Egli travestì la regina come una schiava e la fece sedere insieme alle altre donne davanti al Guru. Egli chiese di indicare la regina. Con un talento straordinario egli indicò la Regina e si sedette sulle sue ginocchia. Il Raja divenne un devoto discepolo del Guru.

 

   Il fratello maggiore del Guru, Ram Rai si lamentò con l’Imperatore Aurangzeb che gli fu portata via la successione al trono di Nanak. Egli pretese il diritto di successione come figlio maggiore di Guru Har Rai. L’Imperatore fece convocare Guru Harkrishan a Delhi. Come risposta al desiderio della congregazione, il Guru fu a Delhi e arrivato lì cominciò la sua missione in guarire gli ammalati. Il colera era esploso in quel tempo nella capitale. Il Guru portò salute e felicità a molta gente contagiata dal colera. Il Guru rimase in un posto dove adesso si erige Bangla Sahib. Poco dopo, egli si ammalò. Gli fu chiesto chi fosse il suo successore, ed egli rispose “Baba Bakala”. Questo significava che il prossimo Guru si trovava nel villaggio di Bakala. Egli lasciò le sue spoglie il 30 marzo del 1664.

 

83.  Che cosa conosciamo di Guru Tegh Bahadur?

 

   Guru Harkrishan non aveva specificato il nome del nono Guru, Cosicché non meno di 22 impostori che pretendevano di essere Guru si formarono nel villaggio di Bakala. Bhai (fratello) Makkhan Shah, un ricco mercante di seta, andò a Bakala per scoprire Chi era il Guru, quindi come testimonio, egli scoprì Guru Tegh Bahadur e lo proclamo come il nono Guru nel 1664.

 

   La vita di Guru Tegh Bahadur (1621-1675) può essere divisa in tre periodi; il primo periodo di 23 anni che spese ad Amritsar insieme con suo padre, il secondo periodo di 19 anni che spese in meditazione a Bakala e il terzo periodo di 11 anni che viaggiò esclusivamente nell’est dell’India e poi nel Punjab.

 

   Dhirmal, un nipote di Guru Tegh Bahadur era estremamente geloso e arrabbiato con il Guru. Egli voleva uccidere il Guru. Così egli mandò un numero di briganti a saccheggiare la casa del Guru. Sihan uno di loro, sparò al Guru che lo ferì ad una spalla. La mattina dopo, i Sikh catturarono Sihan e lo portarono al tempio. Il Guru lo perdonò e lo lasciò libero. Il Guru disse “Il perdono è una grande virtù”.

 

   Qualche Indù di Kashimir che erano forzati ad accettare Islam sotto pena di morte, andarono da Guru Tegh Bahadur a Anandpur. Il Guru accettò di sacrificare la sua vita per la protezione degli Indù. Un Pandit Indù mandò un messaggio all’Imperatore Aurangzeb che diceva che se il Guru accettava l’Islam, loro avrebbero seguito il suo esempio.

 

   L’Imperatore Aurangzeb ordinò l’Imprigionamento di Guru Tegh Bahadur. Egli gli disse di accettare l’Islam oppure di fare miracoli. Il Guru rifiutò. In riguardo a fare miracoli il Guru disse: “Non è il più grande miracolo che l’Imperatore dimentica la sua morte, mentre la infligge ad altri?

 

   Aurangzeb ordinò l’esecuzione del Guru. Il boia Adam Shah, con la sua mazza taglio la testa al Guru dopo che questi terminò di recitare la sua preghiera Japji. La testa del Guru fu raccolta e portata da un Sikh a Anandpur. Mentre il corpo fu cremato da un Sikh di Lubana, in un posto dove ora un Gurdwara è stato innalzato che si chiama: Gurdwara Rakabganj. Il martirio di Guru Tegh Bahadur è unico nella storia, Egli diede la sua vita non per salvaguardare il Sikhismo, ma per proteggere la religione Indù. Egli fu il secondo martire della Storia dei Sikh.

 

84.  Che cosa si conosce di Guru Gobind Singh?

 

   Guru Gobind Singh (1666-1708) fu istallato come decimo Guru all’età di nove anni, subito dopo il martirio di suo padre. Egli sapeva le difficoltà che si prospettavano più avanti, particolarmente la lotta contro l’imperialismo Mogul. Egli, Quindi, fece preparazione per incontrare la sfida Mogul, addestrando i suoi discepoli nell’arte della guerra.

 

    Il Guru aveva quattro pieghe aggiunte al suo credito; (a)  il duro colpo di sconfitta alla forza Mogul, (b) la creazione del Khalsa Panth, (c) la produzione creativa della letteratura marziale, (d) L’istallazione del Adi Granth come Guru Granth Sahib come Guru vivente e perpetuo dei Sikh.

 

   Guru Gobind Singh era un vero patriota, egli sostenne la dignità e oppose la tirannia e il fanatismo di Aurangzeb. L’imperatore Auranzeb non faceva segreti a spargere l’Islam con la forza. Guru Gobind Singh con i suoi guerrieri dovette lottare su due fronti contro i Raja delle colline e l’armata Mogul. Le sue vittorie nelle battaglie di Bhangani nel 1687 e a Nadaun nel 1689 insidiarono sia le forze dei Raja che le forze armate Mogul. Egli sacrificò i suoi quattro figli, moglie e madre per il diritto di salvaguardare la causa di giustizia e libertà. Guru Gobind Singh espose le cattive azioni dell’Imperatore in una lettera poetica a Aurangzeb, intitolata Zafarnama.

 

   Il Guru era un gigante letterario un patrono ed un poeta. Il poeta di corte compose epiche marziali in versi, ispirando i Sikh di agire con gloria e valore.

 

   Guru Gobind Singh abolì l’ordine dei Masand missionari per le loro cattive azioni, in più lui ordinò la fine di un Guru personale, dichiarando il Guru Granth Sahib l’unico Guru dei Sikh, il loro eterno Guru vivente.

 

   La creazione del Khalsa Panth nel 1699 fu un’altra impresa di genialità. Egli concepì l’idea di formare da uomini appartenenti alla bassa casta riguardati come deboli e depressi. Egli in turno volle che i suoi discepoli gli amministrassero il battesimo di Amrit.

 

   Guru Gobind Singh morì da una mortale ferita inflitta da due Patani nel 1708. Eventualmente un Gurdwara fu eretto a Abchal Nagar, dall’Imperatore (Marahaja) Ranjit Singh a Nanded nel punto dove Guru Gobind Singh lasciò la sua vita mortale.

 

85.  Che cosa si conosce su Banda Singh?

 

   Banda Singh (1670-1716) nacque a Rajouiri nello stato di Jammù. Egli era conosciuto nella sua infanzia come Lachman Dev. Subito dopo una caccia, egli divenne un asceta: un Bairagi, e prese il nome di Madho Das. Egli rimase in Nanded. Divenne un devoto del Guru nel settembre del 1708 e cercò la sua benedizione. Guru Gobind Singh gli diede una spada, cinque frecce, una bandiera, un tamburo e gli disse di seguire i cinque comandamenti sotto elencati.

 

          Rimanere celibe: non sposarsi per niente.

 

          Parla la verità ed agire in accordo.

 

          Servire ed ubbidire il Khalsa Panth.

 

          Non stabilire una nuova setta o far di te stesso posizionato come un re.

 

          Essere umile e non essere arrogante.

 

   Prendendo venti cinque Sikh con lui, Banda Singh procedette al Punjab a punire i nemici del Khalsa Panth. Egli attaccò Samana nel novembre del 1709. Dopo di che, Wazir Khan il Nawab di Sarhind fu ucciso nella battaglia di Chaper Chiri il 12 maggio del 1710.

 

   Banda Singh fu incoronato a Lohgarh e si fece una moneta con il nome del Guru. Egli lasciò che i Mussulmani sotto il suo comando, seguissero la loro religione e le loro pratiche. Dopo di che, egli estese la sua influenza su Pathakot.

 

   L’imperatore Mogul era perturbato dalle conquiste di Banda Singh e mise in campo una grossa armata per annientarlo, Banda Singh fu assediato a Gurdas Nangal. Dopo otto mesi di assedio, Banda Singh e i suoi seguaci furono catturati il 7 dicembre del 1715.

 

Banda Singh fu torturato a morte e morì il 7 giugno del 1716. Si dice che Banda Singh confessò di meritarsi il fato per trasgredire gli ordini di Guru Gobind Singh.

 

   La sfida di Banda Singh alle forze Mogul dimostra che i Khalsa potevano rompere la reputazione dell’invincibilità Mogul. Datagli a loro un’altra opportunità avrebbero forse creato le fondazioni per un impero Sikh. L’opportunità venne nel 1799, quando Ranjit Singh stabilì il dominio Sikh nel Punjab.

 

86.  Che cosa si conosce dell’Imperatore Ranjit Singh?

 

   Ranjit Singh (1780-1839) era un membro di un gruppo (Misal) conosciuto come Sukerchakia. Dalla sua infanzia, egli piaceva cavalcare e cacciare. Avvantaggiato dalle condizioni instabili del Punjab, egli scacciò Chet Singh del gruppo (misal) di Bhangi da Lahore e egli fu incoronato come Imperatore. Egli catturò Amritsar nel 1802 e quindi egli assunse la completa sovranità su i piccoli capi di Malwa. Egli attraversò il fiume Sutlej per estensione del suo dominio ma il capo del Jind e Kaithal si interpellarono con gl’Inglesi per far sì che questi li aiutassero contro Ranjit Singh. I Britannici fecero un trattato con Ranjit Singh, nel 1809, dichiarando il fiume sutlej come suo confine di frontiera. Nel 1818, Ranjit Singh incorporò Multan e un anno dopo, Kashmir giaceva ai suoi piedi. Egli procedette Nordovest e incorporò Peshawar nel 1834.

 

   Ranjit Singh è conosciuto come il leone del Punjab. Egli era un amministratore nato e un soldato. Sir Lepal Griffin lo chiamò, “ il bell’ideale di un soldato, forte, attivo, coraggioso, resistente”. Egli aveva molto buon senso e governò il suo impero con giustizia e saggezza. E’ sorprendente che egli annullò la pena di morte in quei tempi così turbolenti. Egli era un governante molto tollerante; i pubblici uffici erano mantenuti da Mussulmani, Sikh e Indù in termini uguali. Egli sceglieva uomini di carattere e di abilità per l’amministrazione e incoraggiava il talento in germoglio. La sua Corte reale fu cosmopolitana nel carattere. Egli assumeva ufficiali europei per addestrare la sua armata sulle linee moderne.

 

   Come Sikh, Ranjit Singh creava dotazioni per uso religioso e assegnava terra agli Indù. Mussulmani e Sikh per i loro centri di culto e per mantenerli. Egli era strettamente un uomo di disciplina e si muoveva in incognito per far del bene ai suoi soggetti.

 

   Ranjit Singh diede al Punjab un’amministrazione buona e illuminata. Egli proibì il traffico di donne e bambini. Egli patrocinò artisti, soldati e scrittori e diffondendo un’imparziale giustizia. Ad egli piacevano le gioie della vita, ma non fu mai negligente nell’amministrazione pubblica per piaceri personali. E’ significativo dire che egli diede un periodo di pace e efficiente amministrazione nel Punjab e controllava il disegno aggressivo delle forze Britanniche nel Nord dell’India.

 

87.  Che cosa si conosce di Vir Singh?

 

   Fratello (Bhai) Vir Singh (1872-1957) fu il più importante scrittore di teologia nel Punjab egli scrisse libri di Storia dei Sikh e fu un filosofo per più di 50 anni. Egli è riguardato da Bhai Gurdas nel ventesimo secolo. I suoi più importanti lavori sono di Guru Nanak Chamatkar, Kalgidhar Chamatkar, Baba Nodh Singh e Meray Saeeyan Yeeo.

 

   Il talento creativo di Bhai Vir Singh fu riconosciuto dal Governo e dall’università del Punjab. Ad egli fu dato il titolo di Padamshri dal Governo Indiano e un Dottorato in Honoris Causa dall’università del Punjab.  H. Chattopadhaya lo chiamò il “sesto fiume nella terra dei cinque fiumi”. Le sue poesie posseggono la sublimità di Milton, la spontaneità di Wordsworth, la musica di Tagore e il misticismo di Yeats. Egli era il ‘Il fiore più fine’ nel rinascimento del Punjab moderno.

 

   Bhai Vir Singh era molto versatile. Era un poeta, un novellista e un critico. Egli trovava lezioni spirituali negli oggetti della natura. Il Kikar Tree è un simbolo del cercatore spirituale che deve affacciare la fionda e le freccie di persone mondane. Le sue poesie pulsano con la nostalgia dell’anima individuale a riunirsi con l’anima universale. L’ostacolo fra l’uomo e Dio è l’Ego. Una volta che questo è sconfitto, l’uomo può incontrare Dio. Egli troverà bellezza e la presenza di Dio nelle cose ordinarie della vita. Egli crede che l’uomo possa trovare pace e benedizione attraverso il controllo di se stesso e gli sforzi spirituali.

 

   Dottor Vir Singh fu anche un novellista di storia. Alcuni dei suoi importanti lavori sono Sundri, Bijay Singh e Satwant Kaur. La loro popolarità è tanta che sono stati pubblicati molte volte in molte edizioni.

 

   Dottor Vir Singh cantò delle lotte di gente del villaggio. Egli scrisse poemi sulla libertà e il patriottismo. Bhai Vir Singh non solo fu un filosofo ma anche uno stilista. Anche le sue prose catturano l’armonia del poeta. Kalgidhar Chamatkar è pieno di questi passaggi. Come registrato nella società, Bhai Vir Singh Sahitya Sadan adesso è occupato a pubblicare i suoi lavori e popolarizzandoli sulle masse. Il suo centenario fu celebrato in India e all’estero nel 1972.

 

88. Che cosa si conosce sui quadri Sikh?

 

   La scuola di pittura Sikh è un distinto contributo dell’arte indiana la scuola originata nei giorni dell’imperatore Ranjit Singh che era un liberale patrono delle arti. Egli ingaggiava artisti a decorare con pannelli il Tempio D’oro, a Amritsar.

 

   D’accordo a W. G. Archer, ci sono tre ramificazioni distinte della scuola Sikh: i dipinti di Guler, i dipinti di Kangra e i dipinti di Lahore. Guler divenne parte del regno di Ranjit Singh nel 1813. L’artista Guler che prima aveva lavorato su temi di Rajput, adesso iniziò a fare esperimenti con i temi Sikh come ritratti dei Sikh Guru e dignitari Sikh. I pittori Kangra, quando Kanga venne sotto il controllo del Raja Sher Singh, figlio dell’imperatore Ranjit Singh, ritrattò i Sikh come aristocratici e amanti. I dipinti di Lahore specializzati in ritratti e miniature di acquarello. Schoefft, un artista Ungaro, schizzò il Tempio d’Oro ai giorni del Raja Sher Singh. Tra la caduta dell’impero Sikh e il ventesimo secolo, i dipinti Sikh furono fiorenti come Kishan Singh di Kapurtala, Bishan Singh di Amritsar e Kapur Singh.

 

   I dipinti Sikh sono primariamente ritratti. In accordo con caratteri storici e eventi storici. I ritratti Sikh svilupparono dalla lotta politica e il loro intendimento di ruolo di cui certi individui giocavano, che noi possiamo capire il significato dei dipinti.

 

   Uno dei più grandi pittori fu Amrita Shergill (1913-1941). Un altro artista conosciuto come Gian Singh fece una buona quantità di affreschi sui muri e sugli archi del Tempio D’Oro. Il suo lavoro è umano e religioso, floreale e con motivi zoologici si possono vedere sul tetto e sui corridoi del Tempio. La sua tecnica si chiama Moraqashi.

 

   Fra i pittori contemporanei, S. G. Thakur Singh e Sobha Singh sono prominenti. S. Kirpan Singh fece un largo numero di tele per il S. G. P. C. egli dipinse temi particolarmente sulla persecuzione dei Sikh dal Governo Mogul nel 17esimo e i18esimo secolo. Una mostra di dipinti di Guru Nanak fu fatta nel novembre del 1965 a Delhi dal “Gruppo 1969”. Il signor W. G. Archer fece stampare 119 placche nel suo libro intitolato “Dipinti dei Sikh Londra” (1966). Il libro più recente intitolato “Ritratti Sikh da artisti europei” fu edito da S. Aijazuddin anche illumina la cultura sociale degna leader del Punjab.

 

89.  Da una breve storia del Tempio D’Oro.

 

   Guru Ramdas volle dare ai Sikh un posto centrale di venerazione. Per questa ragione fondò la città, chiamandola con il suo nome nel 1577. Nel 1589, Guru Arjan chiese al Santo Musulmano di nome Miar Min di posare la prima pietra per la fondazione del Tempio D’oro. Questo è conosciuto come Darbar Sahib ovvero la Corte di Dio, popolarmente chiamata il Tempio D’Oro. Il tempio è un esempio di emozioni religiose amplificate nel marmo, vetro, colori e oro. Il santuario ha intorno ad un bellissimo lago artificiale: “La laguna del Nettare, Amritsar”. Il riflesso nell’acqua dell’edificio del Tempio è impressionante ingrandendo il concetto artistico di tutta la struttura.

 

   L’altro seggio della forza Sikh chiamato ‘Akal Takht’ fu iniziato nel 1609 da Guru Hargobind per tenere (Diwan) Congregazioni ed altre celebrazioni speciali. Fu parzialmente costruito nel 1984 dopo che l’armata indiana distrusse in parte l’edificio.

 

   Il Governatore di Lahore prese possessione del Tempio nel 1736. Bhai Mani Singh provò a tenere un Diwan (incontro di varie congregazioni) per la festa di Diwali che fu la data commemorativa della liberazione di Guru Hargobind dalla prigionia, nel tempio nel 1768, però purtroppo non riuscì nel suo intento e gli costò la vita. Lakhpur Rai, il comandante delle forze Mogul, occupò Amritsar nel 1741.

 

   Ahmed Shah Durrani, attaccò Amritsar il 10 di aprile, del 1762, danneggiò il Tempio e profanò la laguna. I Sikh si vendicarono il sacrilegio attaccando la stanca armata Mogul dalle retrovie.

 

   Il Tempio d’Oro è riguardato come un eccezionale esempio di “architettura Sikh”. Combina con i lineamenti Indù e Islamici. Il suo stile adattato con elaborazione dal disegno Mogul. Fra i suoi tipici lineamenti esterni ci sono quattro chioschi con ornamenti sugli angoli della base del Darbar Sahib. Invertiti e dorati fiori di loto formano la cupola. Sono state usate anche finestre di forma semi-esagonali con una bassa elisse che supporta il cornicione su apposite mensole. Gli archi sono arricchiti e incrostati di pietre semi preziose e fogliazione mentre i muri interni sono in più dorati e fogliate portando dei bellissimi affreschi usando la tecnica di Mohara Qashi.

 

   Il Tempio e le sue decorazioni, fu ristrutturato al tempo dall’Imperatore Ranjit Singh. Egli donò molti articoli preziosi. Il Tempio d’oro venne sotto protezione popolare nel novembre del 1920. Il recente ampliamento della terrazza (Parkarma) e lo sviluppo del Museo centrale Sikh si addizionò come attrazione del Tempio. Una ristrutturazione della laguna fu eseguita nel 1973. Una speciale celebrazione fu condotta al Darbar Sahib nel 1977 in occasione del 400esimo anniversario della sua fondazione, nella città di Amritsar. L’attacco dell’armata Indiana contro il Tempio d’Oro nel giugno dell’ottantaquattro lasciò delle cicatrici sulla super struttura.

 

90.  Che cosa è il movimento del Singh Sabah?

 

   L’origine del movimento del Singh Sabah giace nella realizzazione dei Sikh leader del 1870 che il Sikhismo era dominato da pratiche Indù e che si dovesse riformare d’accordo con gli ideali dei Sikh Guru. Il movimento reagiva anche al proselitismo di attività dei missionari Cristiani e quelli del movimento Indù Arya Samaj nel Punjab.

 

   L’immediata causa dell’inizio del movimento fu la decisione di quattro studenti della Scuola missionaria di Amritsar, all’inizio del 1873, di abbracciare la religione cristiana. Questo evento diede un duro colpo ai Sikh Leader. Loro riuscirono a persuadere questi studenti a cambiare la loro decisione e continuare a vivere come Sikh. Un incontro fu combinato con i Sikh leader, includendo prominenti “Giani” (studiosi dei principi filosofici Sikh e delle sacre scritture), e alcune sette ramificazioni del Sikhismo, come i Nirmala e Udasi, il luogo dell’incontro fu stabilito ad essere a Amritsar, il primo di ottobre del 1873. Come risultato di questa deliberazione, fu costituita una società di nome “Guru Singh Sabah” e fu registrata sotto un’esistente legge. L’obbiettivo del Singh Sabah era di propagare i principi del Sikhismo nella forma più pura, rimuovendo l’intoccabilità, eseguendo le cerimonie Sikh al tempo della nascita, del matrimonio e della morte, era di pubblicare letterature sulla storia della religione Sikh, per popolarizzare l’insegnamento del Gurmuki, così da richiamare gli apostati (i patit) e di provvedere con un’educazione sia secondaria sia superiore ai Sikh e agli altri.

 

   Il movimento ottenne un successo strepitoso e varie ramificazioni cominciarono a Lahore ed in altre maggiori città del Punjab. Sotto il comando di Bhai Gurmukh Singh, la lingua Punjabi e il Gurmukhi furono riconosciuti come soggetti di studio al livello universitario. Fu anche iniziato un settimanale Punjabi nel 1880 chiamato “Gurmukhi Akbar”. Cosicché, il Singh Sabha sorse in tutta l’India riconoscendo il lavoro di missionariato in tutte le aere incoraggiando gruppi di Ragi (pronuncia raghi) ( coloro che cantano gli inni del Gurbani in Rag) e predicatori ben addestrati.

 

   Il centenario del movimento del Singh Sabah fu celebrato nel 1973 dalla commissione del Singh Sabah Shatabti, in Amritsar. Ora ha una forma permanente ed è chiamato Kendri Siri Guru Singh Sabah con gli uffici principali in Amritsar e gli uffici amministrativi in Nuova Delhi. Ha anche aperto un ufficio regionale per i Sikh in Inghilterra. Un gran numero di Seminari sono stati organizzati su temi Sikh e convenzioni in tutta l’India. E’ stato prodotto un gran numero di letteratura in lingua Panjabi, esponendo le dottrine e le pratiche del Sikhismo. E’ stata lanciata anche una rivista mensile nella lingua Gurmuki chiamata Singh Sabah Patrika che espone le ipocrisie, le eresie, le maliziose criminalità degli attivisti della setta dei Nirankari. Si è iniziato una scuola di missionariato a Mehrauli che offre corsi di tre anni sul Sikhismo includendo Gurbani, Kirtan, Storia, Filosofia e Studi Comparativi di Religioni.

 

91.  Che cosa si conosce del Chief Khalsa Diwan?

 

   Nel 1873 nacque un movimento nel Punjab per proteggere il diritto dei Sikh e per mantenere il prestigio e la purezza della fede Sikh. Questo movimento faceva originalmente parte del Singh Sabah. Divenne necessario di avere un’organizzazione centrale per coordinare le attività locali del Singh Sabah. Una grande congregazione religiosa fu tenuta il 30 Ottobre del 1902, in Amritsar, a tale scopo. A questo incontro il “Chief Khalsa Diwan” fu formato. Fu registrato sotto l’Atto di Società Registrate del 1869, nel 9 di Luglio del 1904. Il fondatore del Diwan, Sir Sunder Singh Majithia raccolse intorno a lui zelanti collaboratori come Bhai Vir Singh, S. Harban Singh di Attari, S. Trilochan Singh e il direttore scolastico Jodh Singh.

 

   Il traguardo del Diwan si componeva di quattro sistemi:

 

(i)                Per promuovere l’economia sociale e sollevare il morale dei Sikh,

 

(ii)             Propagare il messaggio del Sikhismo,

 

 

(iii)           Rimuovere l’analfabetismo,

 

(iv)           Proteggere i diritti politici dei Sikh e assicurare a loro la correzione delle loro lamentele, con mezzi costituzionali. La costituzione del Diwan provvede per una larga basata presentazione ai quattro Takhat, il Singh Sabah e le associazioni missionarie.

 

   Il Diwan ebbe un successo considerevole nel campo culturale e educativo. La commissione educativa del Diwan cominciò nel Gennaio del 1908, che ebbe la sua sessione annuale della conferenza educativa dei Sikh di tutta l’India. Sotto la sua amministrazione, il Diwan ha un largo numero di istituzioni educative. Una larga percentuale letterale fra i Sikh, in un germogliare di sforzi educativi del Diwan. Ha ridotto molte lamentele Sikh contro la discriminazione dei Sikh nel servizio governativo.

 

I Chief Khalsa Diwan incoraggia attivamente la produzione di letterature Punjabi. La Sikh Track Society fu affiliata al Diwan. Prese una parte dominante nel movimento per il diritto religioso di indossare il Kirpan e l’Uchhut Udhar. Conduce anche l’orfanotrofio centrale dei Khalsa, l’ospedale Omeopatico, il Khalsa Parcharak Vidyalaya e l’ospedale Khalsa Tarn Taran. Esaminando nei passati registri, il Diwan provvede con un eccellente servizio al Panth.

 

92.  Che cosa si conosce sul Movimento di Riforma del Gurdwara?

 

   Verso la fine del 17esimo secolo, i Sikh sentirono il bisogno di catturare la gloria della fede Sikh seguendo le loro stesse tradizioni. Il movimento del Singh Sabah aveva preparato prima il terreno per un rinascimento del Sikhismo. Molti dei vecchi e storici Gurdwara erano sotto il controllo dei Mahant (preti missionari professionali). Loro usavano le offerte e le entrate per uso personale. La meta del Movimento di Riforma dei Gurdwara, Akali Lahar fu di liberare i Gurdwara dall’arbitrario controllo dei Mahan e riportali sotto il controllo popolare. Nel Governo e altri di cui un interesse legale, erano contro a questo movimento popolare. Cosicché i Sikh dovettero soffrire terribili sofferenze in ordine di migliorare l’amministrazione dei loro Gurdwara.

 

   Questo movimento popolare raccolse impulso con il predicare (Parchar) degli Akali. Fra l’altro, i principi democratici della religione Sikh, sotto gli stravaganti e immortali Mahant, il bisogno di rimuovere gli intoccabili e l’utilizzazione dei fondi dei Gurdwara per ragioni caritatevoli e educative, erano responsabili per l’interesse di massa.

 

   Forse il primo avvenimento che mira sull’attenzione pubblica sul bisogno di migliorare i Gurdwara fu il famoso caso di Rakabganj nel 1914. Il Governo aveva demolito parte di un muro del Gurdwara con ragione di costruire una strada. I Sikh, cominciarono un’agitazione per opporre questo piano; finalmente il Governo dovette interrompere il progetto per l’opinione pubblica.

 

   La “Lega Sikh” che iniziò nel 1919, aiutò il Movimento di Riforma dei Gurdwara. I Sikh praticarono una pacifica non cooperazione con il Governo. Le loro richieste popolari erano il controllo del Tempio d’Oro e del Khalsa College (Università Khalsa), a Amritsar. Il Governo trasferì l’amministrazione del Khalsa College alla Commissione Amministrativa Sikh. La conferenza fatta in Amritsar nel 1920 appuntò una commissione per l’amministrazione del Tempio d’Oro.

 

   Le tragedie di Nankana Sahib nel 1921, del Panja Sahib, Guru-Ka-Bagh e Jaito portò tante non contate miserie ai Sikh. Finalmente il Governo del Punjab diede accesso alle richieste Sikh e passò Il “Sikh Gurdwara Act” La legge dei Gurdwara, il 6 Luglio 1925. Finalmente, così, portando i Tempi Sikh sotto il controllo dei rappresentanti eletti.

 

93.  Che cosa si conosce sul Shiromani Gurdwara Parbandhak Commitee?

 

   Il Shiromani Gurdwara Parbandhak Commitee popolarmente conosciuto come SGPC, è un corpo statutario costituito sotto l’Atto della Legislatura del Punjab passata il 9 luglio del 1925. E’ investito con certi doveri riguardo all’amministrazione del Gurdwara, programmi educativi e la propagazione della fede Sikh. La sua Commissione Dharma Parchar significa specificatamente per la letteratura sul Sikhismo. Ha prodotto un numero di libri e tracce sul Sikhismo in Inghilterra e nella lingua moderna indiana.

 

   Lo SGPC controlla il tempio d’oro, e il Langar attaccato a questo, Guru Ram Das Niwas e l’Ospedale Guru Ram Das, a Amritsar. Amministra anche l’università Khalsa di Bombai, l’università di Mata Gujri, Fatehgarh Sahib, scuola Superiore Bhupindra Khalsa, Moga, Siri Guru Ram Das Khalsa Scuola Superiore, Amritsar e Guru Nanak Scuole secondarie per ragazze in Amritsar. Fra l’altro amministra il Shahid Sikh, Missione Sikh a Aligarh, Burhanpur e Hapur. Fra l’altro la SGPC ha sotto il suo controllo gruppi di Raghi e missionari per la propagazione della fede Sikh nel Punjab e nel U. P. Con interesse segue quegli agricoltori Sikh che si sono insediati in Ganganagar (Rajasthan) e in Terai (U. P.).

 

   La SGPC premia con borse di studio a quegli studenti che vincono la posizione primaria degli esami di cui competitività provvede ogni anno squadre e aiuti per Amrit Parchar. Ha recentemente stabilito un “Museo centrale Sikh” con dei vecchi manoscritti e dipinti sono esposti. L’Ithas gruppo di ricerche, è uno dei maggiori dipartimenti dell’istituzione centrale Sikh. Mantiene anche ricerche bibliotecarie sulla storia Sikh. Recentemente la SGPC prestò il suo supporto al movimento per la formazione dello stato del Punjab su basi linguistiche. Il governo centrale alla divisione linguistica del Punjab e del nuovo stato del Punjab fu formato nel Novembre 1966.

 

94.  Qual è il contributo dei Sikh alla lotta per l’indipendenza dell’India?

 

   La parte resa dai Sikh per abbattere il governo britannico fu significativo. Recentemente è stato stabilito che la prima e la seconda guerra Sikh furono fatte per prevenire l’aggressione inglese nel Punjab.

 

   Dopo la caduta del Punjab, i Sikh sentirono nostalgia per le glorie e raggiungimento del Governo Sikh di cui l’Imperatore Ranjit Singh. All’inizio del 1860 Baba Ram Singh, leader del movimento dei Kuka o Namdhari, alzarono il loro stendardo in rivolta contro il regime britannico. Più di 66 dei suoi seguaci furono macellati dai loro cannoni nel 1862.

 

   Nel Gennaio 1909 i leader indiani ebbero un incontro pubblico in Caxton Hall, in Londra, per celebrare l’anniversario della nascita di Guru Gobind Singh. Fu proclamato che i Sikh in tutto il mondo dovessero cominciare agitazioni per la liberazione dell’India. La risposta a questo, i Sikh dovettero incitare i paesi stranieri decidendo poi di continuare la lotta per la libertà. Nel 1913, più di 200 indiani, quasi tutti Sikh, fondarono il partito molto conosciuto del Ghadar Party in California per liberare l’India dall’oppressione britannica, per forza d’armi. Baba Gurdit Singh affittò una nave giapponese chiamata Komagata Maru nel 1913 e salparono con circa 300 indiani nazionali di Vancouver. I passeggeri non furono permessi di sbarcare sulla costa Canadese e furono soggetti a molti problemi. Dopo due mesi di sofferenza, i passeggeri furono fatti sbarcare a Calcutta. Spararono sulla processione e più di 20 Sikh persero la loro vita. Il resto dei Sikh furono arrestati e mandati nel Punjab.

 

   I Sikh ancora portavano rancore contro la persecuzione del generale O Dyer. Nel massacro di Jallianwallah Bagh del 1919 lasciò 400 vite Sikh sul selciato. I Sikh presero un ruolo maggiore nell’Armata Nazionale Indiana cresciuta da Subhash Chandra Bose nel 1942 per la liberazione della India. Il Generale Mohan Singh organizzò la popolazione Sikh in Malasia e prese parte all’espulsione delle forze Britanniche nel Sud-Est Asiatico. I Sikh presero parte attiva anche ad un movimento del 1942 di “Quit India” con riferimento ai Britannici ad andarsene. E’ quindi corretto di dire che il contributo dei Sikh alla lotta per la libertà fu sostanziosa e significante.

 

95.  Che cosa si conosce sulla fondazione “Guru Gobind Singh” in Chandigarh?

 

   La fondazione “Guru Gobind Singh” fu stabilita in Chandigarh nel 1965 per organizzare il 300esimo anniversario della nascita di Guru Gobind Singh. E per implementare un progetto in memoria del decimo Guru. Il Governo del Punjab donò 1.200.000 rupie, e altre donazioni furono raccolte dal pubblico, ambo per la celebrazione nel 1966-67 e stabilire così un’opportuna istituzione di buon uso. All’iniziativa della fondazione, le armi di Guru Gobind Singh furono ricevute dalla Gran Bretagna in Nuova Delhi il primo gennaio del 1966, e furono in mostra in varie parti dell’India.

 

    Il 300esimo compleanno di Guru Gobind Singh che cadde il 17 di Gennaio del 1967, fu celebrato dai Sikh in tutto il mondo. Speciali funzioni furono fatte alle Storiche Gurdwara e altri posti connessi con il decimo Guru. La Fondazione denominata G. G. S. fece pubblicare più di una dozzina di libri sulla vita e lavori di Guru Gobind Singh in Inglese e in Punjabi. Il Maggior Progetto e raggiungimento della Fondazione è qui sotto elencato:

 

(i)                Guru Gobind Singh Bawan, Chandigarh, costruì su un pezzo di terreno di quattro acri, una biblioteca, una libreria, un salone ad aria condizionata per ragioni multiple, e sale per diversi Seminari.

 

(ii)   Il Collegio Guru Nanak fu stabilito a Madras nel 1969 da borse generose   

       Furono raccolte dalla Fondazione.

 

(iii) La scuola Pubblica Di Guru Nanak, fu stabilita a Chandigarh al costo di otto

       Milioni di rupie.

 

(iv) Una casa per Scrittori chiamata “Vidyasar” al costo di quattro milioni e   mezzo di Rupie fu stabilita a Pronta Sahib (Himachal Pradesh), provvede una biblioteca e  una casa per ospiti per i più eruditi.  

 

             

 

(v)   La Fondazione provvede fondi per la costruzione di un Teatro Operativo nel  

  Ospedale “Ghani Khan Nabi Khan” a Machhiwara.

 

(vi)   La Fondazione ha preso una parte importante per la costruzione di un Teatro Operativo nell’Ospedale Ghani Khan Nabi Khan di Machhiwara.   

        

 

   Di volta in volta la Fondazione organizza Seminari e Conferenze sul Sikhismo, ospitando la “Conferenza Educativa Sikh di tutta l’India” nel 1981.

 

96.     Che cosa conosci sulla Fondazione Guru Nanak?

 

   La fondazione Guru Nanak fu iniziata nel 1965 per organizzare il quinto centenario delle celebrazioni della nascita di Guru Nanak che doveva iniziare nel 1969, e di promuovere gli insegnamenti di Guru Nanak. Il governo dell’India diede una speciale sovvenzione alla fondazione per mantenere l’istituto di religioni comparative Guru Nanak e il dipartimento di musica a Delhi, la fondazione sia Sikh che non Sikh come corpo governativo, consistente in 51 membri.

 

   La fondazione e il raggiungimento sono scritte sotto.

 

1.     Promuovere gli studi Sikh attraverso il Collegio Gurmat, Patiala,

di cui è affiliata l’Università del Punjabi, Patiala per studi religiosi.

 

2.     Registrazioni degli Inni di Guru Nanak in Raga classiche. Fin ora 8 registrazioni sono state rilasciate.

 

3.     L’autorità della biblioteca pubblica Guru Nanak per il beneficio degli studenti e del pubblico.

 

4.     Di volta in volta fare seminari sul Sikhismo.

 

5.  Aiuto finanziario per gli studenti lavoratori all’istituzione per il dottorato all’Università del Punjab. Borse di studio per ricerche degli studenti.

 

6.     La pubblicazione di più di 20 libri di Guru Nanak in lingua Inglese, in Indi e Panjabi.

 

7.     Una serie di conferenze al Guru Nanak Memorial: questa è la caratteristica per scolare i distinti che annualmente sono invitati alle conferenze che sono eventualmente pubblicate dalla Fondazione.

 

8.     La scuola interiore della competizione Gurbani e l’Università complimentata da competizioni.

 

9.     Preparazione per la storia dei Sikh.

 

10.   Pubblicazione del giornale biennale chiamato “Studi nel Sikhismo e religioni comparative”. Fin ora sono stati pubblicati tre libri.

 

11.   Lo stabilimento della biblioteca per referenze Sikh per collezionare i manoscritti e le date sotto la considerazione della Fondazione.

 

12.    Conferenze Internazionale su “Religione e Pace” fu organizzato dalla Fondazione e nel suo auditorio nel febbraio del 1985.

 

99.   Che cosa si conosce su Ipingalwara Amritsar?

 

   Ipingalwara letteralmente significa “Casa per disabili”. Tuttavia, questa istituzione raccoglie i bisognosi e gli handicappati, i pazzi e i malati terminali. Primariamente la Casa si occupa dei poveri, di coloro che sono senza aiuto.

 

   La promozione dell’Ipingalwara è Bhagat Puran Singh. Egli nacque a Lahore e usò il servizio di volontariato al Gurdwara  Dera Sahib. Egli dovrà pulire le strade di Lahore e cremare i corpi che non hanno avuto una proprietaria. Egli dovrà destituire e rendere gli ammalati agli ospedali per trattamenti.

 

   Dopo la partizione dell’India nel 1947, Bhagat Puran Singh iniziò un centro ad Amritsar. Primo, egli aveva qualche tenda da accomodare per i poveri e gli ammalati. Dopodiché egli comprò un pezzo di terra e costruì un edificio di tre piani per l’abitazione di 250 pazienti. I corpi non richiesti da coloro che morirono in Ipingalwara sono presi da medici locali per insegnare anatomia. Ipingalwara riceve denaro come sovvenzioni dal governo, il Gurdwara Shiromani Gurdwara Parbandhak Commitee Amritsar e istituzioni similari di beneficenza. I Sikh, sia in India che all’estero, raccolgono fondi e li mandano all’Ipingalwara. Bhagat Puran Singh è un’istituzione per se stessa. Egli è un Sikh dedicato che ricorda uno Bhai Kanhiya, un Sikh del Decimo Guru. Puran Singh, un vero Sikh di vecchie traizioni che ha vinto una stima pura per la sua umanità in tutta l’India. Egli è chiamato. Egli è chiamato da varie definizioni, come Madre Teresa del Punjab, il Santo barbuto di Amritsar, Bhai Kalhya del ventesimo secolo.

 

   Recentemente Bhagat Puran Singh ha avuto un premio in contanti di 20.000 Rupie dal Governo del Punjab ed egli ha donato questo premio in denaro all’ospedale del Pingalwara. Egli è speranzoso di portare il suo lavoro fino alla fine della sua vita. All’età di ottanta anni, egli si mantiene molto occupato al servizio fino a tarda notte. Egli non ha preoccupazioni per i fondi dell’istituto. Ugualmente egli dichiara: “Questo è il lavoro di Dio, io mi sento confidente che Egli ci osserverà e continuerà ad aiutarci”. Questo istituto è registrato come istituto di carità e continuerà a funzionare anche dopo che Bhagat Puran Singh sarà scomparso.

 

97.   Dai un cenno sui Sikh residenti all’estero.

 

   All’inizio del ventesimo secolo, molti Sikh migrarono nel British Columbia Canada per organizzare i prospetti della loro economia. Tuttavia un cenno sui problemi razziali, che loro incontrarono in vari problemi, più di tutti furono ingaggiati in falegnameria e come boscaioli. Qualcuno emigrò al Sud della California negli Stati Uniti. Iniziarono il loro lavoro come contadini e furono eventualmente concessi di comprare terra dopo la grande lotta. In qualsiasi parte loro andarono ad abitare, aprirono del Gurdwara per il beneficio dei visitanti e dei nuovi inquilini, questo anche era un centro per la comunità.

 

   Dopo la divisione dell’India nel 1947, molti Sikh migrarono dall’Ovest del Pakistan per sistemarsi in paesi differenti. I Sikh professionisti come dottori, maestri, professori e ingegneri si sistemarono nelle grandi città del Canada e Stati Uniti. Agricoltori sradicati dall’Est del Punjab furono al Nord della California e si sistemarono vicino a Stockton e Yuba City. Loro portavano anche i loro familiari e amici dalla regione del Doaba nel Punjab. Ora loro sono proprietari di grandi aziende e di orti in California.

 

   Nel 1969, Sardar Harbhajan Singh Puri di Nuova Delhi emigrò in Canada e fu susseguentemente buttato fuori dal paese, egli allora fu a Los Angeles e cominciò una classe di Yoga. Lì egli abilmente ottenne un gran numero di studenti americani interessati allo Yoga. Egli chiamò questo movimento 3HO che significa “Sano, Santo, Felice” (Healhty, Happy, Holy Organisation). Si sparse su tutti gli Stati Uniti e un gran numero di Ashram furono stabiliti. Molti Sikh Americani divennero i Khalsa di Guru Gobind Singh. Loro sistemarono le loro comunità in Ashram e parteciparono sia ad eventi culturali ed economici in importanti città. Il Sikh Dharma Brotherhood è il consiglio dei Khalsa per l’emisfero occidentale furono stabiliti per portare il messaggio del Guru nel Mondo Occidentale. Il numero degli Americani Sikh è continuamente in crescita.

 

   Originariamente i Sikh arrivarono in Gran Bretagna a studiare. Tuttavia dopo il 1947 i Sikh del Punjab emigrarono in gran numero al centro industriale di Londra. Birmingham e West Yorkshire per lavorare come operai e tecnici in fabbriche. Oggi i Sikh hanno la più grande concentrazione in Ealing, Southall e Eastham nella grande Londra. Adesso loro hanno più di duecento Gurdwara in Inghilterra, e qualcun altro sono diretti da una comunità che si chiama Ramgarhia ed altri. I bambini Sikh nati e educati in Inghilterra sono fra due culture, la cultura dei loro parenti e la cultura inglese. Questo ha un grande bisogno di educarli e nella loro eredità e tradizioni Sikh. Seminari, gruppi di discussione e letterature scritte in inglese sono un grande aiuto ai giovani Sikh per comprendere la loro religione e cultura. Durante gli ultimi dieci anni molti Sikh dall’Africa la maggior parte dal Kenya, Uganda e Tanzania si sono sistemati in Gran Bretagna e hanno preso vari lavori e qualcuno ha aperto dei negozi e dei supermercati. La popolazione dei Sikh oggi in Inghilterra è di 400.000 persone.

 

   Una terza concentrazione di Sikh all’estero si trova in Malasia e parte della frontiera dell’Est. Loro lavorano come dottori, avvocati, ingegneri, maestri, e arruolati nella polizia o nell’armata. Loro giocano un importante ruolo nella politica, economia e vita culturale e sociale nella città in cui loro vivono. In Malesia loro hanno Gurdwara in Kuala Lumpur, Serban, Berak, Penang, Kedah, Sarwak e altri posti. I Sikh sistemati in Tailandia, Singapore e Hong Kong anche loro hanno il loro Gurdwara lì. Loro donano liberamente a istituzioni di beneficenza. I Sikh in Singapore hanno eseguito un centro di ricerche Sikh al Gurdwara Katong. A parte di distribuire letterature Sikh, questo centro recentemente ha aiutato la pubblicazione dei libri sullo studio del Sikhismo, per il G. C. E. corsi di Cambridge. Due libri di teso furono pubblicati dal comitato di consulta Sikh e altri due testi saranno pubblicati per gli insegnanti abbastanza presto. In un seminario di una settimana per gli insegnanti, di studi sul Sikhismo fu eseguito in Singapore nel Settembre del 1985. Non è possibile numerare il raggiungimento dei Sikh in varie regioni. Il numero totale di Sikh sistemati all’estero è più di un milione. Loro sono leali ai paesi di cui sono residenti e guardano al Punjab e nelle loro stesse tradizioni, per na ispirazione spirituale.                 

 

 

V. SACRE LETTERATURE.

 

99.  Che cosa è il Gurbani?

 

   Le Sacre Letterature del Sikhismo si chiamanoGurbani” che significa la “Parola del Guru”, un messaggio cantato e messo nel reliquario del Guru Granth Sahib. Nel Sikhismo, il Guru significa la Parola e non il corpo fisico. Dio è rivelato nel Bani attraverso il Guru e sarà finalmente portato alla sua sorgente. Il Bani è il Guru e il Guru è il Bani, uno che spiega il Bani non può avere lo statuto di Guru. Egli è solo il maestro o il missionario. Qualsiasi composizione oltre che quelle fatte dal Guru e quelle approvate da loro non sono approvate dai Sikh.

 

   Qualche persona fa apparentemente contraddizioni sul Gurbani. Gli Inni sono stati scritti in differenti stadi per lo sviluppo spirituale. In un Inno Guru Nanak dice che lo sforzo individuale è possibile per realizzare Dio; in un altro Inno egli parla delle austerità e meditazioni non sono possibili senza la Grazia di Dio. Con l’intendimento e la pazienza, è possibile riconciliare il cosiddetto sforzo, ma dopo, si può vedere questo sforzo che per se stesso indotto ad assistere Dio. Senza il suo ordine Hukam è impossibile per l’uomo fare qualsiasi cosa. Lo sforzo di se stessi produce solo egoismo e anche frustrazione mentre l’umiltà è essenziale per vincere la Grazia Divina.

 

   Leggere il Gurbani richiede concentrazione e intendimento. Solo mormorare non da benefici. Il devoto deve meditare sul messaggio del Gurbani, solo questo lo può aiutare a eliminare la cattiveria della sua mente e dei suoi pensieri e far sì che si ottenga la purezza attraverso il Suo Nome. Il vero devoto beve il nettare perché gli da sia una soddisfazione interiore che la pace interiore. Il percolare del Gurbani nel cosciente interiore è così fruttifero com’è la pioggia stagionale campo arato. Guru Nanak dice: “Fa della barca il Nome Sacro, quindi con i remi della fede attraversa l’oceano dell’illusione”.

 

   D’accordo al Sikhismo Gurbani è la panacea per tutte le malattie umane e i peccati. E’ per l’individuo trovare quali inni o Salok piacciono a lui e relazionano con il suo bisogno spirituale. Egli si sente confortato dagli inni del Guru, egli dovrà capire che la meditazione è il suo bisogno spirituale.

 

 100.     Che cosa conosci sul “Guru Granth Sahib”?

 

   Guru Arjan compilò l’Adi Granth popolarmente conosciuto come il Granth Sahib che contiene gli Inni dei primi cinque Guru e Santi Bhagats dell’India Medioevale. Le scritture furono istallate nel Darbar Sahib nel 1604. Questa copia fu presa in possesso da Dhirmal, il figlio di Guru Har Gobind. Susseguentemente i Sikh ottennero con la forza la copia da Dhirmal e lo presentarono al Guru Tegh Bahadur, che, però egli lo ritornò a Dhirmal. Guru Gobind Singh dettò l’intero Granth a Bhai Mani Singh che incorporò gli Inni di Guru Tegh Bahadur, nel 1706 a Damdana Sahib. Al tempo della sua morte, Guru Gobind Singh conferì il mandatario del Guru al Guru Granth Sahib nel 1708.

 

   Il Guru Granth Sahib contiene 5894 Inni. E il più largo numero degli Inni di 2216 furono il contributo di Guru Arjan, dei 937 Inni di quindici Bhagats e undici Bhatts. Qui gli Indù, i Musulmani, i Bramini e gli Intoccabili, si incontrano alla pari. Dal punto di vista linguistico, è un tesoro dei vecchi “dialetti” Indù.

 

   La musica forma il basico delle classificazioni degli Inni. Loro seguono un sistema definitivo metrico. Il totale numero dei Raga sono 31. Sotto ogni Raga gli Inni sono arrangiati così: Chaupadas, Ashtapadas, quelli lunghi, Chands, Vars, e poeti di Bhagats. Il Guru Granth Sahib è scritto nello scritto di Gurmukhi e contiene 1430 pagine.

 

   Guru Arjan commentando la natura del Granth disse: “In questo piatto ci sono tre cose: Le Verità, l’Armonia e la Saggezza. Questi nomi stagionati di Dio che è il basico di tutto; chiunque lo mangi sarà salvato”. È un lavoro di ispirazione divina. È sia metafisico che etico nella sua realtà e immaginazione, mistico e filosofico. D’accordo al professor Puran Singh egli dice che le sue scritture sono per tutte le Nazioni. È una lirica di amore divino, di cui tutte le persone di tutta la terra e di queste gloriose forze liriche. Il Guru Granth Sahib è una Canzone, un’Idea e una Vita. Guru Arjan annunciò che il libro tradotto in lingue diverse perché le sue scritture sono universali. È un tesoro unico, una nobile eredità per tutta l’umanità.

 

101.   Che cosa si conosce del Dasam Granth?

 

   Guru Gobind Singh non fu la sola eccezione di soldato ma anche di genio creativo. Egli maestrava il Persiano, L’Indi, il Punjabi che lo aiutò a scrivere vari versi in differenti lingue e forme poetiche. Egli padroneggiò 52 poeti alla sua corte. Il più importante di questi fu Bhai Nandlal Goya e Sainapat.

 

   Il Dasam Granth compilato da Bhai Mani Singh dopo la morte di Guru Gobind Singh contiene più 1400 pagine in Brij Bhasha, Persiano e Panjabi i contenuti sono filosofici e autobiografici. I due temi principali del lavoro del Guru, autenticati lo descrivono come le lodi al Dio Uno e la forza della spada. I versi significano di muovere la gente nel tempo del patriottismo e fervore marziale. Le seguenti composizioni sono definitivamente scritte dal decimo Guru.

 

   Il Jaap Sahib: questo è una composizione unica nella varietà di misure metriche di cui lodano la caratteristica e la forza di Dio.

 

   Bachitra Natak: un dramma meraviglioso, un’autobiografia intima raccontando le missioni del Guru.

 

   Akal Ustat, Shabad Hazare, Tatees, Swayya: questi Inni illuminano le lodi all’Uno senza tempo e le frasi dicono e sono sopra sorprendentemente simili.

Qui c’è un esempio:

 

   “Come le onde che colpiscono le rocce,

 

Ritornano nell’oceano mischiandosi,

 

Così, da Dio vengono tutte le cose sotto al sole,

 

E a Dio ritornano, quando la loro razza è terminata”.

 

   Zafarnama: Questa epistola poetica in Persiano fu indirizzata all’imperatore Auranzeb e buttò luce sulla tirannia e fanatismo di cui il Guru era opposto.

 

   Ciò che impressiona il Dasam Granth è la sua eccellente forma poetica e tecnica nello scegliere le parole dell’epitome. Guru Gobind Singh anche quando la situazione sembrava essere disperata, dopo avere lasciato Anandpur non ebbe mai dubbi sulla vittoria e sulla sua fede in Dio.

 

“Con Te io vincerò tutte le avversità

 

Ma Senza di Te una vita di facilità è una vita di inferno”.

 

   La versatilità del Santo Soldato è composto dai versi di devozione dimostrando la ricchezza della sua mente, il suo ottenimento spirituale e eroiche grandezze.

 

102.  Qual è il valore letterario delle poesie del Guru?

 

   A parte dal misticismo e dalla profondità spirituale, la poesia dei Guru getta luce sulle situazioni dei loro contemporanei. Giace nella corruzione e nella degradazione della società di quei tempi e cerca il bisogno di riforma sociale e una crescente economia. Guru Nanak e Guru Gobind Singh sono tutti e due raccomandanti come un’amministrazione umana ai tempi del governante dell’India.

 

   Gli Inni dei primi cinque Guru, il nono e il decimo dimostrano un ammirevole uso del modo di parlare, a parte di quelle ricchezze e dolcezze metriche. L’immaginazione è utilizzata per semplificare i sottili pensieri e i concetti profondi. L’immagine fu presa dalla vita di tutti i giorni e da ricorrenze comuni. Il Guru fu amante della natura e come questo scrisse gloriose descrizioni di panoramica bellezza e cambiamento di stagione. Guru Nanak nel Barah Mah (i dodici mesi) paragona questi mesi come gli umori della natura alle condizioni interne dell’uomo. Arti è pieno di meraviglie.

 

“Il cielo è la volta celeste,

 

Il Sole e la Luna sono le lampade.

 

Le stelle luminose sono perle”.  (A. G. p. 663)

 

Le verità sono convenute attraverso accoglienze simili.

 

“Come i frammenti di un fiore e

 

La riflessione di uno specchio, così

 

Similarmente Dio vive in noi.

 

Cercalo nel tuo cuore” !  (A. G. p. 684)

 

“Il Sole è lo stesso, le stagioni sono molte come

 

Molti sono le vesti del Creatore”. Dice Nanak (A. G. p. 12)

 

Il Guru usa proverbi correnti di detti popolari per illustrare il loro fondamento delle

 

Idee e della spiritualità:

 

“Come il sogno della notte,

 

Così è questo mondo”.

 

“Come il bastone nelle mani di una persona cieca,

 

Così, a noi il Nome di Dio”.

 

   C’è, tuttavia, un attento di deliberazione nel rifinire o di abbellire il linguaggio. Sublimazione e idealismo sono stati presentati con semplicità anche negli analfabeti che possono capire la loro importanza. Gli Inni soddisfano la perfezione del raggiungimento spirituale. La poesia del Guru è in valutabile sia per il contenuto sublime che l’eccellente letteratura.

 

103.  Da la sostanza del Jap Sahib.

 

   Il Jap Sahib contiene tutto il basico della religione Sikh e della sua filosofia. Il tema è l’evoluzione della vita spirituale. È sviluppata sistematicamente.

 

   Nel primo passo, Guru Nanak definisce Dio e addiziona tutti i suoi contributi.

 

   L’obbiettivo della vita umana è l’unione con l’essere divino, e spesso chiamato Salvazione o Nirvana.  

 

   Questo raggiungimento attraverso arrendersi a se stessi e la sottomissione a Dio Hukam. Dio è manifesto nella Sua Creazione. La natura obbedisce alla Sua legge; come siamo saggi, dobbiamo obbedire alle Leggi Divine.

 

   Come può un devoto emergere nella divinità? Guru Nanak suggerisce che è nelle prime ore del mattino che il devoto deve meditare sul “Suo Nome” e lodare la Sua Grandezza. Il discepolo deve seguire le parole del Guru.

 

   Il primo modo è di ascoltare per Il Nome. Ascoltarlo attentamente il devoto diventa libero dai dispiaceri e dai peccati. Il secondo modo è il vero e la credenza ferma del “Il Nome”. Coloro che hanno fermamente la fede nel Suo Nome, non solo loro si liberano dal ciclo delle nascite e delle morti ma anche liberano gli altri. La creazione è il gioco di Dio. Qualche persona è occupata in buone azioni e buoni lavori, mentre altri sono occupati in crimini e peccati. Azioni sono seguite da reazioni. E come uno coltiva, così raccoglie.

 

   Il rimedio sovrano nel ricordarsi del “ Nome “ di Dio, come panni sporchi che sono lavati dal sapone, nello stesso modo, la cattiveria dell’uomo è lavata attraverso “Il Nome”. Dio è vasto e così è il Suo Universo. Nessun capo spirituale può indovinare la sua grandezza. Egli ha creato milioni di mondi e di stelle. E nessuno può visualizzare la sua infinità. Solo Egli conosce se stesso. Egli è la guida e il controllo su tutte le cose sotto le sue leggi. La conquista dell’ego di uno è sotto il controllo del sé, è il solo mezzo per emergere dall’anima individuale all’anima universale.

 

   Ci sono cinque stadi per la vita spirituale : Dharam Khand, Gian Khand, Saram Khand, Karam Khand e Sach Khand. Il progresso attraverso questa strettissima disciplina, nominatamente il controllo della mente sul corpo, senza paura, perseveranza ferma e costante ricordarsi del Nome per arrivare al traguardo. Il vero devoto ha il viso radiante, splendente con la Luce Divina, e loro portano pace e serenità ad un numero che non si conta di persone, tutti coloro che vengono in contatto con loro.

 

104.  Dalle susseguenze dell’Asa-Di-var.

 

Guru Nanak Asa-Di-var o la preghiera del mattino consiste in Sloka e 24 Pauri. Guru Ram Das aggiunse 24 Chhad (Quartini). Un’ode è una misura eroica e popolare nel Punjab. Questa particolare ode è cantata nelle prime luci del mattino in tutti i tempi Sikh. Qui Guru Nanak canta le glorie a Dio e il Suo Nome. Egli dettaglia il processo perciò un uomo ordinario diventa perfetto e servo di Dio anche se la grazia di Dio è essenziale e uno si sente che se lo merita;

 

   “Dio stesso modella gli uomini e li riporta alla perfezione. In qualcuno egli metti il latte dell’amore gentile, mentre ad altri mette il fuoco della passione. Qualcuno si corica dormendo sui cuscini, qualcun altro sta in piedi a guardarli dal di sotto, Dio rigenera coloro che Egli vede con grazia. (24)”.

 

   Gli ostacoli sul cammino della divinità come l’Ego, Ipocrisia e cattivi pensieri sono discussi in vari rimedi e suggerimenti.

 

   D’accordo al Professor Teja Singh, nell’Asa-Di-var assomiglia a un coro antico Greco. C’è una grande somiglianza sia nel Var che nell’Ode che sono cantati. “Si deve notare che ci sono 22 Var nel Granth, di cui tre sono incluse nell’Asa-Di-var, che sono di Guru Nanak. Molti Shabad sono interspaziali tra i Pauri e questo provvede sia per la variazione musicale che per il cambio di pensiero.

 

   Krishna Chavtanya, un musico indiano scrisse sull’effetto della cantilena dell’Asa-Di-var di cui sotto:

 

   “l’impatto musicale è come un palese canticchiare della cristianità europea. È la recitazione che ha preso il volo invece di essere un suono arabesco. La sua testura musicale, è completamente differente dal canticchiare. Questo è perché il canticchiare palese, come ai primi tempi dell’evoluzione della musica europea, sia il modello melodico di Asa-Di-var è derivato con semplificazione, di natura classica”.

 

   Noi capiamo il messaggio e sentiamo la melodia allo stesso tempo. Quando l’Asa-Di-var è cantata prima dell’alba, Amrit Vela è prodotto un sentimento e di riposo e di pace interiore.

 

   Il grammofono registra Asa-Di-var che è poi disponibile sul mercato. Quello più famoso è quello di Surjan Singh.

 

105.  Dai la sostanza di Anand Sahib.

 

   L’Anand Sahib (canzone della beatitudine) è un pezzo molto spirituale, musicale di Guru Amar Das che è un vero maestro. Qualche biografo ha provato a fare un pezzo storico dicendo che fu composto nel 1554 dopo la nascita di suo nipote chiamato Sidh-Yogi, di cui egli diede il nome di Anand. Questa storia è improbabile perché la composizione non contiene nessuna referenza ad eventi della nascita del bambino. Il tema è per l’uomo di ottenere il traguardo spirituale, nominatamente immergere nell’Essenza Divina.

 

   C’è uno sviluppo di pensieri nell’Anand. La prima stanza dice chiaramente che la causa della beatitudine è ottenuta attraverso il Guru. Il Guru sta per la rivelazione, Shabad o quegli insegnamenti mormorati come un mezzo al cammino spirituale. Non ci sono brevi pezzi o modi di ottenere la beatitudine? Il Guru menziona il problema che sta nella via del discepolo. Questi sono: ingegnosità umana, attaccamento alla famiglia, i tabù rituali, la conformità di tradizioni e convenzioni, l’opportunità a diventare un leader e il compromesso con i principi. Le stanze dal 6 al 20 trattano con queste ostruzioni.

 

   Qual è la fonte della beatitudine? Ci sono sottomissioni vere al comando del Guru. L’esecuzione di atti di carità e di azioni senza retribuzioni, l’associazioni con gente santa e ricordarsi del Santo Nome. Stanza 21 e 25 ci dice sulle persone orientate in Dio il Gurmukh che è radicalmente differente dalla persona egoisticamente mondana il Manmukh. Il discepolo segue i passi del Guru e canta le Lodi al Signore nella compagnia dei Santi o nella Santa Congregazione.

 

   La stanza dal 26 al 34 tratta con la tentazione del Maya, questo attanagliare dell’uomo verso la sua nascita. L’attaccamento ai suoi cari, immersione nella soddisfazione dei suoi desideri e l’incontro alle domande dei suoi familiari. Come può questa sete per queste cose mondane rimanere inestinte. Più ha, più vuole.

 

   Stanza dal 35 al 39 tratta con la funzione del corpo umano e gli organi sensoriali. Un corpo diventa benedetto se è devoto a Dio. Questo completa la ragione dell’uomo a venire in questo mondo. Gli occhi sono benedetti se loro vedono il Signore pervadere tutto l’Universo. Le orecchie significano per ascoltare la Verità e la canzone della Gloria di Dio. Se l’uomo dedica i suoi sensi per ottenere il traguardo, Dio apre a lui le porte dei Suoi Tesori. Egli può cantare la “Canzone della beatitudine” nella casa della sua stessa anima. Egli può ricordarsi che Dio è amato da Lui. L’ultima, la stanza numero 40 enumera i benefici di Anand. Elimina tutte le tensioni e dispiaceri. Coloro che cantano o che ascoltano con devozione, diventano purificati e liberati. La musica non suonata è la melodia del cosmo e quindi riconosciuta da loro con grande gioia. Queste anime nobili possono alla fine emergere nel Signore.

 

   L’Anand deve essere cantato nel Raga di Ramkalì per fare un pieno impatto. L’approccio intellettuale a questi concetti filosofici è intensificato con l’ascetismo delizioso della musica. Come questi 5 Inni musicali Panch Shabad sono menzionati, l’eco è nella memoria di uno, la verità vitale e i più grandi valori di Anand sono trasportati nel regno mentale della bellezza della beatitudine.

 

106.  Qual è la sostanza Sukhmani Sahib?

 

   Il Sukhmani Sahib è semplicemente il più popolare dei Bani (Preghiere) del Guru Granth Sahib, letteralmente “Sukhmani” significa qualcosa di cui da pace alla mente o è la pietra della felicità. Il traguardo Guru Arjan è di scrivere Sukhmani il salmo della Pace. Il lettore può sentire la composizione della mente a un senso di beatitudine interiore. Ogni persona che è stanca della vita o depressa da varie afflizioni ne deriverà una vera consolazione.

 

   C’è un grande sviluppo attraverso i 24 canti del Sukhmani. Nei primi tre canti, Guru Arjan dice che il vantaggio che la pratica del Nam è il ricordarsi del Nome Simran (ripetizione) è l’anello della catena con il divino, lo spirito di arrendersi, devozione e amore. “Il Nome” aiuta negli affari normali della vita, e avvia il progresso spirituale. Dal canto 4 all’11, Guru Arjan da una veduta sull’uomo di Dio. La potenzialità dell’uomo può essere rafforzata dalla Grazia Divina. L’uomo prende visione di Dio attraverso la compagnia dei Santi. L’uomo concentrato in Dio è vaishnavite, e la salvazione o il non toccare niente mistico. Egli è colui che esegue i doveri di una vita normale: “L’uomo illuminato da Dio vive come il loto, puro fra le impurità del mondo”. Tutti i cercatori in un punto o in un altro cercano l’aiuto di Dio e vanno a lui per forza e guida. Dal canto 12 al 20 menziona il processo di cui la grazia di Dio può essere meritata. La presunzione e la calunnia dei santi può portare le loro punizioni. Sono arrendere se stesso, uno può guadagnare i favori di Dio. Dio è la “Verità” e il Guru guida le vite dei discepoli nel giusto vivere. Il Guru può ispirare i devoti con l’amore del Nome.

 

   Gli ultimi 4 canti contenuti nell’esposizione di Guru Arjan del “Il Nome”. Il Nome copre sia l’aspetto personale sia impersonale di Dio. Dio trascende e purifica la creazione. Cantando il “Suo Nome”, da all’uomo una pace interiore e una guida spirituale. Alla fine il Guru enumera il premio di cui leggendo ilo Sukhmani Sahib può portare al lettore. Questi sono la bellezza, umiltà, saggezza e realizzazione a Dio.

 

   Il Sukhmani Sahib è considerato come la seconda espansione del “Mul Mantra”, la prima espansione essendo il Japji Sahib e la terza espansione si chiama l’intero Guru Granth Sahib.

 

VI,   Venerazione, Cerimonie e il Futuro.

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107.  Qual è il Nome della Cerimonia fra i Sikh?

 

   Le cerimonie sono rituali occasioni per mostrare l’affluenza o l’ego, ma attuano come ringraziamento alle preghiere, per qualsiasi occasione. Non c’è nessuna cerimonia al tempo della nascita del bambino o della famiglia Sikh, anche attraverso una procedura di sentimenti di gioia anche tra i più vicini familiari. Tuttavia, quando la madre e il bambino sono nella posizione di muoversi, diciamo qualche settimana dopo la nascita, la famiglia prende questa occasione per eseguire una cerimonia nominativa.

 

   Generalmente una data è fissata dai parenti, e i familiari e gli amici sono informati della data, tempo e quando. Generalmente la cerimonia prende posto in un Gurdwara. La famiglia prepara un po’ di Karah Parsad alla casa o come richiesto al Gurdwara per preparare tutto. La madre e il bambino sono portati al Gurdwara, la famiglia prende un Ramala che è in pezzo di tela di cotone d’alta qualità o una tela di seta di circa un metro quadro come regalo al Guru Granth Sahib e qualche dolce per la distribuzione alla congregazione. Il Granth o un membro adulto presenta il posto e con una ciotola piena d’acqua vicino alle sacre scritture. Egli mette qualche zolletta di zucchero nell’acqua e lo mischia il contenuto con un Kirpan, mentre recita i primi 5 Pauri di Guru Nanak del Japi. Qualche volta qualche inno può essere cantato ad essere la benedizione del nuovo nascituro. Quindi dopo una preghiera generale l’Ardas (supplica) è recitato chiedendo buona salute e una lunga vita per il bambino. Dopo Ardas un Inno è cantato per la madre e per i regali di meditazione di Gur-Sikhi, per lei e per il bambino qui sotto:

 

“O Figlio, questa benedizione è per tua madre.

 

Possa tu mai dimenticare il Signore dell’Universo neanche per un momento,

 

Possa il vero Guru essere gentile con te e

 

Possa tu ottenere l’amore per la società dei Santi”.  (p. 496)

 

   Dopodiché un Hukam (un lettore del Guru Granth Sahib) è fatta. La prima lettera della prima parola della lettura diventano le iniziali del nome del bambino. Per esempio se la prima lettera, letta è ‘S’, il bambino potrà chiamarsi Surjit Singh o Surinder Singh o qualsiasi altro nome che comincia con la ‘S’. Se il nuovo nato è una bambina il suo nome sarà ugualmente cominciando con la ‘S’ ma alla fine con “Kaur” al posto di “Singh”. Kaur significa Principessa, mentre Singh significa Leone. Quindi siamo un popolo di leoni e principesse. Dopo qualche goccia di “Amrit” o acqua dolce preparata prima, sono messe nella bocca del bambino, mentre l’acqua rimanente è bevuta dalla madre. La cerimonia termina con la distribuzione del Karah-Parsad ed è quindi posta il Ramala al Guru Granth Sahib. Qualche volta il Langar è servito a tutti i presenti, anche se questo non è obbligatorio.

 

   Nei casi in cui non c’è un tempio Sikh o dove il bambino non sono in posizione di essere rimossi, una cerimonia nominativa può essere fatta in casa. Amici e parenti sono invitati. Uno o più presenti reciterà uno o due Inni come menzionato sopra e offrire un Ardas prima di ogni scrittura Sikh del Guru Granth Sahib sarà eseguita. Ci potrebbe essere un Hukam da un Pothi o Gutka. Selezionando dal Gurbani o dagli Inni. Ci saranno delle ragioni d’accordo alla prima lettera letta negli inni, i presenti danno l’approvazione al numero di jaikara o i parenti possono scegliere il nome più tardi usando le lettere iniziali dall’Hukam. L’uso del nome di casta come Grewal, Arora prima o dopo del nome personale è scoraggiato nella religione Sikh. 

 

108.  Che cosa è il battesimo Sikh, Amrit?

 

  

   Il battesimo è necessario prima di associarsi al Khalsa Panth. Guru Gobind Singh iniziò la pratica con lo stabilimento dell’ordine dei Khalsa nel 1699.

 

   La cerimonia di Amrit (battesimo) è fatta alla presenza del Guru Granth Sahib. Cinque Sikh battezzati conosciuti con il nome pietoso sono chiamati Panj Piyaras, che portano tutti cinque i simboli, Kesh (capelli lunghi annodati sulla testa), Kanga (pettine di legno), Kachha (calzoncini), Kara (bracciale di ferro o di acciaio), e il Kirpan (spada). Ci si siede davanti al Guru Granth Sahib. Uno di questi cinque spiega i principi del Sikhismo a coloro che vogliono essere battezzati. Dopo che i candidati hanno accettato il significato, uno dei cinque offre un Ardas. Dopodiché questi cinque si seggono intorno ad un pentolone di ferro contenente acqua fresca e una quantità di dolci Botana. Loro recitano i cinque Bani: il Japji, il Jap, le dieci Swayyas, il Chaupai e l’Anand Sahib. Mentre si recitano queste orazioni qualcuno con una spada a doppio taglio mescola l’acqua, il Khanda, che è tenuta dalla mano destra. Quando la recitazione è terminata i cinque iniziati si alzano tenendo il pentolone in mano. Ognuno offre uno dei cinque Bani per il nettare già preparato.

 

   Come ogni candidato riceve cinque vasi ripieni di Amrit (acqua Santa) che egli beve gridando Wahe Guru Ji Ka khalsa Wahe Guru Ji Ki Fateh e l’Amrit è messo cinque volte negli occhi e cinque volte nei capelli della persona mentre egli ripete il saluto di cui sopra. L’Amrit rimasto è sorteggiato dai candidati e rimuove pregiudizi di casta. I cinque iniziati ripeto il Mul Mantra cinque volte, questo è ripetuto dai candidati. Dopodiché uno dei cinque spiega il voto della disciplina Sikh Rahat. I candidati riguardano se stessi come figli di Guru Gobind Singh e Mata Sahib Kaur. La loro casa è Anandpur Sahib. Devono astenersi dai 4 misfatti: la rimozione dei capelli, mangiare carne Halal, adulterio o l’uso del tabacco, uno dei cinque Panj Piyara offrono Ardas e un passaggio del Guru Granth Sahib. Coloro che adottano il Sikhismo per la prima volta ricevono un nuovo nome, terminando con il nome di Singh per l’uomo e Kaur per la donna. Tutti i Sikh battezzati mangiano Karah Parsad dallo stesso contenitore. Se un Sikh ha fatto qualsiasi dei quattro misfatti Kuraihts di cui si menziona sopra egli deve essere ribattezzato dopo una confessione e penitenza.

 

109.  Cosa è il matrimonio Anand?

 

   Anand forma il matrimonio dato dal riconoscimento del 1909 sotto l’Atto del Matrimonio Anand. È stato osservato già dai primi giorni del Sikhismo. I ragazzi e le ragazze Sikh sono sposati d’accordo a questa forma, quando loro diventano adulti e ottenere le responsabilità matrimoniali. Il matrimonio è generalmente è arrangiato e assistito dai parenti. Non c’è nessuno ostacolo tra il ragazzo e la ragazza che devono arrangiarsi per se stessi.

 

   La cerimonia matrimoniale è semplice ma impressionante. La sposa e lo sposo insieme con i familiari e amici formano la congregazione alla presenza del Guru Granth Sahib. Le persone in carica della funzione indirizzano allo sposo e alla sposa individualmente e spiegano loro i doveri della nuova vita in cui stanno per entrare. Il matrimonio Anand è sacramentato. Il Guru è testimone del matrimonio. Nessuno scritto o documento è necessario. Lo sposo deve essere fedele alla sposa, (Patipat Dharam, mentre la sposa deve promettere fedeltà al marito (Patipad Dharam). Il marito deve proteggere la vita e l’onore della moglie. Ella rimarrà contenta con suo marito e i trattamenti nella casa del marito. La coppia esprime il proprio consenso con l’inchinarsi davanti al Guru Granth Sahib. La sciarpa dello sposo è posta nelle mani della sposa. Il Granthi o una persona che conduce il matrimonio legge il lavan l’epitalamio di Guru Ram Das. Ogni stanza spiega in dettaglio i passi di sviluppo della vita e amore. Il primo stadio è eseguito dal dovere della famiglia e della comunità. Il secondo stadio è quello dell’amore altruista e della santa paura che provvede l’opportunità del servizio devozionale e il sacrificio, la disciplina ha bisogno di facilitare i sentimenti dell’entusiasmo. Anche i problemi provvedono l’opportunità per servizio e sacrificio, e sono quindi aiutati all’amore. Il terzo stadio è quello di distaccamento: Vairag. L’amore umano è soprasseduto dall’amore divino. Il quarto stadio è quello dell’armonia e dell’unione. La sposa e lo sposo sono completamente identificati con ognuno di loro.

 

   Dopo aver letto ogni stanza la coppia gira intorno al Guru Granth Sahib con lo sposo davanti e la sposa dietro, mentre la stanza è cantata in accompagnamento agli strumenti musicali. Dopo che il lavan è completato, l’Anand Sahib è letto. Finalmente Ardas dopo di cui Karah Parsad. La monogamia è praticata dai Sikh.

 

110.  Qual è la cerimonia della morte fra i Sikh?

 

   La morte di un Sikh, i suoi parenti e amici sono informati così loro possono unirsi nella cerimonia funeraria e qualsiasi giorno o data è fissata questa cerimonia. Nei paesi stranieri la data e l’ora è stabilita dalle autorità di cremazione. Quando la gente si raccoglie per il funerale, il corpo del morto è lavato e vestito con i cinque simboli dei Khalsa, e posto in un baldacchino di legno. Le persone formano una processione, cantano gli Inni e portano il corpo al posto di cremazione. Nel mondo occidentale ci sono autorimesse e la possibilità di guidare fino al posto della cremazione. Nessun pianto o grida o picchiarsi il petto è permesso perché la morte è una fine naturale per tutte le persone. Dopo che il corpo arriva al posto di cremazione il Kirtan Sohila è recitato, giacché ha un significato speciale in questo tempo. Il Guru dice:

 

   “Questa stessa chiamata va in tutte le case ogni giorno;

 

   Così ricordati il Signore che chiama, O Nanak;

 

   Il giorno è quasi terminato per tutti noi”. (p. 12)

 

Quindi Ardas la preghiera generale di supplica è recitata, questo cerca la benedizione per la persona che è partita. Allora il familiare più vicino al defunto accende la pira funeraria, sia di elettricità o gas, qualsiasi che è usato per la cremazione. Quando le ceneri sono raccolte loro devono disporle gettandole nell’acqua corrente o nel mare. Nessun monumento ne memoriale può essere eretto sul posto dove gli ultimi resti del defunto sono disposti.

 

   Dopo la cremazione, familiari e amici ritornano alla casa del defunto. Lì loro si bagneranno e generalmente cominceranno un Sahajdhari Path per il beneficio del morto e della sua famiglia. Questo completa l’avventura della scrittura che è fatta dai familiari e amici della famiglia; qualche volta pathit sono ingaggiati nel caso di bisogno. Generalmente sia al mattino che di sera, Kirtan e Katha sono eseguiti e quando un Sikh muore per nessuna causa di afflizioni o dispiaceri, uno si sottomette al volere di Dio. Coloro che hanno vissuto una vita pura non hanno paura della morte. Kabir dice:

 

“La morte di cui l’uomo ha paura non mi da nient’altro che gioia”!

 

   È attraverso il cancello della morte che uno si unisce con il Signore della Beatitudine”. (p. 1365)

 

   Il cammino delle sacre scritture dovrebbe essere completato nel giro di nove giorni. Al decimo giorno, i familiari e gli amici della famiglia si incontrano per il “Bhog” (cerimonia religiosa) di cui cantano gli Inni e le prime cinque pagine del Guru Granth Sahib sono letti. Dopo il Bhog, Ramkali Sajh è recitato per il beneficio della famiglia e del defunto. Il Guru enfatizza il ricordarsi del Nome di Dio che significa la consolazione per la famiglia benemerita. Dopo Arda un’Hukam, Karah-Prasad. Qualche volta il Langar è anche servito anche se non è obbligatorio. Regali sono anche a volte distribuite per i nipoti e sono organizzate donazioni per scopi di carità e organizzazione religiosa.

 

   Qualche volta una piccola cerimonia è fatta per marcare l’occasione. Questo si chiama Dastan-bandi (il legare del turbante). Le persone più anziane della famiglia si dichiarano come capi della famiglia e danno cerimoniosamente un turbante. Questo è un mezzo per nuova responsabilità per seguire strettamente la famiglia e ciò che apparteneva alla persona scomparsa. Ora è riguardato come il maggior della famiglia responsabile della crescita dei figli e della famiglia.

 

111.  Descrivi il Tempio d’Oro.

 

   Guru Nanak cominciò la prima assemblea Sikh a Kardarpur nel 1521. Questo fu l’inizio della congregazione religiosa chiamata Dharamsala. Al mattino e di sera i discepoli di Guru Nanak formano un Sangat (congregazione) e Inni furono cantati dal Guru e Mardana dopo il coro di tutti i presenti. Più tardi queste sezioni furono fatte nella casa dei seguaci del Guru. Guru Angat addizionò un’altra attività alla routine di lavoro insegnando Panjabi e Gurmukhi. Questo fu chiamato Pathshala. Qui i bambini si raccolgono e imparano a scrivere gli Inni. Guru Amar Das estese la mensa gratuita. Il quarto Guru stabilì un centro ideale di lavoro a Amritsar, mentre il quinto Guru costruì l’Harmandar Sahib, comunemente chiamato Darbar Sahib e anche Tempio d’Oro. Quasi tutti i Guru fecero dei Gurdwara sia quando loro incontrarono gruppi di discepoli. Questi tempi vennero chiamato Gurdwara che significa “La Porta del Guru o la Porta all’Infinito. (La Coscienza di Dio).

 

   Un tempio Sikh, oggi non è solo un posto di venerazione ma anche un centro comunitario. Il Gurdwara è usato per eseguire nascite, matrimoni e morti come cerimonie dei Sikh. Le Sacre scritture chiamate Guru Granth Sahib contengono composizioni musicali dei primi cinque Guru, del nono Guru e santi dell’India medioevale, Bhagat sia Indù che musulmani. È tenuto nel posto centrale con una piattaforma rialzata e sotto un baldacchino. Un uomo è seduto dietro il Guru tenendo in mano un Chauri (che è fatto di piume di uccelli) che egli ondeggia sopra la rispettosa parola del Guru. I discepoli si seggono sul tappeto, uomini da una parte e donne da un’altra. Loro ascoltano i musici e i discorsi fatti da questi. Il più importante tempio Sikh è l’Akal Takhat Amritsar, Kesgarh Sahib, Ananpuur, Patna Sahib, Hazur Sahib, Nanded e Damdana Sahib.

 

  Il festival di Sikh di Diwali, Baisakhi e Gurpur sono celebrati in tutti i Gurdwara. Quindi le sezioni sono lunghe e molto attese. Letture speciali sono arrangiate per spiegare all’udienza il significato degli eventi storici. A parte dalla cucina e dalla mensa ci sono camere a parte per far accomodare di viaggiatori e visitatori. In qualche tempio c’è una biblioteca e una sala di lettura, un museo Sikh e una scuola. Il progetto del benestare sociale è come vedove, orfanotrofi, cliniche che vanno con i fondi di gurdwara. Il Gurdwara è diretto da una commissione eletta dalla congregazione, d’accordo e registrato come costituzione. Queste elezioni sono fatte annualmente.

 

   I tempi storici in India seguono un certo disegno di architettura chiamato Indo-Sarsenic. I tempi nei paesi stranieri possono anche essere in edifici. Qualche Gurdwara in Gran Bretagna hanno comprato chiese da Cristiani e le hanno cambiate e quindi alterando la necessità del loro bisogno. Usualmente c’è una grande bandiera chiamata Nishan Sahib che copre con tela gialla che è la bandiera dei Sikh.

Un tempio Sikh è aperto a tutto il popolo qualsiasi religione e razza.

 

112.  Descrivere come pregano i Sikh.

 

   Generalmente un tempio Sikh, Gurdwara, rimane aperto durante il giorno cosicché i discepoli possano seguire i servizi fatti nel giorno, uno nella mattina e l’altro di sera. Nel mattino Asa-di var è cantato e recitato. Questo è seguito da Anand Sahib, l’Ardas (supplica) e Hukam (apertura casuale delle sacre scritture e leggere), quindi segue la distribuzione del Karah Parsad, una specie di budino consacrato fatto di farina, burro e zucchero, in tre parti uguali. Alla sera, Rehras e Chaupai sono recitati dal Granthi che legge scritture o dalla congregazione Sangat. Dopodiché qualche Inno è cantato dai Ragi (musici) o recitato dal Sangat. Dopo un Ardas e un Hukam Karah Parsad e quindi distribuito a tutti, il Guru Granth Sahib è cerimoniosamente impacchettato e portato in un posto speciale per la notte.

 

   Uno speciale festival come Gurpurbs (festival del Guru) giorni commemorativi della nascita, ascensione, anniversario della morte, o altre occasioni speciali dell’Akhand Path (continuazione della lettura delle sacre scritture per circa 48 ore letta da lettori) dopodiché Ardas è offerto. Tutto questo è seguito da un programma di Kirtan e Katha. In queste occasioni il Langar è aperto durante il giorno a tutti.

 

   Generalmente i Sikh si bagnano di mattino e prima di andare al Gurdwara. Si tolgono le scarpe al cancello, quindi si lavano le mani e i piedi se c’è un posto per farlo. Quando entrano nella sala più grande, loro si inchinano davanti al Guru Granth Sahib e fanno un’offerta in denaro o qualsiasi cosa che può essere di servizio al Gurdwara come mandorle, riso, farina, burro. Qualsiasi non Sikh dovrà coprirsi la testa con un berretto o un fazzoletto che usualmente è fornito dal Gurdwara. Loro non dovranno portare nel locale nessuna forma di tabacco, alcol o narcotici, dentro al tempio o ciò che è proprietà del tempio. La congregazione siede sui tappeti con le gambe incrociate e l’uso di sedie non è permesso. In qualche caso le persone ammalate o vecchie è possibile metterli sui cuscini per il loro conforto. Non c’è un prete nel Sikhismo ma per il beneficio della congregazione, Granthi o Sewadar può essere ingaggiato per leggere le Sacre Scritture, eseguire cerimonie o fare il Langar. Molte volte musici professionisti chiamati Ragi cantano gli Inni dalle Sacre Scritture nella forma musicale Raga, (modello melodico), e Talas (ritmo), accompagnati da armonio e tabla (un paio di tamburi). In assenza dei musicisti, la congregazione canta gli inni in coro.

 

113.   Qual è il posto della musica sacra, Kirtan, nel Sikhismo?

 

 

   La musica sacra, Kirtan, significa “ cantare le lodi a Dio". È una musica devozionale. Generalmente nel Gurdwara i musici cantano soli o con il Sangat e ripetono la linea che il musico canta prima e il Sangat lo ripete in coro. Questi Inni congregazionali cantano e hanno un effetto calmante sulla mente. La musica sacra Sikh Gurmat Sangeet cade in due categorie; musica classica e musica folkloristica. La musica classica è principalmente di ornamento diventa musica devozionale. La musica folkloristica include quei Vars e ballate in forma di lodi a Dio.

 

   I Sikh Guru rispettivamente composero Inni ad essere cantati d’accordo a certi passi musicali. Questi passi furono eseguite di un contenuto di spirito degli Inni. Il modo migliore di cantare questi Inni è di seguire il loro Raga e d’accordo con le annotazioni musicali. I Sikh Guru hanno armoniosamente creato poesie e caratteristiche del Raga. 31 Raga differenti sono stati usati nel Guru Granth Sahib.

 

   Guru Nanak incoraggia i suoi discepoli di praticare il canto degli Inni all’alba, perché in quel periodo del giorno, tutto è quieto e la mente è recettiva alla soffice musica e mentre tutt’intorno, l’atmosfera è completamente ferma. Questo aiuta all’assorbimento della forza di guarigione il Nam. D’accordo al Guru Kirtan è il cibo per l’anima. È un tesoro permanente di cui nessuno può togliere. Chiunque esegua Kirtan o lo ascolta, si avvicina a Dio. Questi problemi e miserie diminuiscono e la loro mente guadagna pace e equilibrio.

 

   Guru Nanak incoraggia il suo compagno Mardana di fare Kirtan in tutto il tempo. Guru Amar Das volle il Sangat di associarci al Guru cantante. Attraverso questi cantatori professionali, la migliore Kirtan è uno in cui l’intera Sangat canta in coro, quindi tutti si associano al cibo divino di cui uno ha bisogno. La preghiera Sikh dà forza a cantare le lodi a Dio.

 

   Per i Sikh la lenta e profonda tensione nella loro musica devozionale piace all’anima come una gentile goccia di pioggia, piace alla terra secca. L’anima beve il nettare musicale e immerge se stessa nel Nome Divino. La musica devozionale in India non offre mai ad arrivare alla presente altezza, ma per l’impatto degli Inni del Guru Granth Sahib.

 

114.  C’è un’organizzazione per preti nel Sikhismo?

 

   Guru Amar Das organizzò la propagazione della fede Sikh. Egli divise il Paese in 22 diocesi, Manji di cui incaricò un devoto Sikh. Kirtan giornalieri furono eseguito dalla congregazione (Sangat). Il Guru stesso addestrò molti missionari viaggiatori, incluse donne e loro furono messe in differenti parti dell’India per insegnare il Sikhismo.

 

   Questi missionari, furono chiamati Massand e collezionavano le offerte dai Sikh per il Guru, qualche volta utilizzando questo denaro per uso personale. Eventualmente loro divennero così potenti che un gruppo separato cominciò a molestare i poveri e gli innocenti Sikh. Loro giravano come Jagindar e Zamindar, con grande pompa accompagnati dai loro servitori.

 

   Guru Gobind Singh ricevette i segnali di soddisfazione in riguardo alle brutte azioni di questi Massand e dai Sikh diffidenti in differenti parti dell’India. Investigò queste accuse contro di loro. I colpevoli furono puniti e l’ordine del Massand fu abolito.

 

   Dal tempo che ci fossero stati dei preti professionisti, in qualsiasi forma sui Sikh. L’idea clericale è opposta al secolarismo, di differenti moralità e persone della chiesa che non hanno un posto nel Sikhismo. Non c’è ne una gerarchia ne di monaci. Il Sikhismo non prescrive una veste particolare o uniforme per i Santi. Non rinforza il voto del celibato. Nei suoi tempi uno poteva eseguire il servizio dei Kirtan o dei Katha. La persona conosciuta come Granthi è semplicemente un lettore del Guru Granth Sahib. Egli è un Pathi. Il gruppo del Kirtan generalmente consiste in amatori. Anche coloro che sono professionalmente addestrati a cantare non possono essere preti, perché non c’è nessuno ufficio o designazione.

 

   Alle donne è permesso prendere parte al Kirtan o del Katha in termini uguali come gli uomini. Loro possono partecipare in tutte le cerimonie come battesimi, matrimoni e funerali quando la lettura del Guru Granth Sahib sono comunemente usate in tutte le funzioni.

 

   Non è generalmente capito che tutti i Sikh hanno il sacro dovere di provare a impartire il conoscimento della loro religione (al resto del mondo).

 

115.  Menziona le più importanti festività Sikh.

 

   Le festività Sikh sono molte, per esempio come un compleanno, accensioni, la morte e l’anniversario del Guru, in più altri eventi speciali. Ci sono anche festività locali come Maghi (celebrazioni di Mukatsar nel Punjab), Holla Mahalla (celebrazione a Anandpur e Fateh Garh Sahib). Tuttavia ci sono cinque festività molto grandi di cui sono celebrate dai Sikh in tutto il mondo. Queste festività non significano solamente per intrattenimento, il piacere del cibo, ma sono occasioni per ravvivare e dedicazione ai principi e pratiche del Sikhismo. Queste celebrazioni sono aperte a tutte le donne senza distinzione di casta, credo o coloro e prendono forma in venerazione devozionale attraverso Kirtan (canto degli Inni), Katha (discorsi o letture) e Ardas (supplica), Karah Parsad (cibo consacrato) e Langar (cibo gratuito nella mensa comunitaria).

 

   I) Compleanno di Guru Nanak: Guru Nanak è il fondatore della religione Sikh. Nacque il 20 Ottobre del 1469 a Talwandi, ora in Pakistan. Attualmente il compleanno varia, d’accordo alle date della Pikrami Sambat. Le celebrazioni generalmente sono di tre giorni, anche in piccoli villaggi o Gurdwara, ci sono celebrazioni di un giorno del compleanno attuale. Due giorni prima del compleanno, un Akhand Path (continua lettura del Guru Granth Sahib che occupa tutte le 24 ore, da lettori chiamati pathi) sono fatte nel Gurdwara. Un giorno prima del compleanno una processione organizzata, attraversa il paese, capeggiata dai Panj Piyara (i cinque Khalsa) e il Palki (baldacchino del Guru Granth Sahib seguito da un gruppo di cantanti che cantano gli Inni, e una banda con differenti toni e gruppi di discepoli che cantano in coro. Il giorno attuale del compleanno, un Diwan (sessione religiosa) inizia presto di mattino alle 4: 00 circa, con il canto di Asa-di-var (preghiera mattutina), seguito dagli Inni delle Scritture. Quindi è seguito dal Bhog (la lettura delle ultime cinque pagine) e dell’Akhand Path, dopodiché Kirtan e Katha, poi le letture e recitazione di poemi in lode al Guru. Queste celebrazioni vanno fino al tempo di pranzo, quindi il Langar è servito a tutti.

 

   Qualche Gurdwara tiene anche servizi notturni. Cominciano subito dopo il calar del sole, quando si legge Rehras e Chaupai, sono recitati. Quindi questo è seguito dal Kirtan fino a notte fonda. Qualche volta è eseguito un Ravidarbar (un simposio poetico), per far sì che i poeti paghino il loro tributo al Guru nelle loro stesse parole. Circa alle 1:20 a.m. (l’attuale compleanno di Guru Nanak) la congregazione canta le lodi al Guru e recita le sante parole. La funzione finisce verso e 2:00 a.m.

 

   II)  Compleanno di Guru Gobind Singh: è il decimo Guru dei Sikh. Egli nacque a Patna il 22 Dicembre del 1666. Le celebrazioni sono simili a quelle di tre giorni di cui è il compleanno di Guru Nanak. Questi Sikh non possono associarsi alla celebrazione principale per qualche ragione di vivere in posti dove non c’è un tempio Sikh, quindi tengono una celebrazione nella loro stessa casa e eseguono Kirtan per se stessi, Ardas e distribuiscono Kirtan, Ardas e Karah Parsad.

 

   III)  L’istallazione del Guru Granth Sahib come permanente Guru.

 

Tre giorni prima di morire, Guru Gobind Singh conferì il perpetuo Guru a Guru Granth Sahib il 3 Ottobre 1708. La scrittura Sikh è anche chiamata “Undicesimo Guru”. In questo giorno speciale è fatto un giorno di celebrazioni con Kirtan, Katha, lettura Karah Parsad e Langar. I Sikh quindi dedicano se stessi a seguire gli insegnamenti contenuti nel Guru Granth Sahib. In tutti i tempi Sikh, il Guru Granth Sahib presiede e tiene il posto più preminente. In qualche Gurdwara, un Akhand Path è letto come parte della celebrazione.

 

   IV)  Baisakhi: questo è il compleanno dei Khalsa (i Puri). Guru Gobind Singh cominciò la fratellanza dei Khalsa con il suo battesimo del ferro il 30 Marzo del 1699. Questo giorno di celebrazioni fu fatto nel Gurdwara dove Kirtan, Katha, lettura e Karah Parsad, Ardas e Langar. In più la cerimonia di Amrit è fatta e Amrit è dato a tutti coloro che offrono se stessi per il battesimo. I Sikh dopo aver preso Amrit, sono chiamati Khalsa. In quanto i Gurdwara, Akhand Path è eletto come parte della celebrazione.

 

   V)  Diwali: la celebrazione Diwali è considerata come una festività Indù, perché Guru Har Gobind ritornò ad Amritsar in questo giorno del 1620 dopo il suo rilascio dalla prigione di Gwalior. Questo giorno di celebrazione è fatto con Kirtan, Katha, letture, Karah Parsad, Ardas e Langar nel Gurdwara. Diwali significa “La Festa Della Luce”. Così nella sera, tutto è illuminato con fuochi d’artificio. Sia nel Gurdwara e sia nelle case dei Sikh per esprimere la loro gioia e il ritorno del Sikh Guru il Siri Akal Takhat (il Trono dell’Uno senza Tempo) in Amritsar.

 

   Fra l’altro il più delle festività di cui sopra, celebrazioni sono fatte nell’anniversario del martirio di Guru Arjan, e il martirio di Guru Tegh Bahadur nell’inverno in tutti i tempi Sikh.

 

116.  Quali sono i seggi di autorità (Takhat) nel Sikhismo?

 

   ‘Takhat’ che letteralmente significa il Trono o il Seggio di Autorità è il risultato della crescita storica del Sikhismo. Ci sono 5 Takhat. Il primo e il più importante fu stabilito da Guru Har Gobind nel 1609, ed è chiamato “Akal Takhat” (il Trono del Dio senza tempo). È situato al cancello opposto dell’Harmandar Sahib, Tempio d’Oro Amritsar. Il Guru lo stabilì perché egli pensava che le cose secolari e politiche dovrebbero essere considerare non nel Tempio d’Oro che significa puramente per la venerazione di Dio. Qui il Guru teneva la sua Corte e decideva le cose di strategia militare e politica. Più tardi, i Sikh Commonwealth (Sarbat Khalsa) presero decisioni in materia di pace e di guerra e qualsiasi disputa fra i vari gruppi Sikh. I cantatori Sarangi cantavano le ballate dei Guru Sikh e i guerrieri di questo posto che gli furono date le vesti d’onore (Saropa) e furono premiate quelle persone che resero un distinto servizio alla comunità e agli uomini in generale.

 

   Il secondo seggio di autorità chiamato “Takhat Siri Patna Sahib”. Guru Tegh Bahadur visse con la sua famiglia lì nel 1665. Qui, nacque Guru Gobind Singh. L’edificio che fu parzialmente danneggiato dal terremoto del 1934 fu ricostruito. Qui sono preservati i relitti di Guru Gobind Singh compresa la sua sella, le sue armi e le sue proclamazioni.

 

   Il terzo seggio di autorità è chiamato “Takhat Siri Kesgarh Sahib” nella città di Anandpur, che fu fondato dal nono Guru nel 1665 ma il Takhat quindi dà un’importanza alla creazione dei Khalsa da Guru Gobind Singh nel 1699. Il santuario contiene cose storiche come per esempio la spada a doppio taglio chiamata Khanda di cui il Guru mischio l’Amrit (acqua per il battesimo) e anche un numero di armi del decimo Guru. Durante le festività annuali, battaglie combinate fra i gruppi Sikh sono fatte qui. Questo è chiamato Holla Mahalla, una festività dei Sikh.

 

   Il quarto seggio di autorità è “Takhat Siri Huzus Sahib”. Fu in questo posto dove Guru Gobind Singh morì nel 1708 che è situato nello stato Nanded nel Maharashtra. Maharaja Ranjit Singh rinnovò il tempio e provvide a fare la sua cupola con foglie di oro puro, con un altissimo costo di decorazione. Il Takhat mise in mostra le armi di Guru Gobind Singh e altri relitti delle festività Sikh. Qualche copia di manoscritti del Dasam Granth si poteva incontrare lì.

 

   Il quinto seggio di autorità è chiamato “Takhat Damdana Sahib”. Questo posto ha una grande importanza nei lavori di letteratura di Guru Gobind Singh che fece durante il suo stare nel 1706. Qui il decimo Guru preparò l’edizione autentica dell’Adi Granth, di cui egli diede la successione perpetua in questo tempo della sua morte. Il Guru lo riceveva alla sua corte per più di nove mesi e impartì addestramento nell’arte della guerra e pace ai suoi discepoli.

 

   I cinque Takhat hanno autorità nelle rispettive giurisdizioni, e raccomandano il castigo per specifiche offese religiose chiamate “Dankha”. La routine giornaliera della preghiera è seguita da vecchie tradizioni. Solo i migliori dei Sikh sono selezionati come capi (Jathedar) di questi cinque Takhat.

 

117.  Spiega la procedura e il significato di Gurmatta (decisioni del Guru).

 

   Gurmatta o decisioni del Guru è una risoluzione speciale passata dalla personalità corporale della comunità Sikh. Ciò si svolge come segue:

 

   I) Gurmatta può essere solo preso come uno dei 5 Takhat nella presenza de Guru Granth Sahib.

 

   II) “I Cinque Amati” (Punj Piara) include il capo (Jathedar) sono selezionati per partecipare a base di meriti, pietà e vivere religiosamente.

 

  III) Le persone presenti non devono avere inimicizia contro nessun altro e devono dichiarare la loro imparzialità; le differenze personali non possono essere qui espresse.

 

  IV) Il soggetto deve concernere a tutta la comunità Sikh e non deve appartenere a nessun gruppo o partito Sikh. 

 

   V) Il Gurmatta deve essere unanime; non c’è nessuna questione di vedute maggioritarie.

 

   VI) Il Gurmatta è incollato a tutti i Sikh; quindi loro devono rispettarlo e implementarlo, anche se loro non sono a favore.

 

   Così, essenzialmente, il Gurmatta è “La decisione del volere collettivo della comunità Sikh”. È in questo simbolo e forma dell’autorità suprema del Panth. Alla sanzione del Guru Granth Sahib e l’intera comunità Sikh. La soluzione di questo nuovo problema affacciato alla comunità può essere cercato attraverso l’istituzione di Gurmatta.

 

   Una delle più importanti Gurmatta passata nel 1747 fu la nomina di Sardar Jassa Singh Ahluwalia come comandate del Dal Khalsa contro le forze di Ahmed Shah Abdali. Nel dicembre del 1920, Gurmatta fu passata per liberare i Gurdwara Sikh dal controllo di proprietà e portarli sotto l’amministrazione popolare. Gurmatta è preso in caso di emergenza o quando una crisi si affaccia sulla comunità Sikh in generale.

 

118.  Dai un breve accenno sugli studi Sikh.

 

   Gli studi Sikh e nel largo censo significa la letteratura creativa sui Sikh e la loro Storia, Filosofia Sikh, Cultura e Belle Arti. Questi studi possono essere divisi in cinque sistemi.

 

   Storico,Teologico, Istituzionale, Culturale e pratico. Gli studi storici coprono le vite dei dieci Guru (1469-1708), la persecuzione dei Sikh nel XVIII secolo e la crescita del Missals. Il governo Sikh sotto l’imperatore Maharaja Ranjit Singh e i suoi successori (1800-1849), Punjab sotto il dominio britannico (1849-1947), indipendenza del periodo di indipendenza (1947 ad oggi). Il precedente periodo include anche gli studi che i problemi dei Sikh sia in India che all’estero.

 

   Gli studi teologici appartengono agli Insegnamenti del Guru, le Interpretazioni delle Sacre Scritture e il Concetto di Dio, della Creazione, dell’Uomo, del Maya, dell’Etica, della Santa Parola, della Meditazione, della Salvazione ecc.

 

   Gli studi istituzionali includono il Sangat, Pangat, Gurdwara, Khalsa e fratellanza dei Khalsa, Takhat, Gurmatta ecc.

 

   Gli studi culturali coprono gli studi delle arti dei Sikh, specialmente nella musica sia classica che folkloristica, le loro architetture specialmente di Gurdwara, pianificazioni di città, i loro quadri (sia secolari che religiosi) ecc.

 

   Il Sikhismo pratico include il modo di vita Sikh, la famiglia, la comunità, la parte sociale, cerimonie, venerazioni, l’identità Sikh e il loro carattere. Tuttavia le categorie di cui sopra non dovrebbero essere considerate come estranee; ad esempio la pratica del Sikhismo non è altro che vivere la vita di famiglia d’accordo al messaggio del Guru.

 

India

 

   Gli studi Sikh cominciano con l’indipendenza in India nel 1947. Il direttore Jodh Singh, professor Teja Singh, professor Sahib Singh e il dottor Ganda Singh producono libri sui temi Sikh. Lo stabilimento di nuove Università (Università Guru Nanak Sahib, Amritsar, Università del Punjab, Chandigarh; l’Università del Punjab, Patiala) iniziarono serie ricerche sulla storia e religione Sikh. La celebrazione del centenario di Guru Gobind Singh (1966), di Guru Nanak (1969), Guru Tegh Bahadur (1975), Guru Amar Das (1979) e Maharaja Ranjit Singh (1980) diede impeto alla produzione di valori libri di ricerca sui Guru e sui temi Sikh. Fra gli scolari di recenti Università ci sono, professor Harbans Singh, Narain, S.S. Kohli, G. S. Talib, B. S. Anand, J. S. Grewal, Fauja Singh, Mohinder Singh, H. S. Shan, A. C. Chatterjee, H. R. Gupta, C. H. Leohlin, S. Bal, P. S. Gill, Pritam Singh, Prakash Singh, Taran Singh, Mc Leod, W. O. Cole, Juergensmyer, Shackle e altri.

 

   Gli scrittori non Universitari di meriti considerevoli sono dottor Gopal Singh, Khushwant Singh, K. S. Duggal, S. Trilochan Singh, Raghbir Singh, Daljeet Singh, Jagjit Singh, G. S. Sidhu, Ishwar Singh, P. S. Sambhi, D. Greenlees, D. R. Gurmeet Singh e Dalip Singh.

 

   Il credito per il lavoro nel campo degli studi Sikh, per esempio la preparazione della Enciclopedia Sikh in innumerevoli volumi, e la traduzione del Guru Granth Sahib nell’inglese moderno (con note a piè pagina) vanno all’Università del Punjab, Patiala. Il suo dipartimento di Religione e gli studi di Adi Granth prepara anche gli studenti per il M. Phill e il P. H. T. Degree (Lauree).

 

Gran Bretagna

 

   Gli studi Sikh in Gran Bretagna iniziano con l’introduzione al Sikhismo di una delle sezioni della carta su “Religioni del Mondo” al livello della Comunità Europea. Ambo maestro e studente necessitano libri per lo standard della Gran Bretagna.

Dr. Owen Cole hanno diritto al credito per preparare qualche libro basico in referenza al materiale degli studi Sikh. Il suo libro intitolato “Religioni del Mondo: A Hand libri per insegnanti”, che fu editato per lo SHAP che lavora nel partito Laburista sulla religione educativa nel Mondo nel 1976 fece che molti scrittori produssero libri per il Curriculum della scuola. Che io conosca, circa 20 libri furono pubblicati nella Gran Bretagna da eminenti scrittori come Dr. Cole, P. S. Sambhi, W. H. Mc Leod, Terry Thomas, J. R. S. Whitting, John Prickett e altri. Forse qualche altro libro era necessario per il GCE, al livello A. Gli studi Sikh hanno trovato un posto nella B. A. corsi aperti all’Università, e la prima laurea di West Sussex istituto di educazione superiore, Chichester Leeds e l’Università di Londra hanno provveduto per ricerche e lauree negli studi Sikh in vista di un largo numero di Sikh che sono in Gran Bretagna c’è un gran bisogno di un centro di studi e ricerche Sikh. Forse dopo collezionare fonti adeguate, questo centro può essere stabilito sia al Sally Oak College, Birmingham, o West Sussex istituto di educazione superiore a Chichester. I centri proposti possono anche provvedere facilità di addestramento per gli insegnanti, insegnanti di Sikhismo al livello della GCE.

 

Canada   

         

   Attraverso i primi emigranti Sikh che si posarono alla costa Ovest del Canada nel 1905, studi Sikh non sono stati ricevuti in posto sia alla scuola che al livello Universitario. I Sikh hanno fatto più concerne con il sistema etnico, economico e politico della loro religione o della risalente cultura dei loro bambini. C’è un largo numero di Sikh a Toronto, Vancouver, e un largo numero a Calgary, Edmonton e Ottawa. I Sikh hanno tenuto una conferenza annuale nel 1979, dove identità dei Sikh, dei Bambini Sikh e la loro educazione, la relazione con altre comunità, i Sikh nei piccoli paesi e il mezzo di comunicazione dei loro correligionari, le donne Sikh e il loro ruolo nel nuovo ambiente sono discussi. Il numero di libri sul Sikhismo pubblicato in Canada è molto piccolo. La maggior parte di loro parlano con il problema dell’immigrazione e cercare lavoro. La maggior ragione per la negligenza degli studi Sikh e l’indifferenza dello stato di preoccuparsi dei Sikh con politiche del Gurdwara. In più, i Sikh sono forti lavoratori nell’arte dell’industria e qualcuno ha ottenuto una professione studiata.

 

   G. S. Pannu “Sikh in Canada”, in un trattato presentato all’Università di British Columbia (1970) affrontando il problema della comunità Sikh. Un altro lavoro con i problemi etnici dei Sikh scritti da P. J. Scarlon intitolato “I Sikh in Vancouver: uno studio sul ruolo del medio e relazioni etniche” fu pubblicato dall’UNESCO (a Parigi) nel 1977. Fino a quel tempo gli studi Sikh erano soggetti alla scuola e al livello universitario, senza una pubblicazione in Canada.

 

USA

 

   Anche se gli studi Sikh non sono stati accettati come soggetti al livello di scuola, un cenno delle separate dallo stato di religione nelle USA, forse l’inizio si può fare con gli studi Sikh nelle città dove i Sikh si sono localizzati in largo numero. La California ha un ricco Gruppo sia di Agricoltori Sikh che uomini professionisti. E molti hanno espresso la necessità di scuole pubbliche in posti come Yuba City. Il Gurdwara e l’associazione Sikh non Hanno quasi nessun interesse negli studi Sikh. C’è un Consiglio Sikh nel Nord America, ma soffre di funzionalismo e piccole politiche. Individui hanno scritto qualche libro sul tema Sikh. Fra gli altri Archer “I Sikh” (1946), Dr. S. Ahluwalia, libro intitolato (Dio, Cucina Gratuita, nel 1979) e Khushwand Singh due volumi (Storia Sikh 1966) sono stati pubblicati in quello Stato.

 

   C’è tuttavia un gruppo organizzativo nato in America sotto il 3HO (chiamato Fratellanza Sikh Dharma diretto dal Consiglio dei Khalsa). Il loro leader Yogi Harbhajan Singh ha promosso il Sikhismo e pubblicato qualche libro (L’esperienza della coscienza e Ciò che dice uno Yogi di Yogi Bajan 1977) le loro pubblicazioni includono “Sibillo del Destino”, “Japji di Guru Nanak”, “Sikh Dharma Manuale per Addestramento”, “Il Sole si alza a Ovest” e qualche altro. Questi libri, inclusi due lavori notabili pubblicati nel 1976 da Bremka Kaur (“La laguna della Pace: selezione dalle scritture Sikh”; e “Guru per l’età dell’acquario: la vita di Guru Nanak”).

 

   Ci sono due centri universitari che provvedono le facilità di ricerca della religione Sikh. Uno è il dipartimento di Religione all’Università di Berkley in California, San Francisco. La sezione degli studi Sikh è sotto la carica del Dr. Juergensmayer che compilò un numero di carte di vari aspetti sul Sikhismo con il titolo “Studi Sikh, Berkley”, nel 1980. Nel 1982 il professor Harbans Singh di Patiala provvide con tre conferenze a Berkley, di cui furono pubblicati più tardi sotto il titolo “Conferenze di Berkley”, dalla fondazione Guru Nanak di Nuova Delhi.

 

   Un altro posto come centro di studi delle religioni del mondo all’Università di Harward. La fondazione Guru Nanak del Nord America, Maryland, e la fondazione di Gobind Singh, Maryland, e la società filosofica Sikh di Columbia, il centro educazionale di ricerche Chesterfield St. Luois, potranno associare le loro ricerche nel futuro e associarsi a un centro per gli studi Sikh e ricerche nella costa Est.

 

Asia del Sud-Est

 

   I Sikh si sono fermati in Malesia, Indonesia, Singapore e Hong Kong in gran numero. Loro hanno costruito molti Gurdwara nelle maggiori città. Singapore ha distinzione di avere in altre regioni gli studi Sikh. Due libri sono stati scritti e pubblicati da Mehervan Singh sul “Sikhismo e Sikhismo in Malesia”e gli ultimi problemi locali Sikh, recentemente, Guru Nanak Satsang Sabha e la società missionaria di Singapore furono approvati “Studi Sikh” come soggetto di corsi della GCE. È un corso compatto che si svolge con tutti gli aspetti importanti della storia Sikh e religione. Due libri “Libri a mano degli studi Sikh” per gli studenti, e un altro intitolato “Manuale per gli studi Sikh” per gli insegnanti, è stato pubblicato in Singapore, forse questi libri saranno per la preparazione e lo standard di libri di testo sul Sikhismo in altri paesi.

 

119.  Qual è il futuro del Sikhismo?

 

   I Sikh nel glorioso passato hanno avuto lunghi periodi di persecuzione e sofferenze. La fede dei Guru e Dio è una consapevolezza del bisogno per servizio volontario comunitario ha fatto che loro si affacciassero gioiosamente a molti problemi. Nel XVIII ci furono varie testimonianze del genocidio dei Sikh, particolarmente in due olocausti, uno nel 1746 e l’altro nel 1762 chiamati Chotta Ghallughara e Wada Ghallughara rispettivamente, da cui i Sikh si innalzarono come leoni dalle ceneri. Il martirio ha ispirato successive generazioni di Sikh alla causa del Panth e la loro credenza in Chardi Kalà, ottimismo Dinamico.

 

   Ancora durante questo secolo, la partizione dell’India del 1947 che divise la loro terra e dovettero in conseguenza avere un altro colpo catastrofico, fisicamente e economicamente. Ancora loro non persero il coraggio e sopravvissero, molti loro emigrarono nel pezzo del Punjab rimasto, altri furono in paesi oltremare e si stabilirono. In questo nuovo stato del Punjab loro portarono la Rivoluzione Verde (in agricoltura) e la Rivoluzione Bianca (nella produzione del latte). Adesso nel Punjab hanno il più alto livello di entrate per persona di tutta l’India, anche se qualche affluenza è stata portata in qualche cattiveria ai Sikh, loro hanno potuto mantenere vitalità sia nel campo economico che politico con duro lavoro, socialmente con molte risorse e ottimismo.

 

   Il mondo di oggi è rotto dai conflitti e dalla sofferenza. Anche i paesi affluenti non sono liberi dalla paura della guerra o a diluire loro qualità di vita. L’uomo ha progredito materialmente ma non intricatamente. Disparità di guadagni, la povertà dei 2/3 della popolazione mondiale, la mal distribuzione delle risorse e lo sfruttamento nei settori deboli dell’umanità. Hanno diviso il globo fra il Nord e il Sud, le nazioni industrializzate e le nazioni sottosviluppate. Il Guru dimostra il modo di rimuovere questa inadeguatezza attraverso giustizia, uguaglianza e libertà. La religione nel vero senso non è rituale, ma una fratellanza è disciplina. L’ipocrisia e doppio standard erode nei nostri caratteri e blocca il nostro progresso. Un riconoscimento Sikh di fratellanza di tutte le persone ordinarie è illustrato nel Sangat (congregazione) e Pangat (cucina gratuita). L’amore per l’umanità del Guru fece che loro dichiarassero che ci fosse verità nelle loro rivelazioni. L’uomo deve seguire e sinceramente praticare i comandi della loro religione.

 

   Oggi noi testimoniamo il risveglio del Sikhismo attraverso tutto il mondo. I Sikh sono scopritori della verità e del messaggio del Guru studiando il Gurbani. I non-Sikh sono stati influenzati dallo zelo dei Sikh dedicati al progetto di comunità, benestare e servizio di volontariato. Molti Sikh hanno preso Amrit (battesimo) e sono diventati i santi soldati di Guru Gobind Singh. La crescita del Sikh negli Stati Uniti d’America e le testimonianze alla rilevante vitalità degli insegnamenti dei Guru in questi giorni e età. Non solo c’è un grande intervento di numero dei Sikh ma anche un maggiore entusiasmo che segue gli insegnamenti del guru nella vita di tutti i giorni. Il Sikhismo è adesso conosciuto come una religione del Mondo, ha una grande parte nel giocare l’allacciamento del ponte dell’intendimento e amicizia fra le nazioni differenti del mondo e la promozione globale di pace.

 

SEZIONE VII

 

Il Sikhismo e i problemi moderni.

 

 

120.  Qual è l’attitudine Sikh sul ballare?

 

   Ballare è un modo di intrattenimento nei paesi del mondo occidentale. Il Sikhismo applica le prove generali menzionate nelle Scritture di molti intrattenimenti, nominatamente, “Eliminare ciò che causa pena e dolore al corpo o produce cattivi pensieri nella mente”. (A. G. 16)

 

   Danzare in coppia o con il sesso opposto è la causa di pensieri sensuali per i movimenti del corpo intimo alza le basse passioni.

 

   Tuttavia, danze culturali come Bangra, Gidda, Tiranjan ecc non sono proibiti, ma queste non si dovrebbero realizzare alla presenza del Guru Granth Sahib. Queste danze sono fatte per speciali occasioni sociali o festività e non hanno nessun significato religioso. Ci sono altre danze religiose che sono fatte per gli Indù (per esempio Ras-Lila), e anche dei Sufi tipici musulmani. Come la danza non è permessa nel Sikhismo queste danze non sono permesse nel Sikhismo. Ciò che Guru permise fu ‘La danza della Mente’, e non del corpo. Il Guru dice:

 

“O mia mente danza davanti al Guru;

 

Se tu danzi d’accordo al volere del Guru;

 

Tu guadagnerai la felicità, e la paura della morte scomparirà”. (A. G. 506).

 

Il tipo di danza è il risultato dell’estasi spirituale, ed è libera da movimenti fisici di

 

ginnastica.

 

   Similarmente è l’attitudine Sikh alla Discoteca. La discoteca è una mischia di movimenti fisici relazionati con musiche molto alte. La luce nella sala è deliberatamente bassa per permettere a coloro che ballano di stringersi vicino e fare l’amore facilmente. Come la discoteca possibilmente alza sentimenti sessuali, non è permesso ai Sikh. La danza puramente per promozione della salute fisica non è tabù. Ugualmente incontrandoci e mischiandoci con i ragazzi e le ragazze per ragione di amori illeciti e limonare è proibito nel Sikhismo. Tuttavia, incontrare con ragazze e ragazzi nella presenza dei loro parenti o della gente più vecchia della comunità con proposte di matrimonio è permesso.

 

121.  Qual è l’attitudine Sikh verso il divorzio?

  

   Il Sikhismo favorisce la vita familiare e la monogamia. La famiglia ideale è una dove c’è amore mutuo e rispetto fra marito e moglie e i loro figli e i loro nipoti se ci sono. Il matrimonio Anand, Atto del 1909, dà alla moglie lo statuto uguale a quello del marito. Il matrimonio stabilisce una relazione permanente tra i due partner e quindi c’è nessuna provvigione per divorzio sotto questo Atto. Il matrimonio Sikh (Anand Karaj) è un sacramento e non un contratto civile. Tuttavia, in tempi passati il matrimonio si rompeva, la donna lasciava il marito e andava a stare con i propri parenti. In questi giorni, i soci possono vivere separatamente, o fare applicazione per divorzio dopo qualche tempo sotto il Codice Indù e il matrimonio è l’atto del matrimonio civile. In questo tempo è la decisione della corte di approvare il divorzio o non approvare, e nel caso del divorzio è deciso dalla corte si possono fare provvigioni per il supporto della donna e il mantenimento dei bambini. I Sikh non hanno Leggi Personali, ma loro sono ammessi sotto il codice Indù in India. Tuttavia, in certi casi, il sistema di chattar che implementa la presenza dell’uomo alla donna indicando la sua decisione di prendere lei come moglie legale nel Punjab.

 

   Generalmente, sistemi come crudeltà, adulterio, cambio di religione, sofferenza da un male incurabile e in qualche caso di incompatibilità di temperamenti e carattere sono accettati dalla corte come ragioni di divorzio. Un secondo matrimonio dopo il divorzio è permesso. Il risposarsi di un vedovo o di una vedova è incoraggiato nel Sikhismo.

 

122.  Qual è l’attitudine della pianificazione familiare nel Sikhismo?

 

   Nei vecchi tempi il problema di pianificazione familiare non esisteva. Anche oggi, in aree dove la popolazione è debole e le risorse adeguate, la pianificazione familiare non è necessaria. Questo non significa dell’indulgenza eccessiva nel sesso diventi desiderabile. I Guru dicono ai loro discepoli di esercitare controllo di se stessi e di regolare la loro sensibilità sessuale. I Guru raccomandano la mezza via fra indulgenza e astinenza. Il sesso eccessivo è tabù e porta a dispiaceri e malattie.

 

   Il Sikhismo accetta il senso comune dell’approccio alla famiglia. È per la coppia decidere che loro vogliono una pianificazione della famiglia o no, e in casi di risposte che siano affermative, il modo tecnico, la pianificazione familiare può essere per la salute, del cavaliere o della dama e la crescita di bambini esistenti. Tuttavia, il metodo naturale per la contraccezione sono preferibilmente metodi artificiali. Anche così la pianificazione familiare non dovrebbe essere sottopresa senza la competenza medica e avviso della supervisione medica.

 

Non ci sono ingiunzioni nel Sikhismo contro l’uso di contraccettivi. L’aborto è tabù, perché è un’interferenza nel lavoro creativo di Dio. Se la concezione è stata fatta, sarebbe peccato distruggere la vita e quindi deliberatamente fare un aborto è proibito. Similarmente esperienze con l’embrione e il gene è scoraggiato. L’anticoncezionale per la ragione di eliminare il risultato di sesso illecito è proibito.

 

123.  Qual è l’attitudine Sikh dell’uccidere per misericordia?

 

   Oggi c’è una grande pressione politica di legalizzare l’uccisione per misericordia. In certi paesi, l’uccidere per misericordia o staccare la spina di un paziente incurabile o terminale è stato regolarizzato dalla legge. Sempre che sia la discrezione del medico o del paziente. Recentemente una nuova società chiamata “EXIT” (uscita) è stata creata in Gran Bretania, che supporta il diritto dell’individuo di morire con dignità. La letteratura della società contiene istruzioni per coloro che desiderano un suicidio indolore. La tendenza verso la desiderata morte favoreggiata dalla presenza tensione e conflitto della nostra società competitiva. Le malattie mentali sono in crescita, e qualcuno in uno schizzo di depressione, desiderando che la morte venga come sollievo da questo vivere tortuoso.

 

   Le vedute dei Sikh, in questo importante soggetto di Eutanasia o togliere la Spina per misericordia, è giusto? Il terminare la vita, per ragione di estremo dolore e agonia di cui vari pazienti soffrono è sotto la responsabilità del medico curante, ma per terminare la vita quando i pazienti con malattie Terminali chiedono per il sollievo dalla morte? Il Guru riguarda alla sofferenza come risultato del Karma. L’uomo deve avere il coraggio morale di sopportare la sofferenza senza un lamento. Egli dovrà pregare per la Grazia di Dio che lo abilita di sopportare il dolore nello spirito di rassegnazione e arresa.

 

   Non c’è posto ad uccidere per misericordia nel Sikhismo. I Guru affrontano il problema delle malattie e sofferenza per provvedere sollievo medico per alleviare il dolore. Guru Arjan costruì un lebbrosario a Tarn Taran. Guru Har Rai fece costruire un Ospedale a Kiratpur. Si riporta che egli provvedeva un’erba rara all’Imperatore Jahangir per una seria malattia di suo figlio. Dopo che tutte le sofferenze sono parte della condizione umana e hanno un posto nello schema di Dio. La sofferenza ha anche fatto che l’uomo si desse i suoi pensieri a Dio; “ la sofferenza è la medicina; la felicità è la malattia”.

 

   I Guru rigettano il suicidio, come un’interferenza ai Piani di Dio.

 

Molti Sikh affrontarono torture e poi la morte per mano di governanti tirannici e lider fanatici, anche se avessero potuto trovare rilievo attraverso il suicidio. La nascita e la morte è sotto la prerogativa di Dio e sotto il suo comando, e non dovrà mai essere affare dell’uomo di opporsi al Volere Divino.

 

Recentemente, il Papa condannò l’uccidere per misericordia e il suicidio come opposto al Volere di Dio che dichiarò ad essere un crimine della più grande della più grande gravità. E’ il dovere dello stato e della società di alleviare la sofferenza ai cittadini con medicine, operazioni chirurgiche o trattamenti psicologici. Neanche un esperto professore medico non ha il diritto di terminare la vita. Se egli non può curare o guarire, egli non dovrà distruggere la vita.

 

GLOSSARIO;

 

 

Amrit……….      L’acqua dell’Immortalità, cerimonia di battesimo Sikh.

Ardas……….      Preghiera per richiesta a Dio (una supplica).

Atma………..      Il Sé, lo Spirito, L’anima.

Avtar……..  .       Incarnazione, rinascita.

Baghat……...       Santo.

Brahmgiani          L’anima illuminata da Dio, l’uomo che ha realizzato Dio.

Chitt………..       Cose della mente, Cuore.

Darshan……       Visione della luce divina, un sistema filosofico.

Daswant……       Un decimo dei guadagno donati dai Sikh per ragioni religiosi.

Daya……….        Misericordia; compassione.

Dharam…….       Dovere religioso e veritiero.

Dhyan……...        Concentrazione, Meditazione.

Gunas………       Le tre basiche attitudini.

Grahasta……      La vita di un capofamiglia.

Gurbani………...Il mormorio dell’insegnante, gli Inni del Guru Granth Sahib,

                              La Parola del Guru.

Gurmat…….       Gli insegnamenti e la filosofia dei Guru.

Gurmukh……… Uno che segue gli insegnamenti del Guru.

Gurdwara.           La porta del Guru, la porta all’infinito, un tempio Sikh.

Hukam.                Comando, Volere di Dio, una lettura dal Guru Granth Sahib           

                              Con L’apertura delle Sacre Scritture a caso..

Jaikara……         Il grido di vittoria Sikh, Jo Bolay So nihal, Sat Siri Akal.

Kam…….....         Sesso, lussuria.

Karma……..        La legge di tutte le azioni e reazioni.

Khalsa……..        Il puro nel cuore, un illuminato,.

Khalsa Panth….  Un’organizzazione fondata dal decimo Guru.

Krodh…………   Ira.

Kirtan……           Cantare le lodi a Dio, cantare gli inni,

Lavan……….      Cantare gli inni matrimoniali.

Lobh………..       Avidità Avarizia.

Manmukh…..      Una persona irreligiosa, che segue solo il proprio ego.                 

                              Opposto di Gurmukh.

Massand…….      Preti professionali al tempo dei Guru.

Maia…….….       Mondanità, illusione.

Missal………       Una comunità o gruppi di una comunità.

Moh ……….        Attaccamento ai valori materiali.

Mukti (Moksha)…Liberazione, salvazione.

Nam………           Il Nome Divino, lo Spirito Santo, lo Spirito di Dio.

Panth……..           Il cammino della vita, la comunità Sikh.

Parchar…...           Lavoro missionario.

Raga……...            Una misura musicale indiana.

Raj Yoga…            Unione spirituale nella gloria mondana.

Sadhna. …..           Uno sforzo spirituale, una giusta azione.

Samadhi…..           Stato di contemplazione, Emergere nell’infinito.

Sahaj Yoga..        La naturale serenità ottenuta attraverso l’unione spirituale o

                              perfezione.

Sanyasa……. ….Ascetismo, rinunciare al mondo.

Satsang…………La compagnia dei Santi, preghiere d’incontro, Gruppo devozionale.

Shabad………….inni alle Lodi di Dio.

Shakti,,,,,,,,,,,,….. Energia cosmica, Natura, la forza di Dio.

Sidh……………. Eremita, yoga del culto di Gorakh.

Sidhis………….   Forze occulte.

Simran…………  Meditare, ricordarsi costantemente di Dio,

                               Praticare la presenza di Dio.

Turya……            Il quarto stadio, uno superiore stato spirituale.

Vairag……           La distanza di cose mondane.

Veda………          Libri della sacre scritture Indù.

Wahe Guru…..     “Dio Meraviglioso”, Un Mantra Sikh.

Wismaid……        Meraviglia, sentirsi in estasi.

Yoga…….. ……   Union con Dio, Pratiche occulte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Issue: uscire, derivare, sorgere, emergere, risultare, finire, emettere, pubblicare, mettere in circolazione, rilasciare, fornire,